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Casa Sollievo su dichiarazioni sindacali e istituzioni locali

20/02/2026

La Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza IRCCS esprime il proprio profondo e motivato sconcerto a fronte della condotta dell’ASL Foggia, della Regione Puglia e delle dichiarazioni delle Segreterie Territoriali di alcune sigle sindacali, rilevate nel corso degli ultimi due mesi.

Come si ricorderà la Fondazione aveva deciso di non applicare in via automatica il rinnovo del contratto pubblico al personale del Comparto, scelta costituzionalmente garantita; ne erano nate una serie di iniziative di protesta ed, il 27 dicembre scorso, in un incontro promosso dal Sindacato medico e gestito dal Comitato Monitoraggio Sistema Economico Produttivo ed Aree di Crisi della Regione Puglia, si era stabilito che:

1. la Regione Puglia avrebbe istituito un gruppo di lavoro che in tempi brevissimi avrebbe analizzato la situazione, soprattutto in relazione ai 36,75 milioni € di crediti vantati dalla Fondazione (e risalenti al periodo 2016-2024) e consentito il dialogo ai fini dell’applicazione o meno del tabellare economico pubblico;
2. la Fondazione avrebbe nel frattempo revocato la propria decisione;
3. i Sindacati avrebbero nel frattempo rinunciato allo stato di agitazione.
A distanza di quasi due mesi da quel giorno, dobbiamo constatare con rammarico la seguente situazione:

1. la Fondazione ha effettivamente revocato la comunicazione del cambio di CCNL, come richiesto dalla Regione Puglia;
2. nessun tavolo di lavoro e nessuna interlocuzione c’è stata tra la Fondazione, la nuova Presidenza ed il nuovo Assessore alla Sanità, nonostante i numerosi appelli informali e formali della Fondazione;
3. con 10 anni di ritardo la ASL Foggia ha prodotto due distinti documenti (Delibera 17 del 08.01.2026 e Verbale 13.02.26 Gruppo di lavoro) che di fatto negano gran parte dei crediti vantati dalla Fondazione; si ritiene che tale Gruppo di lavoro abbia lavorato in costante contatto con l’Assessorato alla Sanità della Regione Puglia, dimenticandosi di chiedere alla Fondazione di partecipare al tavolo;
4. il personale, sotto la regia del sindacato del Comparto, diversamente da quanto annunciato, non ha mai revocato le 1.300 istanze di messa in mora. Ieri nel comunicato stampa diramato da FP CGIL, FP CISL, UIL FPL, FIALS e Nursing UP veniva annunciato che presto le istanze si sarebbero tradotte in decreti ingiuntivi nei confronti della Fondazione.
Ovviamente la Fondazione si riserva di intervenire in tutte le sedi e stamattina ha dato mandato ai propri avvocati di procedere con i ricorsi e le denunce nei confronti di ASL Foggia e Regione Puglia, ma non è questo il punto principale.

La Fondazione ha già dimostrato materialmente e formalmente, in silenzio, di voler continuare la mission del Fondatore, Padre Pio, effettuando nell’ultimo triennio investimenti in tecnologie per 33,43 milioni €. Nello stesso periodo ha pagato debiti verso dipendenti per 24,33 milioni € avendone ereditati 39,78 dalle amministrazioni precedenti al 31.12.2022; tutto questo rispettando appieno il mandato della Proprietà di non esperire alcun licenziamento e di garantire sempre e puntualmente stipendi e tredicesime a tutti i lavoratori.

La Fondazione, inoltre, ha subito e continua a subire il comportamento illegale e le delibere illegittime della Regione Puglia, inerenti il totale non rispetto dell’art. 42, commi 3 e 4 della Legge 833 del 1978, così come recepita successivamente dalle Leggi di Riforma del Sistema Sanitario Nazionale (Decreto Legislativo 502 del 1992 e Decreto Legislativo 229 del 1999 e loro modificazioni e integrazioni, anche in ordine alle Leggi regionali di recepimento che hanno rango di Leggi Costituzionali in materia di sanità dopo la devoluzione del Titolo V della Costituzione alle Regioni).

Uno degli esempi più emblematici di quanto detto sopra è quello del “divieto di superare il tetto previsto per la mobilità attiva extraregionale”, cioè il divieto per la Fondazione di accettare pazienti provenienti da altre Regioni italiane (i cui costi, quindi, non ricadono sulla Regione Puglia). Quella che per tutte le Regioni d’Italia è stata ed è una “risorsa” del sistema sanitario, per la Puglia non lo è: una enormità di pazienti pugliesi vanno a Roma o al Nord ma pazienti di Roma, Palermo, Benevento, Napoli, etc., non possono curarsi a San Giovanni Rotondo.

Sarebbero molti gli esempi da citare circa il non rispetto della legislazione da parte della Puglia, come chiariremo nelle sedi opportune, ma oggi va ricordato che la Fondazione ha rispettato, con enormi sacrifici, i propri impegni, compreso l’impegno assunto il 27 dicembre scorso di recedere dalle proprie decisioni e di sedersi al tavolo della discussione.
Non bastassero la ASL Foggia e la Regione Puglia con i loro atti illegittimi, 1.300 dipendenti guidati dal sindacato effettuano istanze e decreti ingiuntivi contro la Fondazione. Quegli stessi dipendenti che da 70 anni ricevono stipendio e comfort impareggiabili a livello nazionale, oggi minacciano la Fondazione di depositare i decreti ingiuntivi esponendo la Fondazione ad un serio rischio di sostenibilità economica.

L’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, fortemente voluto da San Pio da Pietrelcina, poi divenuto un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, compie quest’anno 70 anni. Sono stati anni intensi di accoglienza, servizio, assistenza, cura e ricerca scientifica. 70 anni in cui l’Ospedale è stato il più grande datore di lavoro della Provincia di Foggia, oggi minacciato dalle Istituzioni e dai suoi stessi “figli”.

Con la stessa cura e dedizione rivolta ai pazienti in questi primi 70 anni, Casa Sollievo si appresta a porre basi solide per il futuro, nella certezza che la ragionevolezza prevarrà


 

 

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NEWS BREVI
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Come annunciato nei giorni scorsi verrà aperto domani, 2 dicembre, l’ultimo lotto “La Martella” della strada Statale “Bradanica”.
L’apertura al traffico è in programma alle ore 11.30 al km 135 lato La Martella.
Sarà presente l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Donatella Merra.

28/11/2021 Poste Italiane: estesi orari apertura di tre uffici postali lucani

Poste Italiane comunica che a partire lunedì 29 novembre, gli Uffici Postali di Matera 5, Melfi e Moliterno saranno interessati da un potenziamento degli orari di apertura al pubblico.
In particolare, gli uffici postali di Melfi e Moliterno (PZ) saranno aperti dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:20 – 19:05, il sabato dalle ore 8:20 alle 12:35. Matera 5 osserverà l’orario di apertura su 6 giorni lavorativi. Lun/ven 08:20 – 13:45, sabato  08:20 – 12:45.
Questi interventi confermano la vicinanza di Poste Italiane al territorio e alle sue comunità e la volontà di continuare a garantire un sostegno concreto all’intero territorio nazionale. Anche durante la pandemia, infatti, Poste Italiane ha assicurato con continuità l’erogazione dei servizi essenziali per andare incontro alle esigenze della clientela, tutelando sempre la salute dei propri lavoratori e dei cittadini.
L’Azienda coglie l’occasione per rinnovare l’invito ai cittadini a recarsi negli Uffici Postali nel rispetto delle norme sanitarie e di distanziamento vigenti, utilizzando, quando possibile, gli oltre 8.000 ATM Postamat disponibili su tutto il territorio nazionale e i canali di accesso da remoto ai servizi come le App “Ufficio Postale”, “BancoPosta”, “Postepay” e il sito www.poste.it. 

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Tale obbligo ha validità, anche al di fuori del pericolo previsto in concomitanza al verificarsi di precipitazioni nevose o formazione di ghiaccio”.





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