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La voce della Politica
| 'In Basilicata le aziende pensano a taglio costi contro recessione e ritardi' |
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13/07/2021 | Secondo l’European Payment Report di Intrum, i manager lucani prevedono difficoltà finanziarie per i propri debitori nel prossimo anno e con i pagamenti a rischio ci si rivolge a recupero crediti e si stipulano accordi flessibili. In Europa il 70% dei manager ne è sicuro: “pagamenti più rapidi permetterebbero di investire in sostenibilità e digitale”.
Le aziende lucane molto più che nel resto d’Italia (42% contro 26% della media nazionale) si vedono costrette nei prossimi mesi a tagliare i costi a causa della crisi economica generata dall’emergenza Covid-19. Uno scenario che emerge dallo European Payment Report (EPR) di Intrum, il principale operatore europeo nei credit services che ha intervistato più di 11.000 imprese di 29 paesi europei. Imprenditori e manager della Basilicata sono più pessimisti rispetto alla media italiana: la recessione colpirà il proprio business entro un anno secondo il 50% dei manager lucani contro il 31% di media nel resto del Paese e gli effetti negativi della crisi Covid perdureranno per altri due anni secondo il 45% degli intervistati in regione contro il 34% in Italia.
Problematiche che si riflettono sui tempi di pagamento: in Basilicata il 35% delle imprese intervistate attende tra 21 e 30 giorni per i pagamenti da parte di un’altra impresa contro il 25% in Italia. Nel settore pubblico in Basilicata sembra andare meglio: il 23% dei rispondenti ha dichiarato di aspettare fino a 75 giorni contro il 32% di tutto il territorio nazionale. Le aziende lucane per tutelare i livelli di liquidità dell’azienda si affidano in particolare a società di recupero crediti (42% in regione contro il 25% in Italia) o piuttosto accettando termini di pagamento più lunghi a fronte di un supplemento (23% contro il 12% di media italiana).
L’EPR di Intrum ha cercato di indagare anche in quanto tempo manager e imprenditori lucani stimano che la regione possa diventare “cashless”, che utilizzi cioè esclusivamente la moneta elettronica: secondo il 69% ci si impiegherà 10 anni, una prospettiva più pessimista di quella italiana (56% degli intervistati).
“A tutti i livelli – ha commentato Antonio Rabossi, Operations Director di Intrum Italy – le aziende sono concordi nel ritenere la sana gestione del credito l’elemento chiave per la ripresa economica nella fase post-pandemica. Una sana gestione del credito investe l’impresa di un ruolo sociale: per il 67% delle aziende italiane (69% in Europa) che abbiamo intervistato, il pagamento dei fornitori nei tempi concordati è una delle componenti della responsabilità sociale d’impresa”. |
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