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Stellantis al MIMIT: segnali di ripartenza per Melfi, ma resta il nodo dell’indotto

4/02/2026

In vista dell’Attivo dei delegati Fim Cisl di Stellantis e dell’indotto, in programma il 6 febbraio a Potenza, dal Tavolo Automotive tenutosi presso il MIMIT emergono segnali positivi e di ripartenza per lo stabilimento Stellantis di Melfi, ma resta centrale e irrisolta la questione dell’indotto.

Il Tavolo Automotive ha confermato che, dopo un 2025 particolarmente difficile, il 2026 dovrebbe segnare un incremento significativo dei volumi produttivi, trainato in particolare dall’avvio della nuova Jeep Compass ibrida, affiancata dai modelli DS8, DS7 e Lancia Gamma.

Nel corso dell’incontro, Stellantis ha parlato del percorso di ripartenza produttiva dello stabilimento lucano, confermando che a partire dal 10 febbraio è previsto un primo e graduale aumento della produttività, con l’inserimento progressivo dei turni di lavoro e il ritorno del terzo turno notturno solo in alcuni reparti, in funzione dei nuovi carichi e delle diverse velocità operative delle Unità. Conseguenza delle richieste della nuova Jeep Compass, da poco in produzione sulla linea. Ma anche l'annuncio che a Melfi nel 2028 arriverà un modello ulteriore rispetto a quelli già lanciati o già annunciati.~Un veicolo che, secondo indiscrezioni, potrebbe essere un nuovo modello Alfa Romeo, realizzato su piattaforma STLA Medium.

«La presenza di più modelli rappresenta una garanzia importante – sottolinea Evangelista – ma per assicurare la piena saturazione degli impianti e la tutela dell’occupazione è indispensabile intervenire con urgenza sulla situazione delle aziende dell’indotto. Molte oggi hanno commesse insufficienti a garantire la continuità produttiva e i livelli occupazionali, altre non hanno acquisito alcuna commessa».

Per la Fim Cisl, la ripartenza parziale dei turni, prevista dal 10 febbraio, rappresenta un segnale positivo, ma ancora insufficiente a garantire la piena tenuta occupazionale. Oltre a questo, aggiunge Evangelista, sarà fondamentale monitorare attentamente la nuova organizzazione del lavoro, affinché le postazioni siano rese sostenibili, mettendo i lavoratori nelle condizioni di vivere la fabbrica e non subirla.

«Resta l’aspettativa che i numeri della produzione facciano da traino alla ripartenza dell’intero indotto. Tuttavia, permane una forte preoccupazione per la situazione delle aziende della filiera. Oltre alle vertenze già aperte – PMC, Brose e Tiberina – nei giorni scorsi si è aperta anche la crisi della Snop di Melfi, che coinvolge circa 90 lavoratori. Servono azioni concrete e strumenti adeguati per sostenere l’indotto, attivare dove necessario percorsi di riconversione industriale e di riqualificazione dei lavoratori. Melfi deve diventare il laboratorio delle auto elettriche e ibride in Italia, valorizzando uno degli stabilimenti più avanzati del gruppo Stellantis sotto il profilo tecnologico e produttivo, capace di fare da traino al rilancio dell’automotive nazionale – Conclude Evangelista».

Di questi temi e delle prospettive future per Stellantis e per l’indotto di Melfi si discuterà il 6 febbraio, nel corso dell’Attivo dei delegati Fim Cisl di Stellantis e dell’Indotto, nella sede di Potenza.


Ufficio Stampa FIM-CISL Basilicata



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