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La voce della Politica
| Morte sul lavoro nella vigilanza privata: basta silenzi e appalti al ribasso |
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16/01/2026 | La morte del vigilante Pietro Zantonini, avvenuta mentre svolgeva servizio notturno in un cantiere delle Olimpiadi Milano-Cortina, riaccende con forza il tema della sicurezza e delle tutele nella vigilanza privata. Un settore segnato da appalti al massimo ribasso, scarsi controlli e diritti troppo spesso negati. In un comunicato stampa, Vincenzo Florestano, della Segreteria Uiltucs Basilicata, evidenzia con forza queste criticità. Di seguito il comunicato.
Nei giorni scorsi è giunta la notizia della morte del vigilante Pietro Zantonini, avvenuta tra la notte del 7 e l’8 gennaio u.s., mentre svolgeva servizio di piantonamento notturno presso uno dei cantieri delle prossime Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Ciò che più sbalordisce e suscita profonda rabbia tra gli operatori della vigilanza privata è la totale assenza di tutele e di controlli da parte degli organi competenti.
Pur di abbattere i costi e far quadrare alcune voci di bilancio, come quella della vigilanza, si rinuncia sistematicamente a verificare la qualità dei progetti e il rispetto delle leggi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il vero scandalo è il ricorso ai bandi al massimo ribasso, che consente ad aziende di partecipare e aggiudicarsi appalti senza applicare nella sua interezza il CCNL sottoscritto dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Dopo l’aggiudicazione delle gare, spesso vengono sottoscritti con pseudo-sindacati, non firmatari di CCNL, accordi scellerati e privi di reali tutele per i lavoratori. È arrivato il momento di affrontare seriamente questo tema. Basterebbe introdurre alcune regole vincolanti nei bandi, tra cui l’obbligo per l’aggiudicatario di rispettare integralmente il CCNL sottoscritto da CGIL, CISL, UIL e UGL, per iniziare a porre fine a queste morti che troppo velocemente scivolano nel dimenticatoio, lasciando i familiari delle vittime soli con il loro dolore.
Da troppi anni nessun governo è stato capace di dare risposte concrete a un settore che attende da tempo. I 100.000 lavoratori della vigilanza privata e dei servizi fiduciari meritano attenzione legislativa e rispetto per il proprio lavoro, mentre quotidianamente vedono violati anche i più elementari diritti previsti dalla legge.
La miriade di piccoli istituti di vigilanza ha creato una vera e propria giungla, nella quale prevale esclusivamente il profitto, inquinando l’intero comparto. Da qualche anno questa tendenza è evidente anche in Basilicata, dove si registrano gravi differenze salariali e comportamenti illegittimi legati alla mancata applicazione del CCNL.
Da anni i lavoratori svolgono servizi di pattuglia diurna e notturna negli enti pubblici, nei tribunali, nelle stazioni, negli aeroporti, nelle manifestazioni pubbliche, nei cantieri autostradali ed edili, spesso all’interno delle auto e senza servizi igienici, con orari di lavoro insostenibili e in condizioni di scarsa sicurezza. Operano davanti a banche e uffici postali e sui portavalori, dove purtroppo subiscono rapine e attacchi molto frequenti con armi di ogni genere, mettendo a repentaglio la vita delle guardie giurate.
Di fronte a tutto questo, è necessario un intervento serio, immediato e definitivo da parte delle autorità competenti, se non si vuole che la morte di un altro collega sia l’ennesima tragedia destinata a essere dimenticata molto presto.
Vincenzo Florestano
Segreteria Uiltucs Basilicata |
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