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La voce della Politica

Uil: a Roma la resilienza delle comunità lucane e il disagio sociale

29/11/2025

La manovra finanziaria del Governo non è sufficiente a dare risposte al disagio sociale più forte al Sud e in Basilicata. Per questo la mobilitazione della Uil non finirà con la manifestazione nazionale di oggi a Roma. La Uil è intenzionata a proseguire l’impegno per costringere la politica a fare scelte più eque. E’ il questo il “messaggio” centrale lanciato dalla manifestazione nazionale della Uil a Roma con oltre 2 mila delegati e alla quale ha partecipato una delegazione della Uil Basilicata rappresentativa di tutte le categorie, guidata dal segretario regionale Vincenzo Tortorelli. Una mobilitazione nazionale che mette al centro tre priorità assolute per il Paese: Fisco più giusto, che tuteli salari e pensioni, riducendo le disuguaglianze; Sanità pubblica da rafforzare, con risorse vere per personale, servizi e liste d’attesa; Pensioni dignitose, che riconoscano il valore del lavoro e permettano un futuro certo ai giovani.

“Con questa manifestazione nazionale - ha detto il Segretario generale della Uil - vogliamo sostenere le nostre proposte di cambiamento della manovra su fisco, sanità e pensioni. Sono temi di equità e giustizia sociale. Vogliamo far sentire la nostra voce per ricordare al Governo e alla politica che ci sono persone che pagano le tasse, mentre altre non le pagano, che non fruiscono di servizi sanitari a cui avrebbero diritto, che vorrebbero andare in pensione perché hanno fatto lavori usuranti e non ci possono andare. Noi insistiamo sulla necessità di allargare la detassazione degli aumenti contrattuali, alzando il tetto a 40mila euro e ampliando la platea. Invece su fisco, sanità e pensioni servono modifiche incisive. La contrattazione è lo strumento che trasforma la voce dei lavoratori in diritti. È la nostra forza, la nostra identità. Siamo un sindacato libero, capace di dire con la stessa nettezza ciò che funziona e ciò su cui non siamo d’accordo. Perché la nostra unica parte è quella delle persone che rappresentiamo”.

Tortorelli : “abbiamo portato a Roma la voce dei piccoli comuni lucani, il disagio sociale delle aree interne, il coraggio delle lavoratrici, dei lavoratori, dei giovani e dei pensionati, le vertenze aperte ma anche la resilienza delle comunità lucane. E’ il Rapporto Svimez 2025 a darci un quadro del Mezzogiorno attraversato da nuove dinamiche globali e interne, che mostrano segnali di reattività ma anche criticità profonde. Il dualismo territoriale italiano non si attenua, anzi si manifesta in forme nuove, spesso meno visibili ma più strutturali. Da un lato il Sud partecipa alla ripresa post-pandemica, vede miglioramenti nel mercato del lavoro e beneficia, in parte, delle politiche pubbliche espansive; dall’altro continua a scontare fratture demografiche, ritardi infrastrutturali, scarsità di investimenti privati e una capacità amministrativa non sempre all’altezza delle sfide poste da Pnrr e politiche di coesione. E’ necessario cogliere i segnali di crisi più profonda che da noi riguardano Stellantis, alcune vertenze aziendali, le nubi che si addensano sul dopo petrolio ed intanto i programmi no-oil e di transizione energetica fermi al palo, insieme al rischio di desertificazione sociale. La persistenza di condizioni occupazionali fragili, con la crescita dei settori caratterizzati da basse retribuzioni e da una forte flessibilità degli orari, ha determinato una situazione in cui il lavoro non rappresenta sempre una garanzia contro la povertà. Precarietà, insicurezza lavorativa e bassi salari si intrecciano così nel generare disuguaglianze retributive, stagnazione dei salari medi e diffusione del lavoro povero. Per la UIL, il tema della qualità del lavoro emerge con forza: non è sufficiente creare occupazione, è necessario creare buona occupazione. Servono politiche attive efficaci, servizi per l’impiego rafforzati, un serio investimento sulla formazione continua e sulla stabilizzazione dei contratti. Occorre inoltre vigilare affinché le riforme del welfare non producano aree scoperte e nuove sacche di esclusione”.



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