-->
La voce della Politica
| "Venosa Pensa" su regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari |
|---|
18/04/2020 | In questi giorni abbiamo ripetuto spesso che in questo momento di grave crisi mondiale "siamo tutti sulla stessa barca". Bella metafora, peccato che nella realtà non sia proprio così. Come è stato espresso altrettanto efficacemente da qualcuno, la verità è che siamo tutti nella stessa tempesta ma la barca non è la stessa per tutti. Anche in questa crisi purtroppo ci sono persone che sono ai margini, dimenticate, abbandonate e che vivono questo momento emergenziale sicuramente peggio di altre.
Negli ultimi giorni sono emersi tanti problemi che abbiamo ignorato per settimane. Uno di questi problemi riguarda la situazione dei lavoratori extracomunitari presenti sul nostro territorio e privi di un regolare permesso di soggiorno. Nonostante gli appelli lanciati dai sindacati e dalle associazioni che operano in prima linea, ad oggi, non si è ancora arrivati ad una soluzione concreta. Parliamo di persone che vivono in una situazione di limbo e che hanno bisogno di vedere chiarita la loro posizione per poter lavorare, ottenere aiuti, essere assistiti e curati. Si tratta di una situazione che va chiarita perchè non serve al nostro Paese avere delle zone grigie che possono creare tensioni sociali, problemi economici o sanitari. Regolarizzare queste persone significa assicurare maggiore protezione alla nostra comunità e garantire loro lo status di essere umani.
E' stato detto da più parti che la nostra agricoltura ha bisogno di braccianti ma questi braccianti al momento vivono situazioni di abbandono, di dimenticanza totale. Alcuni di loro sono privi di permesso di soggiorno, altri sono invece in attesa di rinnovo, alcuni hanno procedimenti pendenti dinanzi ai Tribunali italiani sempre per il riconoscimento o il rinnovo di un titolo per restare in Italia, moltissimi vivono in situazioni di disagio e non hanno alcun tipo di assistenza.
Rispetto a questa situazione inaccettabile chiediamo un intervento immediato da parte dello Stato italiano. Un intervento che non sia temporaneo ma rdefinitivo, un intervento che non sia mosso solo dal bisogno di garantire forza lavoro nelle campagne, un intervento che sia ispirtato da principi di pari dignità di tutti gli esseri umani e da vera solidarietà (la stessa che invochiamo in queste ore da parte dei Paesi europei nei nostri confronti). Servono misure rapide per garantire a tutti di vivere e lavorare in sicurezza, anche ai tanti lavoratori stagionali che saranno impegnati nei campi di lavorare in sicurezza e di essere controllati dal punto di vista sanitario per evitare possibili nuovi focolai. Occorre allora innanzitutto dare attuazione agli strumenti normativi già presenti nel nostro ordinamento, dare cioè piena attuazione alla c.d. legge contro il caporalato che prevede alcuni strumenti utili per i lavoratori. Ma questo non basta. Occorre maggior coraggio. Non avere il timore di mettere in campo l'unica azione in grado di far uscire dall'ombra chi oggi è invisibile per lo Stato. Regolarizzare chi oggi si trova nel nostro Paese serve a garantire non solo chi oggi è fuori da ogni controllo e, quindi, da ogni aiuto, ma anche noi tutti. Si potrebbe partire dai soggetti che sono in attesa di un permesso di soggiorno e che non hanno ancora potuto ottenerlo semplicemente per la burocrazia che blocca questo Paese. Un primo passo in attesa di compiere altri interventi che vadano nella direzione di includere e non di escludere chi oggi è invisibile, debole, abbandonato.
Ai tempi del coronavirus è ancor più necessario e urgente un intervento di questo tipo per ragioni anche di carattere sanitario e di tutela della collettività. Il migrante irregolare presente sul nostro territorio infatti non è ovviamente iscritto al serizio sanitario nazionale e di conseguenza non ha diritto ad un medico di basema può ricorrere solo a prestazioni sanitarie urgenti. Ne discende che un migrante senza permesso di soggiorno non si rivolge certo alle strutture sanitarie in caso di tosse e febbre (proprio i primi sintomi del coronavirus). Ma anche qualora dovesse avere dei sintomi più gravi, il migrante senza permesso di soggiorno dovrebbe rivolgersi direttamente al pronto soccorso e, quindi, non rispettare i normali protocolli previsti per combattere questa pandemia.
A quanto già detto, va aggiunto che il migrante sprovvisto di permesso di soggiorno tende a non rivolgersi proprio alle strutture sanitarie per paura di essere poi sottoposto a controllo e "deportatato" in un centro destinato alle espulsioni. Ecco allora che la presenza di persone che vivono queste situazioni reali può rappresentare un serio pericolo per tutti e, quindi, immaginare una regolarizzazione vuol dire innanzitutto applicare il buon senso e mettere in sicurezza la salute pubblica di tutti quanti noi. Diversamente, continuare a permettere che vi siano soggetti abbandonati nel nostro Paese è un atto crudele e pericoloso che non non ci fa onore.
Chi, come noi, vive in una terra dove la presenza di migranti è costante e conosce le grandi difficoltà che queste persone sono chiamate ad affrontare ogni giorno, non può rimanere indifferente di fronte a questa situazione. Chi conosce quanto sia importante la loro presenza anche per garantire la produzione agricola, non può non considerare la necessità di un internvento risolutivo. Chi ha a cuore la vita di ogni essere umano, non può dimenticare in questo momento di difficoltà chi è abbandonato a se stesso.
"Se stiamo davvero attraversando un'emergenza sanitaria, se davvero hanno un senso tutte le misure straordinarie fino ad oggi adottae e che incidono così in profondità sulla vita di tutte e di tutti", allora è giusto mettere in campo azioni coraggiose per mettere tutti in sicurezza e salvare la vita anche di chi oggi non esiste per il nostro Stato.
Associazione Venosa Pensa |
|
| | |
archivio
| La Voce della Politica
|
21/07/2026 - ''L’emendamento del centro destra alla legge elettorale è una truffa''
Mercoledì, 15 luglio, alla camera dei deputati, la maggioranza è andata sotto per un solo voto: 187 favorevoli, 188 contrari.
È caduto un emendamento, cioè una modifica che a detta di Giorgia Meloni e del suo capogruppo Galeazzo Bignami, proponeva di reintrodurre le pre...-->continua |
|
|
|
21/07/2026 - Finanziati dalla Regione due progetti per Francavilla in Sinni
Con delibera di giunta regionale (n.450 del 14 luglio scorso), accogliendo le richieste fatte dall’Amministrazione comunale di Francavilla in Sinni, del 7 luglio, sono stati approvati e finanziati due progetti del Comune di Francavilla in Sinni per complessivi...-->continua |
|
|
|
|
21/07/2026 - Stati generali della cooperazione sociale della Basilicata
Si terranno domani mercoledì 22 luglio, alle 9:30, al Polo Bibliotecario di Potenza, gli Stati generali della cooperazione sociale della Basilicata.
All'incontro parteciperanno i componenti dell’Osservatorio paritetico regionale su appalti e accreditamenti...-->continua |
|
|
|
|
21/07/2026 - Lavoro in Basilicata, Bochicchio: segnali positivi ma non basta
Lavoro in Basilicata, Bochicchio: segnali positivi ma non basta
Il capogruppo socialista: "La crescita dell’occupazione deve tradursi in sviluppo stabile e duraturo"
“I dati sul mercato del lavoro in Basilicata – così come emergono da un rece...-->continua |
|
|
|
|
21/07/2026 - POC Basilicata, Lacorazza: si perdono risorse, chiesti chiarimenti
Il capogruppo del Pd deposita un'interrogazione per avere chiarimenti sul Programma Operativo Complementare (POC) Basilicata 2014-2020, sulle modalità di utilizzo delle risorse e sui criteri di individuazione dei soggetti beneficiari
"In una Basilicat...-->continua |
|
|
|
|
20/07/2026 - Chiorazzo e Vizziello (BCC): "Compensazioni ambientali usate per pagare debiti e bollette di Acquedotto Lucano
"Lo avevamo denunciato settimane fa con un’interrogazione rimasta senza risposta, come le altre presentate sull’utilizzo delle compensazioni ambientali e sui progetti non oil. Adesso abbiamo la conferma che oltre sei milioni di euro destinati allo sviluppo del...-->continua |
|
|
|
20/07/2026 - Maratea, Regione avvia percorso per interventi post-incendio
La Regione Basilicata avvia il percorso per gli interventi conseguenti all'incendio che nei giorni scorsi ha interessato il Monte San Biagio a Maratea. Questa mattina il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture, con delega alla Protezione civil...-->continua |
|
|
|
|