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La voce della Politica

Risposta di Polimedica alle dichiarazioni ASP

15/01/2026

In nome e per conto della Polimedica S.r.l., in persona del suo legale rappresentante, Dott. Michele Cataldi, riscontro il comunicato stampa odierno dell’ASP dal titolo “IL CENTRO POLIMEDICA PUO’ OPERARE NEL RISPETTO DEL BUDGET PERCEPITO”, a firma Eliana Positano- Giornalista, Portavoce Asp Basilicata, presente sul sito web aziendale.

Non risponde al vero – ed è fuorviante per i cittadini – affermare che Polimedica “ha regolarmente ricevuto per gli anni 2025 e 2026 il finanziamento”. Non si tratta di “finanziamento”: ciò che viene determinato è un tetto/budget di spesa, cioè il limite massimo di remunerazione delle prestazioni SSN effettivamente erogate. Le somme non sono “percepite” a priori, ma riconosciute solo a consuntivo, entro il limite fissato.

Ed è proprio questo il punto che siamo noi a rendere trasparente: il budget annuale assegnato a Polimedica per gli anni 2025 e 2026 è pari a € 783.427,52, così articolato: fisioterapia (FKT) € 290.944,26; altre branche specialistiche (residenti) € 479.351,26; altre branche (non residenti) € 13.132,00. Tale assegnazione è notevolmente inferiore ai tetti degli anni precedenti risultanti da contratti e ordini di acquisto e dalla stessa programmazione applicata dall’ASP.

Basti considerare che nel solo 2024 erano state assegnate risorse complessive per € 1.193.953,57 (di cui € 900.924,32 per prestazioni specialistiche a residenti; € 47.377,00 a non residenti; € 245.652,25 per fisioterapia). Ne consegue un taglio complessivo tra 2024 e 2025 pari a € 410.526,05 (-34,4%). Ancora più grave è la dinamica interna: il taglio si è concentrato sulle “altre branche” (visite ed esami diagnostici, inclusa radiologia), cioè sulle prestazioni più sensibili e già caratterizzate da forte domanda e liste d’attesa. Per i residenti, nel 2025 si registra una riduzione del 46,8% rispetto al 2024, pari a € 421.573,06 di prestazioni in meno erogabili ai cittadini; per i non residenti, la riduzione è ancora più marcata: -72,3%. Al contrario, sulla fisioterapia si registra un aumento del 18,4% (da € 245.652,25 nel 2024 a € 290.944,26 nel 2025): la contrazione non è stata “neutra”, ma selettiva.

Il taglio è stato inoltre improvviso e senza precedenti, comunicato in corso d’anno con nota ASP del 21 agosto 2025, con decorrenza immediata. Alla data di ricezione, il volume delle prestazioni già erogate risultava già superiore ai limiti fissati, con un effetto pratico immediato: sospensione delle prestazioni convenzionate proprio nel momento di massima domanda. Le conseguenze erano inevitabili: una riduzione così inaspettata e non programmata ha compromesso la continuità assistenziale e inciso sull’equilibrio economico-finanziario della Polimedica, determinando il ridimensionamento delle attività e la necessaria riduzione dell’organico, a fronte di costi fissi incomprimibili.

È fuorviante anche il riferimento al 2022. Dai medesimi ordini di acquisto/pagamenti ASP risultano risorse pari a € 1.256.300,43 per le altre branche e € 338.147,56 per la fisioterapia, per un totale di € 1.594.447,99. Confrontando tale dato con il budget 2025 (€ 783.427,52), emerge una riduzione di € 811.020,47 (-50,9%). Dunque la narrazione dell’“aumento di circa 30 mila euro rispetto al 2022” non corrisponde ai dati e non può essere usata per occultare il drastico ridimensionamento delle prestazioni erogabili nel 2025–2026.

È quindi incomprensibile sostenere che Polimedica sia “nelle condizioni di continuare regolarmente” a dare risposta ai bisogni di salute dei cittadini quando: (1) il budget è un limite, e al suo esaurimento le prestazioni SSN devono essere ridotte o sospese; (2) l’assegnazione non risulta costruita sui reali bisogni sanitari dei cittadini ma su criteri legati alla spesa storica del 2014, con un effetto di riduzione proprio sulle branche più richieste; (3) persistono criticità operative legate a CUP e agende, segnalate da tempo, con una carenza di risposte che si traduce in pregiudizio concreto per l’utenza.

Sarebbe stato meglio, inoltre, che l’ASP non avesse evocato le “risorse per le liste d’attesa”. Anche qui non si tratta di “finanziamenti”, ma di stanziamenti per prestazioni da recuperare remunerate a consuntivo solo se effettivamente prenotate, erogate e rendicontate. E i risultati non corrispondono agli annunci: dai riscontri contabili, l’operatività reale si è tradotta, ad oggi, in prestazioni per circa € 50.000, cioè poco più del 15% rispetto ai circa € 330.000 richiamati. Valga un esempio: tra gli obiettivi dichiarati vi erano 4.912 TAC “da recuperare”; per quanto risulta alla scrivente, non è pervenuta dall’ASP nemmeno una prenotazione utile riconducibile a tale obiettivo. Se l’ASP sostiene il contrario, la strada è semplice: pubblicare flussi, criteri e dati di invio/assegnazione.

Ad aggravare la situazione, le agende consegnate da Polimedica per il CUP non sono state rese effettivamente visibili e prenotabili in modo trasparente e diretto dai cittadini. E il riferimento al 2026 (“potrebbe aderire”, “potrebbe accedere”) resta una formula eventuale, che somiglia molto a quelle del passato, che non risolve il danno già prodotto nel 2025.
In definitiva, qui non si tratta di propaganda contrapposta: si tratta di atti, numeri, criteri e responsabilità. Polimedica è pronta a produrre i propri dati a chiunque li voglia verificare; chiede che l’ASP faccia altrettanto. Se l’ASP ritiene corrette le proprie affermazioni, la strada è una sola: pubblicare i documenti, rendere verificabili i calcoli e garantire trasparenza reale su tetti di spesa, liste d’attesa e funzionamento del CUP.

Cordiali saluti.
Avv. Donatello Genovese



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