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La voce della Politica

Svastiche sulle sedi USB e PD di Potenza: atto d’odio contro la democrazia

10/03/2026

Due sedi nella stessa notte, nella stessa città. La sede dell’Unione Sindacale di Base di Potenza imbrattata con svastiche naziste e privata della bandiera della Palestina. La sede del Partito Democratico colpita con scritte e simboli di matrice fascista e neonazista.

Esprimiamo solidarietà piena e incondizionata a tutte e due le realtà colpite: alle lavoratrici e ai lavoratori dell’USB Basilicata, che svolgono attività sindacale, e alla comunità del Partito Democratico. Quando a essere colpiti sono spazi di organizzazione democratica, la risposta non può essere di parte: la democrazia è indivisibile, o la si difende tutta intera o non la si difende affatto.

La svastica non è un simbolo qualsiasi: è il marchio di un’ideologia che ha prodotto le peggiori barbarie della storia moderna, il genocidio, la soppressione di ogni forma di libertà civile e politica. Chi la traccia su un muro oggi sa esattamente cosa evoca. Minimizzare o ricondurre questi atti a un generico “vandalistico disordine giovanile” sarebbe un errore politico e morale che non possiamo permetterci.

Questi episodi non avvengono nel vuoto. Maturano in un clima culturale e politico che, in diverse forme, ha progressivamente sdoganato linguaggi e simboli dell’intolleranza. Quando la soglia dell’inaccettabile si abbassa, quando il fascismo viene trattato come una posizione politica legittima tra le altre, quando i rappresentanti delle istituzioni tacciono o nicchiano di fronte a manifestazioni di odio, il passo successivo è questo: svastiche sulle sedi di chi difende i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

La Basilicata attraversa una fase di profonda vulnerabilità sociale ed economica, dalla crisi idrica alla desertificazione del sistema produttivo e occupazionale, dalla chiusura progressiva dei presidi sanitari all’emorragia demografica. È esattamente in questi contesti che le forze dell’odio trovano terreno fertile.

Chiediamo con urgenza che le autorità competenti intervengano con tempestività e rigore per identificare i responsabili. Chiediamo, al tempo stesso, che la politica regionale — tutta, senza zone d’ombra o grigie — assuma una postura chiara: non esistono “considerazioni di contesto” che giustifichino il silenzio di fronte ai simboli del nazifascismo.

La risposta a questi atti non può essere soltanto la condanna formale. Deve essere strutturale: più democrazia nelle istituzioni, più tutela per chi organizza il consenso collettivo dei lavoratori, più coraggio nell’applicare i principi antifascisti che la nostra Costituzione non si limita a enunciare, ma prescrive come fondamento irrinunciabile della convivenza civile.

Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)



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