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La voce della Politica
| Meritocrazia Italia: ‘Fase 2 senza discriminazioni, nessuno venga dimenticato’ |
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29/04/2020 | Le prime misure annunciate dal Governo per ripartire con la Fase 2 dell’emergenza COVID-19 rischiano di compromettere, in maniera definitiva, interi settori produttivi, attività, comparti e soggetti lasciati letteralmente in balia di se stessi. Meritocrazia Italia è già intervenuta a proporre correttivi per una sana gestione dell’emergenza sanitaria in relazione a bambini e famiglie, centri minori, donne vittime di violenza domestica, servizidella p.a., imprese e lavoratori. Sulla via della concretezza ha anche formulato il Progetto Italia, messo a disposizione di tutte le forze parlamentari e governative sin dal mese di marzo.Oggi, però, appare doveroso richiedere un intervento correttivo urgente per la Fase 2 dell’emergenza sanitaria, affinché siano dati segnali chiari e risposte certe, che rassicurino e rendano effettiva l’utile ripartenza del Paese.Lasciare immutata la disposta protrazione del periodo di "imposta chiusura" fino al 18 maggio, per tutto il settore commercio, e fino al 31 maggio per i pubblici esercizi, e per il comparto benessere e servizi dedicati alla cura della persona, significa, di fatto, aggravare ulteriormente la situazione economica già assai gravosa a carico di tali segmenti e della miriade di piccole imprese che rappresentano l’ossatura della nostra economia, con il serio rischio di chiusura definitiva proprio di quelle attività imprenditoriali ed artigiane che, con senso di responsabilità, hanno fatto la loro parte con sacrificio in due mesi di lockdown.Innegabile che si tratti di un colpo durissimo da cui sarà difficile riprendersi, dopo oltre tre mesi di mancati incassi, a cui si aggiungono gli investimenti faticosamente realizzati, sulla base di anticipazioni giornalistiche mai smentite, proprio per assicurare il distanziamento fisico e la ripresa in sicurezza e in vista dell’approssimarsi del momento della annunciata ripartenza.Come se ciò non bastasse, va evidenziato che al danno provocato dal prolungamento di questo irragionevole blocco delle attività si aggiunge la beffa di un abusivismo dilagante. Per l’effetto, chi opera nell’illegalità e al di fuori di ogni controllo sanitario e fiscale non solo danneggia chi rispetta le regole, ma mette anche a repentaglio la salute delle persone, esponendole a rischi di contagio daCovid-19.Grave e incomprensibile appare anche la chiusura fino al 18 maggio dei restauratori e di settori dell’artigianato artistico e di tutte le attività imprenditoriali che si svolgono in cantiere, in laboratorio e comunque senza alcun contatto con il pubblico, con un numero ridotto di addetti per ciascuna unità produttiva e con ampie garanzie di distanziamento sociale, per non parlare di teatri, biblioteche, luoghi museali e di produzione culturale, che svolgono una imprescindibile funzione diarricchimento e crescita della conoscenza scientifica, della memoria storica, dell’arte in generale, e che vanno rimessi rapidamente nelle condizioni di assolvere alla loro funzione, ben potendo assumere precauzioni e prassi operative di prevenzione, che siano in grado di assicurare il distanziamento fisico e l’igienizzazione di ambienti e strumentazioni.Così come davvero poco comprensibile appare anche la scelta di mantenere chiusa l’edilizia privata mentre si fanno ripartire i cantieri pubblici, se solo si considera che i protocolli di sicurezza da rispettare per contenere la diffusione del contagio sono esattamente gli stessi per tutti i cantieri,pubblici e privati.Mancano del tutto, infine, risposte per il comparto turistico, più volte apertamente riconosciuto come il settore più colpito, ma nondimeno lasciato ancora orfano di qualsivoglia chiara indicazione o strategia di ripartenza, così come le attività legate alla ristorazione, costrette alla partenza ritardata in prossimità dell’estate o quelle dei mercati rionali, degli ambulanti e delle piccole imprese per lo più a conduzione familiare che basano il sostentamento familiare su tali forme di commercio.In tal senso, Meritocrazia Italia auspica il ritorno ad una ragionevolezza nell’assunzione di provvedimenti che incidono su un tessuto economico già molto fragile.Sarebbe preferibile che il Governo stabilisca norme di sicurezza chiare per tutti, prevedendo anche sanzioni importanti in caso di violazione, ma dando la possibilità di ripresa complessiva senza discriminazioni o favoritismi di sorta, che nè troverebbero approvazione da parte del compartoproduttivo, artigiano e dei servizi, né apporterebbero benefici di natura medico/sanitaria. |
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