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Confcommercio: incentivare pos ma non a carico totale delle pmi

19/10/2019

“Incentivare e promuovere l’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento con un sistema di premialità e non di penalizzazione è certamente la via giusta considerato che questa è una tendenza sempre più diffusa nel nostro paese per andare incontro alle esigenze dei consumatori”. A sostenerlo è Confcommercio Imprese Italia Potenza sottolineando che “comunque bisogna fare i conti con il primato negativo della Basilicata: secondo i dati più aggiornati di Bankitalia il 74,7% dei lucani per gli acquisti usa il contante e il 22,4% carte di credito almeno una volta l'anno. Ancora la media di Pos da noi si attesa intorno ad un Pos ogni 40 abitanti (media migliore Milano 22 /ab.) Per Fausto De Mare, presidente Confcommercio di Potenza “nonostante l'impegno anche dei piccoli esercenti dei centri minori che utilizzano il sistema del Pos collegato al cellulare piuttosto che la più classica “macchinetta” che ha un costo diretto, l'incidenza percentuale dei costi legati agli incassi tramite pos cresce al diminuire della dimensione aziendale, anche in relazione al minore potere contrattuale nei confronti del sistema bancario. “Vi è, dunque, una maggiore penalizzazione per le imprese di minori dimensioni”. “le nostre preoccupazioni che trovano fondamento in un rapporto realizzato dal nostro Centro Studi sui rischi nascosti in una misura considerata necessaria, ma che per le imprese va ripensata nelle modalità di applicazione, costi in testa. La riduzione dell'uso del contante e una più marcata diffusione della moneta elettronica “rappresentano un obiettivo condiviso e dai molteplici benefici per la collettività” osserva ancora la Confederazione dei commercianti, elencandone i benefici: “maggiore sicurezza per gli esercenti, migliore propensione agli acquisti per i consumatori e la possibilità di tracciare tutti i movimenti, con evidente utilità nel contrasto dell'evasione fiscale, per la Pubblica Amministrazione”. Confcommercio chiede però che i costi derivanti dall'uso di strumenti per l'utilizzo della moneta elettronica non ricadano esclusivamente sugli esercenti, “come attualmente avviene”. Confcommercio guarda con interesse allo sviluppo del commercio elettronico, ma crede nella valenza sociale e culturale del commercio tradizionale, anche perché valorizza i centri storici, i piccoli borghi, le città, che sono il patrimonio della Basilicata. In ogni caso se l’obiettivo è  quello di combattere l’evasione fiscale, bisogna tenere presente che le carte di credito o di debito non esauriscono il novero di strumenti elettronici che consentono la tracciabilità dei pagamenti. L’utilizzo del pos rimane una priorità, ma certo non convince, e riteniamo una misura vessatoria nei confronti delle imprese,  la previsione di obblighi di tenuta di questo strumento e, ancor di più, di sanzioni nel caso di mancato utilizzo.  
Nell'appoggiare la diffusione di forme innovative di commercio, la Confederazione difende con forza la parità di condizioni in termini di diritti ed obblighi tra i due canali online e offline, per assicurare una leale competizione tra le varie forme di commercio. “Confcommercio – evidenzia De Mare - avanza alcune proposte concrete per rimuovere gli ostacoli alla diffusione della moneta elettronica tra cui: promuovere la realizzazione di piattaforme efficienti che superino gli attuali schemi di produzione ed erogazione dei servizi di pagamento, riducendo i livelli di intermediazione finanziaria tra consumatore/cliente ed esercente; introdurre dei tetti massimi alle commissioni interbancarie.




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