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| Senise, Lacorazza su royalties diga Montecotugno: ‘Perché non si agisce?’ |
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7/09/2019 | Tra le rivendicazioni degli agricoltori senisesi quali contropartite per la realizzazione dell’invaso di Montecotugno, c’è anche la richiesta di corresponsione al Comune delle royalties per lo sfruttamento della risorsa idrica.
Segnatamente, nel lontanissimo 1971 il Comune di Senise aveva già chiesto un risarcimento per ogni metro cubo di acqua prelevato dalla diga.
“Perché non si procede?”, ci ha detto in proposito Piero Lacorazza attualmente impegnato nel tour di presentazione del suo libro “Il miglior attacco è la difesa”.
Il riferimento dell’ex consigliere Regionale è ad una proposta, dello stesso Lacorazza, approvata all’unanimità lo scorso anno dal Parlamentino lucano che ha introdotto il “Programma Speciale Senisese”.
Il programma in questione ci era stato illustrato da Lacorazza nel corso di un’intervista risalente al maggio del 2018.
Segnatamente, è stato previsto che ai Comuni macrofornitori, ossia che immettono l’acqua in rete, debbano essere destinati i crediti vantati dalla Puglia per la fornitura di acqua (che lo scorso anno ammontavano a 70 milioni di euro).
Questo, ovviamente, dopo la predisposizione di un piano di rientro poiché è impossibile pensare che un debito del genere possa essere saldato in un’unica soluzione.
Un esempio di possibili introiti per gli Enti Locali dovuti proprio allo sfruttamento della risorsa idrica è fornito da un altro provvedimento del Consiglio Regionale, risalente allo scorso mese di novembre.
In quella circostanza, su proposta di Vincenzo Robortella, è stato stabilito che il 20% di quanto incassato per l’imbottigliamento per le acque minerali debba essere destinato al ristoro dei Comuni interessati, per essere impiegato “in progetti riguardanti la conservazione e la ricarica delle falde acquifere nonché a compensazione dei danni diretti e indiretti”.
Gianfranco Aurilio
lasiritide.it
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