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Inaugurazione campus di Matera, l’intervento di Bardi

20/10/2019

Per il presidente “una capitale europea della cultura e una Regione che la esprime, devono riuscire a guardare lontano. E sono certo che con l’aiuto del Governo questo traguardo sarà ancora più possibile”.
“Sono molto lieto di essere qui oggi ad inaugurare il campus universitario di Matera e ringrazio molto il ministro Fioramonti per aver scelto di trascorrere una intera giornata qui a Matera insieme al mondo della scuola, insieme ai bambini delle elementari, agli studenti delle medie, insieme ai docenti e a tutto il personale scolastico. La sua presenza oggi, qui, assume un significato molto importante, perché evidentemente non è solo formale ma rappresenta il segnale di una grande attenzione che il Ministero intende rivolgere al sistema scolastico di una regione del Sud e, in questo caso, di una città nominata capitale europea della cultura.
E in una città capitale europea della cultura il sistema scolastico e, in particolare, l’università non può non avere un ruolo fondamentale. Non a caso l’università degli studi della Basilicata fa parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Matera Basilicata 2019 fin dal periodo di candidatura.
L’università è la principale istituzione culturale di un territorio non solo per la sua capacità formativa ma anche perché svolge un ruolo straordinario di connessione con il mondo della ricerca, della innovazione, delle imprese. È una cerniera fondamentale di collegamento fra il sistema dell’alta formazione e il tessuto sociale ed economico che gli sta intorno.
Dove c’è una buona università c’è cultura, dove c’è una buona università c’è crescita economica, c’è maggiore occupazione, c’è maggiore coesione sociale.
Ma è solo una parte dei tanti motivi che hanno spinto la Regione Basilicata a investire sulla cultura, a investire sulla Università degli studi della Basilicata.
Nonostante il difficile quadro economico generale internazionale e, in particolare, del nostro Paese, la Regione Basilicata continua a investire sull’Università attraverso un accordo triennale che destina 30 milioni di euro. In questi giorni stiamo discutendo di rinnovare l’accordo cercando ulteriormente di rafforzarlo sul tema dei contenuti e degli obiettivi che dobbiamo darci. Ovviamente non è, infatti, in discussione il finanziamento, ma in un contesto generale così diverso rispetto alle prime triennalità, ci pare utile avviare una riflessione concertata su cosa deve diventare la nostra Università della Basilicata e su quale traiettoria muoverci.
Ad esempio, ci pare molto importante aprire il dipartimento di medicina a Potenza, ma accanto a questa straordinaria opportunità credo bisogna rinforzare la impalcatura che regge la specificità della nostra università puntando molto sulla ricerca, sulla innovazione, sui collegamenti con il mondo delle imprese, sulla cultura e sulle industrie creative.
Insomma, mi pare sia arrivato il momento di disegnare insieme, tutti insieme, una strategia che punti a rendere più estesa e più profonda la missione dell’Università della Basilicata.
Voglio a tal proposito ringraziare qui pubblicamente e davanti a una platea così autorevole la magnifica rettrice, Aurelia Sole, per il grande lavoro che sta svolgendo alla guida dell’Unibas. Un lavoro non facile in un contesto complesso come quello della Basilicata. E tuttavia è riuscita, ovviamente insieme a tutto il personale, a far crescere ulteriormente il numero di iscritti del 3 per cento. Un risultato molto importante e che ci fa ben sperare per il futuro.
Occorre continuare su questa strada e potenziare l’offerta formativa guardando alle specificità del territorio. La Regione Basilicata sta facendo la sua parte procedendo a ritmi serrati per portare a collaudo lo studentato di circa 150 posti letto che andrà ad arricchire il ricco mosaico di offerta di servizi a Matera.
Siamo davvero a un passo per far entrare l’università degli studi della Basilicata fra quelle a medie dimensioni e fra le prime del Sud Italia. Ci manca davvero poco. In termini numerici ci mancano appena 3 mila iscritti per superare quota 10 mila e entrare nel mondo delle Università che contano davvero.
Una capitale europea della cultura e una Regione che la esprime, devono riuscire a guardare lontano. E sono certo che con l’aiuto del Governo questo traguardo sarà ancora più possibile.



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