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La voce della Politica
| Il paradosso degli aeroporti: a Londra si vola con piste più corte, in Basilicata no |
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10/09/2025 | Ancora numeri record per l’aeroporto di Pisticci. Il traffico passeggeri è aumentato, passando da 2,9 a 3,4 milioni. Ora, qualche numero sulla pista. La struttura è posta a un'altitudine di 48 m sul livello del mare, costituita da un'aerostazione, una torre di controllo, un hangar e da una pista lunga 1550 m e larga 35 m, con zona R.E.S.A. (Runway End Safety Area) di 200 m, realizzata con superficie in asfalto e orientamento 13/31. È inoltre provvista di un parcheggio aeromobili di circa 2 ettari e un impianto carburanti.
Un'unica pista gestisce voli a corto raggio, con particolare priorità ai viaggi d'affari verso l'Europa e ai voli specializzati. Aerei certificati per operare sull’aeroporto sono, tra gli altri, l’Airbus A318, gli ATR e l’Airbus A220-100, in dotazione anche a ITA Airways. L’Airbus A220-100 è particolarmente adatto ai collegamenti di breve raggio grazie alla sua efficienza e ai livelli di comfort. Il velivolo è dotato di elementi innovativi che rendono l’esperienza di volo confortevole, rilassante e piacevole per i passeggeri, grazie a sedili più ampi, un sistema di illuminazione personalizzato, finestrini più grandi e cappelliere più capienti.
La cabina, con interni firmati dal designer Walter De Silva, offre complessivamente 125 posti ed è configurata nelle classi di servizio Business ed Economy, con poltrone in pelle reclinabili Safran, nei toni blu e beige, dotate di prese elettriche USB. L'Airbus A220-100 è inoltre equipaggiato di un sistema di connettività Wi-Fi, grazie al quale il viaggiatore può utilizzare pacchetti modulati in base alle sue esigenze: messaggistica, mailing e streaming.
Belle notizie, vero? Magari! Purtroppo la storia è ben diversa.
In verità, i milioni di passeggeri raccontano un altro aeroporto: quello di Londra, precisamente il London City Airport (IATA: LCY, ICAO: EGLC), lo scalo più centrale della capitale inglese, noto a livello internazionale per la puntualità, l’efficacia dei servizi e la customer experience offerta ai passeggeri. Nei prossimi anni, si dice, i passeggeri aumenteranno ancora, almeno il doppio, e vi faranno scalo aerei come l’A320neo, con un massimo di 145 passeggeri.
Lo scalo londinese è stato progettato per operazioni di STOL. Dispone di un'unica pista orientata 09/27, lunga 1508 metri e larga 29 m, in calcestruzzo scanalato e dotata di sistema PAPI. Come si legge, più corta e meno larga di quella di Pisticci.
Allora? Bella domanda. Perché a Londra atterrano gli aerei, tra i tanti anche quelli di ITA Airways, autorizzati dall'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC), che è l'organismo responsabile dell'applicazione dei regolamenti sui diritti dei passeggeri e delle licenze di esercizio per i vettori aerei?
Come si vede, basta farsi un giro in rete e si legge tutto questo. Meglio ancora se si atterra a Londra, su una penisola vicina al fiume Tamigi. Con una pista più corta a Londra si vola, in Basilicata no: servono almeno 2400 metri. Una contraddizione palese, considerato che gli aerei autorizzati dal nostro ente di controllo partono da Milano Linate, Roma, Lamezia Terme… e ci fermiamo qui.
Da noi, da queste parti, sulla dorsale jonica, è difficile sia prendere l’aereo che i treni veloci, che per certi versi stanno sostituendo da un po’ i voli regionali. Dobbiamo guardare con interesse, probabilmente, alla costruzione di aeroporti a decollo verticale, o vertiporti: infrastrutture progettate per ospitare aerei a decollo e atterraggio verticale (VTOL), che non richiedono lunghe piste. In altri posti, anche in Italia, sono già una realtà. Vediamo un po’.
In attesa di un futuro possibile — ma futuro — guardiamo avanti con speranza. Del resto è l’unica cosa che da queste parti non manca e, come dicono in molti, non costa niente.
Vincenzo Diego |
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