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La voce della Politica
| Uil: aumento Tari, ma servizi non sempre efficienti |
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4/02/2026 | La Tari (Tassa sui rifiuti) negli ultimi cinque anni ha subito un aumento del 2,9% a Matera (in media 437 euro al 2025 contro i 382 euro del 2020) e del 2,5% a Potenza (in media 295 euro del 2025 contro i 133 euro del 2020), con costi sopra la media dei capoluoghi italiani. Lo evidenzia uno studio del Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della UIL, diretto dal Segretario confederale Santo Biondo in merito al carico fiscale della Tari sui contribuenti italiani dal 2020 ad oggi, prendendo a campione un nucleo familiare composto da 4 componenti con una abitazione di 80 mq. Per la Uil la gestione dei rifiuti continua a rappresentare una delle più evidenti contraddizioni dei servizi pubblici locali. Da anni, infatti, in molti comuni, si registrano evidenti iniquità territoriali e un costante aumento della la tassa sui rifiuti, mentre rimangono irrisolte la carenza di impianti di raccolta e trattamento insieme al ricorso allo smaltimento in discarica, con livelli poco soddisfacenti di differenziazione dei rifiuti e recupero delle risorse. “Una tassa concepita per coprire i costi di raccolta e smaltimento – ha commentato Biondo - si è trasformata in un prelievo, sempre più gravoso, scollegato dal principio di equità fiscale e dai livelli reali di servizio offerti. In particolare – ha continuato Biondo – le forti differenze tariffarie tra territori sono il risultato di scelte politiche sbagliate e di un sistema di gestione dei rifiuti frammentato e diseguale. Ad esempio, in molte aree, come il Mezzogiorno ma non solo, la cronica carenza di impianti di trattamento e riciclo costringe i Comuni a trasferire i rifiuti fuori territorio, generando extra-costi nelle bollette di famiglie e imprese. In questo contesto, il Pnrr poteva essere un’occasione storica, ma lo stato di attuazione delle misure è ancora disomogeneo e, in molti casi, preoccupantemente lento. In tali condizioni, nessuna riforma tariffaria potrà produrre effetti reali sulla riduzione della TARI. Anche strumenti potenzialmente equi come la TARIP, ispirata al principio chi inquina paga”, rischiano di trasformarsi solo in un ulteriore aggravio per i cittadini. La tariffazione puntuale non può diventare un alibi per trasferire sui cittadini le responsabilità di inefficienze strutturali che spettano alle amministrazioni e ai gestori del servizio. Inoltre, l’estensione della raccolta differenziata e del porta a porta, senza investimenti in impianti, mezzi, personale e organizzazione rischia, di produrre disservizi, conflitti sociali e penalizzazioni economiche per i lavoratori del settore”. “Occorrono politiche pubbliche di lungo periodo, investimenti strutturali e una governance trasparente e partecipata. È necessario un monitoraggio costante sull’attuazione del Pnrr, che coinvolga le parti sociali e consenta ai cittadini di verificare se e come le risorse investite stanno producendo benefici concreti. La gestione dei rifiuti non può continuare ad essere un’emergenza pagata soprattutto da chi ha meno e chiede, legittimamente – ha concluso Biondo - bollette più eque, servizi migliori e un sistema ambientale davvero sostenibile e giusto”.
Vincenzo Tortorelli, Segretario Generale UIL Basilicata
«Gli aumenti della Tari a Matera e Potenza dimostrano che bisogna rivedere la visione della gestione dei rifiuti in Basilicata: i cittadini pagano di più per servizi che non migliorano. È inaccettabile scaricare sui contribuenti il costo di ritardi, carenze impiantistiche e scelte sbagliate. Bisogna tramutare la gestione dei rifiuti da problema e da costo a valore aggiunto per la comunità, attraverso investimenti, una governance efficace e l’uso concreto delle risorse del Pnrr. La Tari deve essere equa e legata ai servizi, non un’ulteriore tassa ingiusta per famiglie e lavoratori» |
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