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“Salvata” Pac:Cia Potenza-Matera, una vittoria della mobilitazione

8/01/2026

La proposta della Commissione Europea di aumentare di 94 miliardi di euro il budget diretto all'agricoltura nell'ambito del Fondo Unico Pac 2028-2034 è, prima di tutto, una vittoria della mobilitazione degli agricoltori italiani che il 18 dicembre scorso a Bruxelles hanno dato vita ad una grande manifestazione con oltre 10mila coltivatori. Così Cia-Agricoltori Potenza-Matera sottolineando che questo aumento porterebbe il totale del budget agricolo a 387,7 miliardi di euro: circa 9 miliardi in più in termini nominali (cioè senza tenere conto dell'inflazione o del potere d'acquisto) rispetto al budget attuale 2021-2027, che è di 378,5 miliardi di euro. Nella controproposta di novembre 2025 al Parlamento Europeo, è diventato obbligatorio destinare ai rural target questo 10% del Fondo Comune e degli obiettivi strategici in seno al Fondo Unico. Per rural target si intendono gli interventi per le aree rurali per migliorare la qualità della vita nelle campagne, sostenere la coesione territoriale e incentivare lo sviluppo di quelle zone. Sono questi – evidenzia Cia Potenza-Matera che aveva in precedenza stimato la perdita “quota Pac Basilicata” tra i 50 e i 60 milioni di euro rispetto ai 453 milioni previsti per il periodo 2023-2027 – obiettivi che soprattutto nelle nostre aree rurali hanno particolare rilevanza. Altro elemento importante è che non saranno più i Governi a decidere a quale settore dedicare le risorse, ma è la Commissione a stabilire l'ammontare da destinare in via esclusiva al settore primario. Cia Potenza-Matera continuerà a vigilare sino alla conclusione definitiva perché “I fondi PAC sono un sostegno vitale per le aziende agricole, soprattutto in annate difficili. Ridurre questi fondi significherebbe compromettere la sopravvivenza di molte aziende e, di conseguenza, la sicurezza alimentare e l’occupazione in agricoltura”. In Basilicata nel 2023 - il primo anno del quinquennio Pac in corso - le aziende agricole hanno ricevuto in media 3.770 euro di contributi Pac contro i 7.810 euro ad azienda della Lombardia, i 6.620 euro del Piemonte, i 6.320 euro della Sardegna. Secondo i dati dell’Agea le aziende con oltre 100 ettari rappresentavano il 2% delle imprese agricole italiane che hanno fatto domanda e hanno ricevuto il 23% dei fondi Ue a disposizione. Al contrario, le aziende con un’estensione inferiore ai 10 ettari rappresentano il 69% delle imprese agricole italiane ma hanno ricevuto solo il 23% dei finanziamenti comunitari. Di qui la proposta della Cia-Agricoltori: «occorre introdurre un tetto massimo ai contributi per le aziende di grandi dimensioni, per evitare la concentrazione delle risorse su pochi beneficiari».

Per il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini: “i correttivi della Commissione Ue alla proposta di riforma della Pac post 2027 e “in primis i 10 miliardi in più per l’agricoltura italiana sono, chiaramente, un segnale positivo, ma all’agricoltura servono chiarezza e, soprattutto, più garanzie. Le stesse che ci faranno dire sì al Mercosur se assicurata, nero su bianco, la reciprocità richiesta”. Fini aggiunge: “a quanto pare, la nostra mobilitazione del 18 dicembre a Bruxelles e il pressing del nostro governo sono stati determinanti, e devono continuare a esserlo, a tutela di tutti gli agricoltori e i cittadini europei”. Prudenza e guardia alta restano, dunque, preferite da Cia rispetto all’ultima operazione von der Leyen che si gioca la flessibilità e gli anticipi sul budget già previsto. Ovviamente – aggiunge – più risorse per l’agricoltura sono una buona notizia, meno lo spettro del fondo unico con incognite non risolte sulla rinazionalizzazione e la competizione non solo tra Stati, ma anche tra settori. Inoltre, non ci dimentichiamo che la nuova proposta von der Leyen dovrà passare per i negoziati con il Parlamento europeo e soprattutto con i 27 governi. Con due anni di trattative e una marea di possibili evoluzioni geopolitiche, la nostra mobilitazione chiaramente continua”.



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