Calvera

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26/02/2020 - CGIL, CISL E UIL Funzione Pubbilca su incontro OO.SS EIPLI

Si è tenuto ieri l’atteso incontro al Ministero dell’Agricoltura e Foreste convocato a seguito della richiesta di CGIL CISL e UIL Funzione Pubblica in...-->continua

26/02/2020 - Meteo: valzer di temperature in questa fine di febbraio

Sembrerebbe finita questa pausa di beltempo che ha caratterizzato l'inverno 2020. Da stasera è in arrivo una perturbazione, anticipata da venti di bur...-->continua

26/02/2020 - Coronavirus, Regione Basilicata: 'nessun contagio, kit arrivati'

Nessun contagio da nuovo coronavirus è stato registrato sinora in Basilicata, i kit biologici utili per eseguire i test tramite tampone sono...-->continua

SPORT

26/02/2020 - Serie C, infrasettimanale: al Viviani il Catania batte il Picerno

Serie C, infrasettimanale: al Viviani il Catania batte il Picerno

Un Picerno padrona del gioco, che passa in vantaggio meritatamente, ma che ...-->continua

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26/02/2020 Annullato incontro ''Scanzano riparte''

L'incontro ''Scanzano riparte'', previsto per discutere su commissariamento cittradina jonica, previsto per il 28 febbraio, è stato annullato a causa dell'evolversi della situazione legata al Covid-19.

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Sospendete il campionato di Eccellenza:per il lutto e per una umana riflessione
di Mariapaola Vergallito

Forse ancora non abbiamo capito bene quello che è accaduto domenica scorsa davanti al piazzale della Ferrovia dismessa di Vaglio Scalo. E non mi riferisco alla dinamica dei fatti, spiegata senza troppi giri di parole dal Procuratore, dal Questore e da chi ha indagato e sta indagando.
Forse ancora, però, non abbiamo compreso bene la portata di quanto accaduto. L’assurdità di questa tragedia che ha nomi e cognomi e, tra questi, forse ‘’Calcio’’ è uno di quelli meno importanti. Perché se davvero tutto potesse essere legato al mondo del calcio allora dovremmo dare ragione a chi ha chiesto di ritirare le squadre dal campionato. E invece no, perché questa ...-->continua


 

INFORMAZIONI  
 

CALVERA

Altitudine: m 615 |

Superficie: Kmq 15 |

Popolazione: 620 abitanti (Calveresi) |

 Vette: monti Zingarello e Bruzio |

 Comuni limitrofi: Carbone, Castronuovo Sant'Andrea, San Chirico Raparo, Teana

 

STORIA

 

La prima traccia di Calvera si ha nel 1053 in una carta geografica greca. Il nome, scritto in greco καλαυρας, tradotto significa “bell’ aria”. La prima notizia documentata risale all’epoca angioina nel 1280, in questo documento sono riportate tutte le terre della Basilicata, che corrisponde all’incirca all’attuale provincia.
Documenti più recenti del 1865 dimostrano che molti paesi dalla Basilicata come Cersosimo, Episcopia, Carbone, Chiaromonte, Policoro e Calvera erano invasi in passato da popoli greci, questo a causa delle persecuzioni del VIII secolo, dopo che l’imperatore greco abolì conventi e vietò di portare l’abito, la conseguenza fu l’immigrazione non solo di monaci ma anche di molti laici. I monaci costruirono a Calvera un monastero e influenzarono molto la nostra cultura, ad esempio basta pensare alle molte denominazioni grecaniche come calanga = frana da axaia o catuoie = locale a piano terra da καταγαιος sotterraneo. Anche l’ economia ebbe dei cambiamenti, infatti fino agli inizi del 1800 vi era la coltivazione del gesso e del baco da seta, tipiche attività greche.
Nel 1134 Beato Nilo abate del monastero di Carbone comprò il castello di Calvera per il prezzo di (500) cinquecento ducati dai fratelli Alessandro e Riccardo signori di Chiaromonte.
L’ atto di compravendita è scritto in latino, la data scritta sul contratto è indicata secondo l’ era di Costantinopoli o bizantina , parte con 5509 anni a.C. per questo equivale al 1134 (6643 – 5509) dell’era cristiana.
Sono stati trovati dei ruderi a pochi chilometri dal centro abitato su una collina e si pensa che lì possa essere il castello. Il quel periodo, il castello non aveva una buona stabilità e tranquillità, a causa di contese tra il monastero di carbone e dai vescovi d’Anglona e Tursi.
In seguito, fu occupata per un breve periodo di tempo da Giulio di “Sant Arcangelo”, di cui non si hanno molte notizie ed in fine ritornò nelle mani del monastero di Carbone.
La vita religiosa di Calvera e la tranquillità del monastero erano perturbate dall’attivata eretica di fraticelli scomunicati dal pontefice Bonifacio VIII che, per sottrarsi al castigo, fuggirono verso la Sicilia e in tale viaggio fecero dimora in queste terre. Professavano una vita solitaria e predicavano la comunità dei beni, a tal eccesso arrivavano a fare comuni anche le donne, seminando così i loro errori.
A Calvera fu costruito dai monaci Francescani un ospizio, è provato da uno stemma in pietra riportante il noto simbolo delle due mani incrociate con al centro in basso la scritta “armis seraficis”, lo stemma fa parte della collezione di pietre scolpite d’epoca della famiglia Mazzilli.

Dopo tre secoli il Castello venne conquistato da Ercole di “San Severino” (considerato il primo barone di Calvera) poi finì all’ultimo erede che fu Francesco San Severino.
Nel 1732 il feudo di Calvera fu in possesso del barone Don Giuseppe Donnaperna, che morì solo un anno dopo, il suo successore fu Giovan Battista ( fratello carnale), governò per nove anni e gli successe la nipote Donna Felice Donnaperna l’ultima Baronessa di Calvera, morì nel 1786 senza parenti successibili.
 

a cura di Libertella Rossella
Fonte: "Cenni storici su Calvera"

 

 

 

 

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