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Potere al Popolo al fianco dei lavoratori: in lotta per difendere occupazione e diritti

9/12/2025

La crisi produttiva e occupazionale è ormai conclamata e la situazione economica generale della nostra regione ristagna soprattutto a causa della debolezza dell’attività industriale.
Come riferisce Banca d’Italia nel suo report annuale sulla situazione economica della nostra regione “dal 2021 ad oggi nel solo stabilimento Stellantis di Melfi si sono persi oltre 2600 posti di lavoro” per non parlare delle migliaia di posti persi nell’indotto (400/500) e nella logistica.
Nel 2024 nel solo comparto dell’auto si è registrata una significativa contrazione della produzione tant’è che nello stabilimento Stellantis di Melfi si è registrato il 63,5% di produzione in meno rispetto al 2023.
Nel primo trimestre di quest’anno nella stessa azienda la produzione ha fatto registrare un meno 64,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Stellantis di Melfi insieme all’indotto e alla logistica sono in profonda crisi a causa delle scelte scellerate aziendali e agli accordi capestro raggiunti grazie all’avallo e alla compiacenza dei sindacati confederali e di categoria (vedi accordo sottoscritto il 25 giugno 2025 tra Stellantis e parti sociali).
Con la scusa e la promessa di portare 4/5 nuovi modelli elettrici a Melfi l’Azienda ha trasferito la seconda linea e le produzioni ad essa connesse all’estero e in particolare in paesi come l’Algeria, il Marocco e la Serbia.
Oggi nello stabilimento di KENITRA in Marocco si punta al raddoppio della capacità produttiva dello stabilimento (fino a 535.000 veicoli l’anno), in Algeria nello stabilimento di ORANO si sta avviando la produzione della Fiat Grande Panda mentre in Serbia, nello stabilimento di Kragujevac si utilizzano lavoratori provenienti dal Nepal con stipendi di 300 euro al mese.
In conseguenza di queste scelte sciagurate è andato in crisi lo stabilimento Stellantis di Melfi e a cascata le aziende dell’indotto e della logistica come la Las, la FDM, l’ex Mubea, la PMC, la Tiberina e la Brose.
Ma altre situazioni di crisi insistono sul nostro territorio, come quella della Smart Paper, con minacce di esuberi per i 380 dipendenti e relative chiusure e spostamenti di sedi, della Ferrosud di Mt, della Italtractor di Potenza e del settore del mobile imbottito, solo per citarne alcune.
Per questo POTERE AL POPOLO DI BASILICATA, dopo anni di inerzia politica e sindacale, sta lavorando alla costruzione di un fronte unitario, indipendente e di classe come quello che è emerso con gli scioperi generali nazionali indetti da USB del 22 Settembre, del 3 Ottobre, del 28 Novembre e con le manifestazioni del 04 Ottobre e del 29 Novembre a Roma perché è ormai forte e maturo il desiderio di protagonismo sociale e politico dei giovani, degli studenti, degli operai e di consistenti parti sociali del paese contrario alle logiche consociative e corporative portate avanti in questi anni dalle organizzazioni sindacali confederali.



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