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La voce della Politica

Gli Stati Generali dell’Economia delle Donne: le proposte regione per regione

19/06/2020

“Gli Stati Generali dell’Economia delle Donne: le proposte regione per regione per la ripartenza” costituiscono l’ultimo lavoro degli Stati Generali delle Donne, che Isa Maggi ha predisposto, con la collaborazione di un Board permanente e, cioè, di una cabina di regia che opera dall’interno del Movimento, richiedendo un piano per l’occupazione femminile, anche sulla base del costante monitoraggio, volto a studiare, da sempre ed in particolare dal 27 marzo 2020, attraverso quotidiane videoconferenze/webinar, il mondo delle imprese al femminile, monitoraggio che viene condotto grazie ad un’ottica unitaria interregionale a cui hanno dato un forte apporto le Esperte del Board e le Referenti Regionali degli Stati Generali delle Donne, anche dalla Basilicata.
L’attuale pandemia ha messo in evidenza le distorsioni, le iniquità e le discriminazioni presenti nel mondo del lavoro e della nostra società che influiscono negativamente non solo sulle persone, ma anche sulla qualità del sistema produttivo e sulla crescita del Paese.
Gli Stati Generali delle Donne richiedono l’attenzione su alcuni punti essenziali:
1. il problema della scarsa presenza delle donne (già evidenziato anche nel comunicato di Maria Anna Fanelli del 19 maggio 2020) nei comitati di esperti di consulenza del Governo, deve essere affrontato con norme di legge, cosicché tutte le strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di ciascun Ministero assicurino il rispetto del principio di equilibrio di genere da computare sul numero complessivo delle designazioni o nomine effettuate in corso d’anno, naturalmente attivando meccanismi di valutazione ex ante dell’impatto delle politiche di genere;
2. il 13 maggio 2020 il Senato ha approvato la Mozione a favore delle donne, che vuole rispondere ad un senso di responsabilità collettiva della politica verso la grave crisi economica legata alla gravità dell’occupazione femminile ed alla disparità di genere. L’applicazione di questa Mozione potrà segnare l’inizio di cambiamenti significativi ed urgentissimi per l’occupazione femminile;
3. qualche giorno la task force della Ministra Bonetti ha reso pubblico il proprio documento, da cui si evince la volontà di un processo di cambiamento attraverso tra l’altro:
 il sostegno alle imprese femminili e il potenziamento del lavoro femminile con la creazione di centomila posti in più negli asili nido in cinque anni;
 l’incentivazione del rientro al lavoro delle donne dopo la maternità, prevedendo una premialità sul salario pari al 30% del salario.
4. Il Piano Colao, presentato alcuni giorni fa, che, tra l’altro, punta anche sulla lotta alle differenze di genere come volano per uno sviluppo sociale ed anche soprattutto economico,
ritorna, però, all’idea della “conciliazione lavoro-famiglia”, che deve, invece, essere sostituita, a parere degli Stati Generali delle Donne, da una “necessaria condivisione” tra uomini e donne del lavoro di cura, dell’armonizzazione dei tempi e del contrasto alla violenza sulle donne, anche, naturalmente, con l’apporto delle Istituzioni, delle Associazioni di Categoria, del Mondo produttivo, Associativo femminile e non… ;
5. l’ultima previsione dell’ISTAT ci dice che per il lavoro in Italia risultano 2 milioni di occupati in meno ed 1 milione di inattivi in più, che nemmeno cercano lavoro.
Da questi dati la politica deve ripartire per costruire un piano per lavoro nei settori strategici della Sanità, Scuola, Stato Sociale, Ambiente, Turismo sostenibile, #madeinwomanmadeitaly ed infrastrutture anche sociali, così da impiegare centinaia di migliaia di giovani e di donne per contrastare la disoccupazione dilagante.
“Uno dei problemi fondamentali è l’occupazione femminile ferma al 49,5% e sappiamo che l’Italia potrebbe guadagnare fino a 7 punti di Pil se l’occupazione femminile si equiparasse quella maschile”.
A tale proposito Linda Laura Sabbadini ci dice che questa deve essere l’ora della parità. Anche gli Stati Generali delle Donne ritengono che in questa fase le donne ci sono e ci devono essere, espressione della voce dei Territorio, delle Realtà economiche e sociali di ogni parte d’Italia e, per questo, suggeriscono da tutte le regioni interventi concreti e mirati Territorio per Territorio. Ed ancora Linda Laura Sabbadini ci dice che, ripeto, è l’ora della parità, in quanto è necessario liberare il potere dal monopolio maschile, rendendolo apprezzabile sulla sola base del merito, cosa che sino ad oggi è stata negata alle donne. “Siamo il Paese delle conferenze e panel di uomini, delle commissioni di uomini e del potere di uomini”
È nato, così, un Report degli Stati Generali delle Donne, coordinato da Isa Maggi, che sollecita idee nuove e di cambiamento di circa 80 pagine, Report che è stato trasmesso al Presidente Conte, da cui, in questi giorni, con “il Governo, impegnato a Villa Pamphili, ci auguriamo voglia trarre spunto per predisporre un Patto condiviso con misure finalizzate al sostegno ed all’incentivazione del lavoro per l’occupazione femminile, per andare a potenziare il turismo, l’agricoltura, il commercio, la comunicazione, il terziario avanzato e i servizi con una prevalente presenza femminile.
Report degli Stati Generali delle Donne, che verrà reso pubblico sul quale regione per regione ci soffermeremo, dai prossimi giorni, anche attraverso webinar e/o incontri dal vivo, sempre che le criticità di natura sanitaria non destino preoccupazione.


Maria Anna Fanelli
Referente
Stati Generali delle Donne
della Basilicata



archivio

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