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La voce della Politica
| Lacorazza: ''sanità regionale, evitare sconquassi'' |
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21/04/2026 | Torno a ribadire: è in discussione il Piano Sanitario Regionale, l’ASP eviti scelte che nell’Area sud della Basilicata rischiano di produrre ulteriori sconquassi. Dove siamo? Ad un deficit della sanità lucana tra i 55 e i 60 milioni - che asseta ed affama anche gli agricoltori lucani spingendo l’assessore Cicala, comunque da tempo contestato dai rappresentanti del settore, a votare contro il bilancio proposto dal suo presidente Bardi - a circa 60.000 lucani che rinunciano alle cure e a 130 milioni di euro che la Regione paga per farli curare fuori. L’ASP cose si prepara a fare? Sarebbe il caso di metterci prudenza, rispettare il lavoro che si sta facendo in Consiglio che già è stato esautorato dalle sue funzioni di programmazione nella medicina territoriale e continuità assistenziale.
Non si producano altre scelte senza un’attenta ed equilibrata pianificazione; pur comprendendo la complessità ma siamo arrivati fin qui per una chiara responsabilità politica. Abbiamo chiesto di discutere, un anno e mezzo fa, la DGR 600/2024, sulla medicina territoriale e la continuità assistenziale, pronti ad assumerci un pezzo di responsabilità; ciò non è avvenuto ed oggi non siano disponibili ad accettare né il refrain ‘di quelli che c’erano prima’, dopo setti anni di governo della destra, né il ‘mondo va a rotoli e mancano i medici, che possiamo fare.
Nell’Area sud della Basilicata scelte sbagliate e non equilibrate rischiano di dare una mazzata definitiva al diritto alla salute, piegando ulteriormente la nostra Regione sotto il peso della crisi e dello spopolamento. In primo luogo, si proceda ‘senza se e senza ma’ sull’ospedale unico del lagonegrese. Ma è tanto complicato accelerare la scelta del soggetto (Azienda Ospedaliera San Carlo!) sulla progettazione del secondo padiglione del lotto A e definire un cronoprogramma del resto del percorso per la completa realizzazione? A questo si aggiunge, dopo ritardi ed incespichi procedurali a limite della sopportazione, l’elisoccorso h24 a Lagonegro. Abbiamo spinto l’assessore Latronico a dichiarare, da tempo, la disponibilità per un milione di euro. Non c’è più tempo e pazienza! Si vada avanti.
Poi, sempre a Lagonegro nel luogo simbolo di un’aspettativa che dura anni per la costruzione dell’ospedale unico, non sarà pronta la Casa di Comunità, non sarà rispettato l’obiettivo imposto dal PNRR. Sarebbe il caso di chiarire come e in che tempi si intende risolvere il problema. Oltre alla gravità di questa condizione ciò che non è sopportabile è il vuoto di governo politico di questa faccenda che sta dividendo un territorio che rischia, quindi, di essere più debole per la difesa del diritto alla salute per i propri cittadini. Si chiarisca che la decisione di collocare la Casa della Comunità hub a Lagonegro è stato oggetto della deliberazione n.506/2023 del Consiglio regionale che ratifica quella della Giunta n.948/2022 sull’organizzazione assistenziale della Case di Comunità secondo modelli di Hub e Spoke (questione ribadita peraltro dal Direttore Generale dell’Asp durante le audizioni in Commissione consiliare), e quindi ogni altra scelta definitiva deve passare per un altro voto di questa Assise. È importare dirlo e farlo sapere per chiarezza ed onestà intellettuale; poi ognuno si assuma le proprie responsabilità.
Non mi sfugge la mobilitazione e la richiesta che viene da Senise e da un territorio più ampio, che non può entrare in una legittima contesa (o conflitto politico) con il rischio di essere interpretata strumentalmente con un prezzo ancora più caro che pagano i cittadini. La perdita di un ‘Distretto’, per un territorio che già sul piano della risorsa idrica chiede maggiori compensazioni, in una comunità genera sul piano concreto e simbolico un colpo, tanto più in aree interne e in connessione con un territorio ancora più interno come la Val Sarmento. Non sfugge anche qui la presenza dell’ospedale distrettuale a Chiaromonte il cui peso è legittimamente richiamato a garanzia di un diritto alla salute per aree periferiche.
C’è in questa discussione il peso dei sindaci dell’Unione del Lagonegrese che nel confermare, peraltro con la deliberazione del Consiglio regionale la Casa di Comunità hub a Lagonegro, chiedono che temporaneamente sia spostata a Maratea, comunità, osservo, che aspetta certezze per l’Ospedale Sicuro e di Comunità.
A ciò si aggiunge il ritardo nel pieno esercizio, che non significa il taglio del nastro e l’apertura della porta, delle Case di Comunità da mettere in equilibrio con i poliambulatori, come nel caso di Rotonda. Manca un disegno ed una programmazione; è una mancata una visione - non ci si può limitare a dire ‘DM 77’ - e un governo politico che ‘regionalizzi’ e ‘territorializzi’ la piena esigibilità del diritto alla salute. Se si pensa di procedere con l’accetta e con l’aritmetica, il Pd, con tutta la responsabilità che ha dimostrato stando al merito delle questioni, è costretto a salire sulle barricate.
È il caso, quindi che prima della riunione del 22 aprile tra management ASP e territorio, in particolare con gli amministratori dell’area sud della Basilicata, ritorni un po’ di politica poiché è necessario trovare punti di equilibrio nell’organizzazione della medicina territoriale, della continuità assistenziale e del 118 emergenza-urgenza nel contesto di maggiori certezze realizzative e di servizi/prestazioni nei presidi ospedalieri di ogni ordine e grado. Sarebbe infine necessario valutare anche il combinato disposto tra mobilità in termini di trasporti, presenza nei luoghi più marginali di infermieri di comunità e, ovviamente, utilizzo di tecnologie compatibili con la disponibilità di una rete che sia altamente efficiente. |
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