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Coronavirus, Lamboglia insiste: ‘Serve un punto ospedaliero per l’area Sud’

19/03/2020

Angelo Lamboglia, sindaco di Lauria e coordinatore Anci per l’area Sud della Basilicata, è tornato sulla questione della creazione di un punto ospedaliero attrezzato per la parte più meridionale della Regione per ovviare ad una malaugurata emergenza coronavirus.
“I numeri sono diversi – ha affermato il primo cittadino lauriota durante un videomessaggio postato via social – ma se la Campania ha allestito tre ospedali da campo come punti di prima accoglienza, sopratutto per quanto riguarda la terapia intensiva, a Napoli, Caserta e Salerno, dico che secondo noi l’aera sud della Basilicata non può e non deve rimanere scoperta. Da questo punto di vista, al di là delle percentuali poiché abbiamo visto cosa sia accaduto con le previsioni in Lombardia, è necessario attivarsi. Lo dico alla Regione e all’assessore, secondo me è necessario allertarsi perché, se ci fossero ricoveri, l’area Sud rischia di rimanere scoperta e non possiamo rimanere in coda a Potenza, Matera ed, eventualmente, a Venosa. Quindi, affidiamoci alle percentuali ma affidiamoci anche alla logistica delle distribuzioni delle percentuali su un territorio molto vasto e di densità di popolazione abbastanza bassa”.
Il piano per l’emergenza della Regione Basilicata, che secondo l’assessore Regionale alla Salute Rocco Leone è basato “sulle ipotesi più pessimistiche possibili”, prevede che i ricoveri in terapia intensiva avvengano solo al San Carlo di Potenza ed al Madonna delle Grazie di Matera (che a breve diverrà anche sede di diagnosi) per via della carenza di anestesisti, con conseguente possibile aumento dei posti letto dagli attuali 64 fino a 90. Il piano prevede anche l’impiego dell’Ospedale di Venosa, dove c’è stata la possibilità di trasferire i malati con una simile patologia, che attualmente dispone di 105 posti letto tutti per pazienti ricoverati perché positivi al Covid-19 ma che necessitano del ricovero in malattie infettive. Qualora, ma chiaramente ci si augura di no, fosse saturo anche il nosocomio di Venosa tra le soluzioni sul tavolo si pensa agli ospedali di Muro Lucano e Pescopagano. Previsto anche l’eventuale allestimento di ospedali da campo da parte della Protezione Civile, ma questa sarebbe davvero l’extrema ratio in caso di contagi a tappeto. Inoltre, è stato previsto anche il potenziamento delle altre strutture che ospitano la terapia intensiva per casi diversi dal coronavirus. Ma al momento non risultano soluzioni ospedaliere per l’emergenza che coinvolgano la parte più meridionale della Regione. Leone, facendo proprio l’esempio della Lombardia cui si riferiva Lamboglia, aveva comunicato ieri che, per i numeri, “ci siamo già anche considerando il peggior scenario possibile”.
Il sindaco di Lauria ha anche anticipato il lancio di una rubrica sul coronavirus di confronto con i cittadini, ed ha escluso che attualmente ci siano stati contagi nel Comune valnocino: anche se questo non significa che “non ci possano essere tamponi da processare”.
Nel confermare i controlli sul territorio da parte dei Carabinieri, Lamboglia ha anche invitato i cittadini all’utilizzo “del numero delle ricette elettroniche”.

Gianfranco Aurilio
lasiritide.it



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