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Bolognetti: diario di una quarantennale lotta nonviolenta

10/10/2025

Comunicazione di servizio indirizzata ai miei compagni, amici, simpatizzanti, ai medici che mi hanno seguito in questi anni di lotte autenticamente nonviolente e alla stampa tutta (locale e nazionale)
Azione nonviolenta iniziata alle 23.59 del 7 ottobre - Digiuno giorno 3°
Bolognetti: dalle 23.59 del 10 ottobre alternerò un giorno di digiuno a un giorno di sciopero della sete.
Comunicazione di servizio indirizzata ai vertici del Tgr Basilicata, Rai news, ODG Basilicata (S. Ruggi) ed FNSI (Angelo Oliveto).
Egregi signori,
da giorni provo in tutti i modi possibili, e ben prima di intraprendere l'azione di dialogo nonviolento, a farvi comprendere che è inaccettabile il silenzio tombale con il quale avete accolto le mie segnalazioni e i miei interventi sulla vicenda Israelo-palestinese.
Mi chiedo e chiedo: è normale che la segnalazione di minacce e intimidazioni venga accolta da un tombale silenzio da parte di organi di categoria, ai quali sono tra l'altro iscritto dal lontano 2008?
E' normale che un giornalista di Rai News possa consentirsi bellamente di definirmi complice di non so quale genocidio e la cosa passi in cavalleria e mi venga impedito di poter replicare nelle sedi opportune?
È normale che le opinioni di uno storico dirigente politico e giornalista vengano manipolate, rimosse e ripetutamente censurate?
È normale che le stesse parole che ha voluto rivolgermi il Presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, vengano rimosse anche dal servizio pubblico radio-televisivo?
È normale che si debba vivere in un Paese in cui l'opinione, espressa con violenza prevaricatrice e arrogante, di chi richiama con il suo agire alla mia memoria quel Palmiro Togliatti che definiva Carlo Rosselli "social-fascista", debba prevalere su tutto e su tutti e in particolare su qualcuno?
È normale che una parte importante del ceto dirigente marci dietro striscioni nei quali si invoca la fine dello Stato d'Israele?
Vi chiedo, e torno a chiedervi, se sia accettabile che per l'ennesima volta, nonostante i tentativi di dialogo serrati, venga messa la mordacchia a idee e pensieri non allineati con il pensiero espresso da paci-finti e da coloro che esprimono la più pericolosa e perniciosa forma di fascismo, rappresentata dal fascismo degli antifascisti?
È normale che quanto di agghiacciante è accaduto il 7 ottobre 2023 sia di fatto stato subito rimosso e che quasi nessuno sappia che gli israeliani avevano invitato i civili ad abbandonare Gaza in data 13 ottobre 2023 e che quell'abbandono fu di fatto impedito dai terroristi di Hamas, che una volta di più decisero cinicamente di farsi scudo del loro intero popolo?
È normale che rinasca ovunque, nel mondo, un antisemitismo alimentato da coloro che urlano "Palestina libera dal fiume al mare"?
È normale che non ci sia stato uno straccio di riflessione collettiva vera, autentica, sul fatto che alcuni tunisini abbiano deciso di abbandonare la "Flotilla" stante la presenza a bordo di attivisti LGBT?
È normale che si sia impunemente alimentato un odio antisemita in nome di uno stato, che si può anche fare, ma che storicamente parlando non è di fatto mai esistito?
Se dico questo non ho il cuore addolorato per i tanti civili morti e tra questi tanti bambini? E però affermo, nel contempo, che l'unico vero autentico genocidio è quello che si è consumato il 7 ottobre 2023, accompagnato dal sequestro di 250 persone. Così come affermo che qualcuno dovrebbe leggere lo Statuto del 1988 del gruppo terroristico Hamas, che prevedeva l'annientamento dello Stato di Israele, e che da quello Statuto emerge l'eco di quanto avvenuto alle olimpiadi di Monaco del 1972.
C'è in questo mondo, per dirla con il compianto Papa Francesco, una guerra mondiale a pezzi; innumerevoli conflitti e innumerevoli vittime che non fanno notizia. E di certo, mi sia consentito, c'è chi scende in piazza per fare il pro-pal, ma mai, e sottolineo mai, ha manifestato su quanto accade in Cina, a Terahan, per la Politkovskaja o per i giornalisti cinesi inghiottiti da un regime totalitario e imperialista che è l'incarnazione del 1984 orwelliano.
È normale che mai si sia discusso seriamente di Satyagraha e nonviolenza (si scrive attaccato!) gandhiana.
È normale che ogni volta, volendo solo partire dalle fosse comuni e dalla pulizia etnica in Bosnia, si debba subire la violenza di chi indossa gli occhiali di perniciose ideologie per vedere il mondo?
È normale il tentativo di far prevalere il conformismo o un politicamente corretto, che in realtà è solo il tentativo di ammazzare idee e opinioni non allineate con le tesi dei "buoni" per antonomasia?
Non c'è nulla di buono nel costante tentativo di alimentare odio e violenza, in gratuite provocazioni. Nulla!
Genocidio? L'unico genocidio che c'è stato, se analizzassimo la parola,, è quello perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023. Poi, certo, ahimè, c'è stato tanto sangue innocente di uomini, donne e bambini sequestrati da coloro che li governano con cinismo e irresponsabilità. Di certo sono lontano anni luce dall'estrema destra israeliana, ma a me pare che i fatti siano questi.
E una parola una la vogliamo dire su un altro gruppo terroristico che sventola una bandiera dove è rappresentato un pugno che stringe un AK47 (il famoso o famigerato kalashnikov)? E da chi vengono armati e finanziati questi ultimi?
E per caso vogliamo farci qualche domanda su culture che rappresentano la negazione di tutto ciò che abbiamo conquistato in termini di libertà e libertà di pensiero e opinione?
È normale, signori, che anche le decine di adesioni di sindaci, ceto dirigente, comuni cittadini alla campagna di autodifesa che ho promosso, di difesa di principi per me inderogabili, siano stati cancellati?
C'è una morte peggiore della morte fisica ed è la morte civile, la morte del pensiero.
Lasciatemelo dire: non intendo mollare di un centimetro.
Non mollo, pur non disponendo di roba e legioni, pur non avendo mai lottizzato e partecipato a spartizioni di varia natura. Non mollo perché sono cresciuto leggendo il foglio clandestino che alcuni "pazzi malinconici", per dirla con Gaetano Salvemini, distribuivano nel 1925. Non mollo per onorare la memoria di Bassanesi, dei Rosselli e di tanti altri. Non mollo per ricordare a me stesso il volo su Milano organizzato da Giustizia e Libertà nel 1930 e il successivo processo in Svizzera e l'infame decisione del governo di quel paese di espellere, nonostante la decisione dei giudici, coloro che difendevano democrazia e diritti. Non mollo perché non sono un antifascista, ma un antitotalitario, e vi assicuro che son due cose assai diverse soprattutto se pensiamo a come viene declinato l'esser antifascisti da chi, lo ripeto, alimenta il suo agire con il fascismo degli antifascisti.
A ciascuno il suo. Questo è quanto dovevo a voi e a me stesso. Inutile dire che il mio non è un ricatto, ma la rivendicazione di un diritto umano che dà forza, sostanza e contenuto alla parola democrazia, in un mondo dove i regimi totalitari sopravanzano democrazie che sono sempre più, ahimé, "democrazie reali" e che, se non stiamo attenti, potrebbero diventare presto, molto presto, democrazie senza democrazia.
Con il massimo senso di responsabilità e da chi certo non cerca il martirio, ma solo un po' di verità, per il momento alternerò un giorno di digiuno (solo acqua e caffè) a un giorno di sete (niente acqua e niente cibo). Spero e mi auguro di non dover fare il passo successivo e che finalmente chi deve ascoltare ascolti.

Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali lucani, già collaboratore di Radio Radicale dal 2010 al 2022, già membro del Consiglio Nazionale dei "Club Pannella" e iscritto all'ODG Basilicata dal 2008.



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