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Sanità lucana al collasso: per Cifarelli (PD) mobilità passiva a 81 milioni e 60mila rinunce alle cure

2/12/2025

“I dati diffusi dalla Corte dei Conti sulla sanità lucana confermano in modo inequivocabile ciò che in Commissione avevamo già intuito da mesi e che la narrazione della Giunta ha sistematicamente offuscato: la mobilità sanitaria passiva non solo non si riduce, ma continua a crescere, come rileva anche il Sole 24 ore, raggiungendo nel 2024 il valore di –81,6 milioni di euro, ben oltre i 50 milioni che l’assessore Latronico aveva più volte indicato come soglia di contenimento possibile entro la fine dell’anno. Una fotografia impietosa che certifica la perdita costante di attrattività del nostro sistema sanitario, come dimostra il trend degli anni precedenti: –84,17 milioni nel 2023, –63,05 milioni nel 2022, –51,9 milioni nel 2021 e –48,8 milioni nel 2020”, dichiara il Consigliere Cifarelli.
A questo si aggiunge un dato ancora più drammatico, emerso dal rapporto Gimbe: circa 60.000 lucani hanno rinunciato a visite specialistiche o esami nell’ultimo anno. Un numero impressionante, che non riguarda più soltanto la mobilità, ma la rinuncia stessa alle cure da parte di cittadini che non riescono ad accedere ai servizi, schiacciati da liste d’attesa interminabili, carenze strutturali e totale assenza di risposte. È l’indicatore più doloroso di un sistema pubblico che non garantisce più il diritto alla salute.
A completare questo quadro critico – sottolinea ancora il consigliere del PD – c’è il tema dell’accordo di confine con la Puglia, annunciato come una svolta strutturale, ma del quale ancora non si conoscono criteri operativi, tetti finanziari o modalità applicative. L’unica certezza è che diversi cittadini lucani continuano a essere respinti dalle strutture pugliesi per mancanza di copertura economica; un paradosso che smentisce alla radice la propaganda diffusa nell’ultimo anno.
“Dell’Assessore Latronico e del Presidente Bardi – aggiunge Cifarelli – ricordiamo bene i roboanti annunci di questi mesi sul nuovo Piano regionale integrato della salute 2026-2030: il 13 febbraio 2025 la Giunta ha approvato il documento programmatico e Latronico parlava di “momento di svolta”, di “impegno concreto per migliorare la qualità della vita dei cittadini e ridurre le disuguaglianze territoriali”, illustrando un cronoprogramma molto preciso: entro settembre 2025 la proposta completa di Piano, entro l’autunno l’approvazione definitiva in Giunta e in Consiglio, e dal primo semestre 2026 l’avvio dell’operatività con gli atti attuativi e le direttive alle Aziende sanitarie. Un percorso presentato come la risposta strutturale alle criticità del sistema, alla mobilità passiva, alle liste d’attesa.
Il cronoprogramma annunciato dall’assessore Latronico sul Piano regionale integrato della salute 2026-2030, a quasi un anno dagli annunci, nessuna delle scadenze fissate è stata rispettata, il piano non è stato ancora completato, gli atti attuativi non esistono e i problemi strutturali del sistema sono peggiorati. È la conferma che la maggioranza ha scelto la via della propaganda invece di assumersi la responsabilità di riformare davvero la sanità lucana, lasciando il sistema in una deriva senza guida.
“La Corte dei Conti ha tolto il velo a mesi di rassicurazioni irreali. Il dato sui 60.000 cittadini che hanno smesso di curarsi è la prova più drammatica del fallimento politico e gestionale di questa Giunta. La Basilicata non può più permettersi una narrazione che sostituisca la realtà: servono responsabilità, trasparenza e un cambio immediato di rotta. Prima che i numeri non raccontino più solo un disagio, ma un vero e proprio collasso del sistema. Ovviamente ci auguriamo che, prima o poi, il Piano sanitario arrivi davvero, perché la Basilicata ne ha un bisogno urgente. Ma rimane – e lo sottolineiamo con forza – che questa continua trasfigurazione della realtà a fini propagandistici è qualcosa di profondamente scorretto nei confronti dei cittadini lucani, che meritano verità, serietà e rispetto”, conclude Roberto Cifarelli, consigliere regionale del Partito Democratico.



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