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| 25 novembre - Giornata internazionale contro la violenza sulle donne |
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24/11/2021 | Ogni giorno, purtroppo, la cronaca ci riporta notizie di vittime di violenze e femminicidio e il fenomeno sembra non arrestarsi. Il dato è impressionante: si stima che circa il 35% delle donne nel mondo ha subito violenza almeno una volta nella vita. I Paesi più colpiti da questo fenomeno sono quelli del Terzo mondo, dove la pratica delle mutilazioni genitali femminili è largamente diffusa.
Dall’inizio della pandemia in Italia si è registrato un aumento degli episodi di violenza sulle donne. Durante la fase di lockdown, infatti, le chiamate al numero antiviolenza sono quasi raddoppiate rispetto all'anno precedente e il maggior numero di telefonate si è registrato a partire da fine marzo 2020, in piena emergenza Covid-19.
Secondo i dati dell'ultimo report del Servizio Analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale, le violenze sulle donne e i femminicidi sono aumentate. Dal 1° gennaio al 21 novembre 2021 - si legge nel documento - il numero delle vittime di genere femminile, da 87 nel periodo 1° gennaio - 21 novembre 2020, è passato a 93 (+7%). Nell’arco temporale dell’anno in corso, le donne vittime del partner o ex passano da 59 a 63 (+7%).
In Basilicata, nel 2021 le richieste di aiuto sono aumentate rispetto al 2020 e gli autori delle violenze sono principalmente mariti ed ex partner (dati associazione ‘Telefono Donna’). Occorre innanzitutto mettere a disposizione delle donne una rete di servizi socio-sanitari e socio-assistenziali sul territorio. Le vittime di violenza, a volte, sono inconsapevoli della loro condizione ed è essenziale una tempestiva e adeguata presa in carico delle donne che si rivolgono, ad esempio, al Pronto Soccorso. A tal fine nel 2020 il Ministero della Salute ha promosso un programma di formazione che ha visto il coinvolgimento di tutti i Pronto Soccorso italiani. Solo rafforzando le reti territoriali di prevenzione e contrasto della violenza di genere, si potrà individuare tempestivamente la donna vittima di abuso.
E poi bisogna pensare a tutti gli orfani per crimini domestici che manifestano tutti i disturbi correlati all’evento traumatico. Per loro c’è bisogno di un ambiente sereno e rassicurante e per tali ragioni è necessario attivare aiuti concreti per sostenere le famiglie affidatarie. Risulta importante garantire loro uno specifico supporto da parte dei servizi socio-sanitari preposti e delle associazioni presenti sul territorio.
Gianni LEGGIERI
Consigliere Regionale M5S Basilicata
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