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La voce della Politica
| Cgil Basilicata e Filt Cgil Basilicata. Basilicata 2030: verso una mobilità integrata e sostenibile |
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1/12/2025 | Cgil e Filt Cgil Basilicata presentano “Basilicata 2030”, documento che denuncia l’isolamento infrastrutturale della regione e chiede investimenti mirati e una visione strategica integrata della mobilità. Il sindacato rilancia la petizione per la bretella ferroviaria Tito–Polla, decisiva per collegare la Basilicata all’Alta Velocità e favorire sviluppo e coesione territoriale, e sollecita il ripristino della Potenza–Melfi. Criticità anche nel TPL su gomma e nelle infrastrutture urbane, come la chiusura delle scale mobili di Potenza. Il piano propone interventi su ferro, gomma e viabilità per costruire una mobilità moderna, intermodale e sostenibile.
Di seguito riportiamo la nota stampa della Cgil Basilicata e Filt Cgil Basilicata
È stato presentato oggi a Potenza, nella sede della Cgil Basilicata, il documento sulla mobilità lucana di Cgil Basilicata e Filt Cgil Basilicata. “Basilicata 2030” fa il punto sulle criticità del sistema delle infrastrutture lucane legate ai trasporti, lanciando alcune proposte alla Regione Basilicata.
“La Basilicata – hanno spiegato i segretari generali della Cgil Basilicata e della Filt Cgil Basilicata, Luigi Ditella - vive da decenni una condizione di isolamento infrastrutturale che ne limita fortemente lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Nonostante la sua posizione geografica strategica al centro del Mezzogiorno, risulta marginalizzata rispetto alle principali reti di trasporto nazionale ed europeo. In un contesto di transizione ecologica, coesione territoriale e rilancio della mobilità sostenibile promosso dal Pnrr e dalle politiche Ue, riteniamo sia imprescindibile una nuova visione strategica, integrata e intermodale della mobilità lucana, che superi le logiche frammentarie e localistiche sfruttando la posizione di regione cerniera del sud e dei principali porti e corridoi europei. Ecco perché chiediamo alla Regione Basilicata maggiori investimenti e di impiegare le risorse a disposizione nei tempi e nelle modalità indicate dal Pnrr, per fare uscire finalmente la regione dall’isolamento. Non è più il tempo degli studi di fattibilità, che restano solo su carta. Non possiamo accontentarci di qualche chilometro di asfalto sulle maggiori arterie lucane come la Potenza – Melfi, la Matera – Ferrandina, o che l’Alta velocità ci lambisca solamente. Una Basilicata connessa è una Basilicata competitiva. Ora è il tempo della visione, della responsabilità e delle scelte coraggiose”.
La Cgil e la Filt Cgil Basilicata hanno pertanto rilanciato la petizione “Se non ora, quando?” pubblicata su change.org e che ha raggiunto le 1600 firme per chiedere la realizzazione della bretella ferroviaria tra Potenza, Tito e Polla che colleghi l'area nord del Vulture, il Materano e il Metapontino all'alta velocità Salerno-Reggio Calabria. Secondo il sindacato “il progetto non solo migliorerebbe la mobilità dei cittadini, ma attrarrebbe importanti investimenti grazie alla movimentazione rapida di merci e persone. Inoltre, collegherebbe l'area sud del Lagonegrese con Potenza e il nord della Basilicata, creando un asse di sviluppo economico sostenibile e contribuendo alla riduzione delle disparità territoriali. I benefici di questa infrastruttura sarebbero molteplici. In primo luogo, verrebbe potenziata l'accessibilità di tutta la regione, facilitando la connessione tra aree e i capoluoghi. Inoltre, una rete ferroviaria moderna ed efficiente è essenziale per lo sviluppo economico e sociale della Basilicata, poiché permetterebbe di superare il divario infrastrutturale che ci separa dal resto del paese”. Sulla stessa piattaforma la Filt Cgil Basilicata ha promosso una raccolta firme anche per il ripristino immediato della linea ferroviaria Potenza-Melfi. “L’interruzione di questo importante servizio pubblico – ha spiegato Ditella - sta avendo un impatto negativo su migliaia di persone che si affidano quotidianamente al treno per raggiungere i luoghi di lavoro, le scuole e per accedere ai servizi essenziali. Inoltre, senza un trasporto pubblico efficiente, aumenta il traffico stradale, con conseguenti problemi ambientali dovuti all'inquinamento e al consumo di carburante. É fondamentale che le autorità competenti, tra cui l’assessore regionale alle Infrastrutture, riconoscano l'urgenza di questo problema e agiscano tempestivamente per ripristinare la tratta ferroviaria”. Tra le criticità esposte, la mobilità nella città di Potenza quale capoluogo di regione, con la chiusura delle scale mobili “impianto primo” che collega viale Marconi a XVIII Agosto a partire dall’1 gennaio. “La Regione Basilicata – ha spiegato Rocco Pace, della Filt Cgil – ha stanziato 1,4 milioni di euro ma rientrano tra i fondi annui previsti dalla legge regionale 20 del 2008 che destina risorse ai comuni che hanno impianti meccanizzati, fondi tra l’altro già anticipati dal Comune di Potenza e che nulla hanno a che vedere con 7 milioni di euro necessari affinché possano essere effettuati i lavori resi obbligatori per legge per l’impianto ormai giunto a fine vita. Anche una ulteriore proroga di sei mesi per l’apertura della scala mobile prima da parte degli uffici competenti, che sono ministeriali, non consentirebbe di effettuare i lavori necessari in assenza di un avvio di progetto, spostando semplicemente la chiusura a giugno”.
Di seguito il documento punto per punto.
BASILICATA 2030
DOCUMENTO STRATEGICO PER LA MOBILITÀ DELLA BASILICATA
MOBILITÀ SU GOMMA
Il trasporto pubblico locale su gomma è oggi la spina dorsale della mobilità lucana, ma sconta diverse criticità:
• Domanda debole e dispersione territoriale rendono il servizio oneroso e spesso inefficiente.
• Affidamenti andati deserti in tre lotti di gara (due provinciali e uno regionale) evidenziano la scarsa attrattività del sistema per gli operatori economici.
• Errori nei programmi di esercizio, incongruenze tra tempi e distanze, mancanza di dati sui flussi di passeggeri e carenza di una vera rete integrata.
Proposte operative:
1. Revisione completa del Piano dei Servizi TPL (basato su dati 2015), da aggiornare con le esigenze post-COVID.
2. Integrazione tra i lotti di gara regionali e provinciali, eliminando sovrapposizioni e frammentazioni.
3. Clausole normative adeguate, che:
* Si basino sul Regolamento (CE) 1370/2007 e non sulla direttiva concessioni.
* Applichino correttamente del D.lgs. 36/2023.
* Riconoscere l’esigenza di costi standard e ricavi realistici, specie in territori a domanda debole.
4. Durata media dei mezzi da estendere da 7 a 10 anni per sostenere investimenti e risparmi.
5. Introduzione del servizio a chiamata per le aree più remote e i piccoli centri non raggiunti da linee regolari, tramite piattaforme digitali di prenotazione e algoritmi di ottimizzazione dei percorsi, al fine di garantire accessibilità di base nel rispetto dell’efficienza economica.
6. Attivazione di collegamenti intermodali con gli aeroporti di Bari (Palese), Foggia (Gino Lisa) e Pontecagnano (Salerno-Costa d’Amalfi), assicurando una percorrenza massima di un’ora dalle principali aree urbane e produttive della Basilicata (Potenza, Matera, Melfi, Val d’Agri, Metapontino), anche mediante soluzioni flessibili o dedicate per le fasce orarie con maggiore domanda (business, turistico, sanitario).
7. Istituzione di un Osservatorio tecnico operativo per il TPL, integrato con l’Osservatorio regionale sulla mobilità, con il compito di definire un cronoprogramma attuativo delle misure previste, monitorarne l’attuazione e coinvolgere in modo strutturato enti locali, gestori, utenti e stakeholder.
MOBILITÀ SU FERRO
La rete ferroviaria in Basilicata è altamente inadeguata e frammentata:
• Solo il 10% dei comuni è servito da ferrovia.
• Solo il 4% è a doppio binario, il 45% elettrificata.
• Solo il 2% della popolazione utilizza il treno.
Interventi strategici richiesti:
1. Collegamento diretto con l’Alta Velocità:
* Inserimento prioritario della bretella Tito–Polla, per collegare Potenza direttamente alla nuova AV Salerno–Reggio Calabria.
* Riduzione dei tempi Potenza–Salerno a poco più di un’ora.
* Superamento delle tratte obsolete e valorizzazione dell’asse logistico-industriale lucano.
2. Raccordi ferroviari integrativi:
* Prolungamento Ferrandina–Matera fino a Gioia del Colle per connessione con l’adriatica.
* Raccordo Potenza–Foggia con la AV Bari–Napoli (20 km).
* Riqualificazione delle stazioni principali (Potenza, Metaponto, Ferrandina).
3. Riattivazione della Sicignano–Lagonegro, almeno a fini turistici, sulla base di studi aggiornati.
4. Intermodalità e TPL ferroviario: con servizi cadenzati, bigliettazione unica e collegamenti bus per i comuni non serviti.
5. Rafforzare il servizio di metropolitana di superficie di FAL per le città di Potenza e Matera e rilanciare i collegamenti per Avigliano e l’alto Bradano.
6. Rilanciare il collegamento fra il capoluogo Lucano e Pugliese con collegamenti ferroviari ( Lucania express)
VIABILITÀ STRADALE E INFRASTRUTTURE COMPLEMENTARI
Le strade lucane, in particolare quelle strategiche per i flussi economici e turistici, necessitano di interventi urgenti per garantire accessibilità, sicurezza e connessione interregionale.
Proposte progettuali e opere da inserire nel piano regionale:
1. Raddoppio della SS 658 Melfi–Potenza:
* Arteria strategica per l’industria automobilistica di Melfi.
* Collegamento diretto tra due centri nevralgici e logistica regionale.
2. Ammodernamento e raddoppio della SS 7 Ferrandina–Matera:
* Garantisce l’accessibilità al polo turistico e culturale di Matera.
* Connessione indispensabile per lo sviluppo del corridoio tirreno–adriatico e la trasversale Lauria Candela
3. Tunnel tra Potenza e la Bradanica co la realizzazione di un tunnel in contrada Pazzano:
* Collegamento diretto tra Potenza e la SS Bradanica.
* Accesso strategico alla Puglia e all’area logistica del Metapontino.
4. Realizzazione del traforo stradale Val d’Agri–Padula/Buonabitacolo
* Connessione interregionale tra l’area sud della Basilicata e l’AV sull’A2.
* Sviluppo del turismo, della sanità e delle attività produttive della Val d’Agri.
* Collegamento con i porti del Tirreno e valorizzazione dell’asse trasversale Tirreno–Ionio.
CONCLUSIONI – VERSO UN PIANO STRATEGICO DELLA MOBILITÀ INTERCONNESSA
La Regione Basilicata deve dotarsi di un Piano Strategico della Mobilità in grado di:
• Superare le attuali sovrapposizioni tra enti (Regione, Province, Comuni), definendo ruoli chiari e coordinati.
• Eliminare sprechi e inefficienze causati da una pianificazione disomogenea e datata.
• Sviluppare una rete intermodale basata su un core ferroviario che colleghi i principali poli urbani, industriali e logistici.
• Garantire l’adduzione capillare con autobus a tutti i comuni, integrando orari, tariffe e servizi.
• Istituire un Osservatorio permanente per la mobilità, come previsto dalla L.R. 22/1998, in cui siano coinvolti in modo strutturato tutti gli attori territoriali (Enti locali, operatori, sindacati, associazioni dei consumatori).
• Rispettare e applicare pienamente le normative europee in materia di servizi pubblici di interesse economico generale (SIEG) e appalti pubblici.
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