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La voce della Politica

Europa Verde Basilicata su Piano Casa

2/03/2026

Il sequestro preventivo disposto nei giorni scorsi nell’area di Piazza Michele Bianco a Matera riporta con forza all’attenzione pubblica il nodo irrisolto del Piano Casa regionale. Uno strumento nato come misura straordinaria e temporanea che, nel corso degli ultimi quindici anni, si è progressivamente trasformato in una deroga permanente alle regole urbanistiche.

Si tratta di un fatto rilevante, che non può passare sotto silenzio, soprattutto in una regione fragile come la nostra, dove consumo di suolo, forzature urbanistiche e ambiguità amministrative hanno troppo spesso prevalso su una pianificazione attenta e sulla tutela del paesaggio. Al netto degli accertamenti giudiziari in corso, l’episodio riaccende una questione che solleviamo da tempo: la fragilità dell’impianto normativo del Piano Casa e l’uso distorto di strumenti concepiti per finalità diverse.

Accogliamo favorevolmente la posizione assunta dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Potenza, che ha evidenziato come l’attuale quadro normativo risulti frammentato e poco chiaro, generando incertezze interpretative per professionisti, cittadini e investitori.

La Legge Regionale 25/2009 doveva rappresentare uno strumento eccezionale per sostenere l’economia e rigenerare il patrimonio edilizio esistente. Oggi, tra proroghe e modifiche continue fino alla L.R. 57/2025, si è trasformata in un meccanismo che svuota la pianificazione pubblica, indebolisce il ruolo dei Comuni e affida pezzi di città all’iniziativa privata senza una visione complessiva e senza un chiaro interesse generale.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: intasamento edilizio nei centri urbani, rendite speculative incontrollate, consumo di suolo mascherato da rigenerazione, aumento dei prezzi di case e affitti senza alcuna risposta strutturale ai bisogni abitativi dei cittadini. Costruire di più non ha significato costruire meglio. La Basilicata ha bisogno di politiche di edilizia sociale e accessibile, non di espansioni che alimentano esclusivamente la rendita.

Fin dalla nostra nomina a portavoce regionali di Europa Verde Basilicata – Alleanza Verdi e Sinistra, abbiamo assunto una posizione chiara: la difesa del suolo e del paesaggio lucano è una priorità assoluta. Lo abbiamo ribadito denunciando l’equivoco di fondo che ha accompagnato l’applicazione del Piano Casa: non può e non deve essere utilizzato per nuove costruzioni o per aumenti di volumetria che alterano l’assetto urbanistico e paesaggistico, ma deve limitarsi al recupero e alla riqualificazione dell’esistente.

Se il Piano Casa diventa la porta d’ingresso per interventi che nulla hanno a che fare con la rigenerazione urbana, si tradisce la sua natura originaria e si espone il territorio a forzature potenzialmente gravi.

La vicenda di Piazza Michele Bianco dimostra quanto sia delicato intervenire in contesti urbani di pregio. Matera non è una città qualsiasi: è patrimonio riconosciuto a livello internazionale e simbolo di una rinascita culturale che non può essere messa in discussione da operazioni speculative o da interpretazioni disinvolte delle norme.

Chiediamo il pieno rispetto della legalità e l’estensione di controlli e verifiche su tutto il territorio regionale, senza eccezioni, affinché quanto accaduto non resti un episodio isolato. Anche a Potenza abbiamo più volte richiamato l’attenzione su interventi controversi che meritano approfondimenti puntuali. La stessa attenzione va garantita nei piccoli comuni, nelle periferie urbane e nelle aree sottoposte a vincoli ambientali e paesaggistici.

Non invochiamo campagne punitive, ma legalità diffusa e uniforme applicazione delle regole. Se esistono strumenti normativi che consentono interpretazioni ambigue o eccessivamente elastiche, è il momento di rivederli.

Serve una riforma organica della normativa urbanistica regionale che: escluda in modo inequivocabile l’applicazione del Piano Casa alle nuove costruzioni; rafforzi il ruolo dei Comuni nella tutela del territorio; introduca un principio chiaro di consumo di suolo zero; privilegi il recupero e la rigenerazione rispetto all’espansione.

La Basilicata ha bisogno di una vera rigenerazione urbana, di politiche di housing sociale e di un nuovo patto tra istituzioni e comunità, fondato su legalità, tutela del paesaggio e responsabilità amministrativa.

Quanto accaduto può e deve rappresentare un punto di svolta per superare definitivamente una normativa ormai anacronistica e restituire alla pianificazione pubblica il ruolo che le spetta.



Donato Lettieri e Michela Trivigno (Portavoce Europa Verde Basilicata)



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