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La voce della Politica
| I consiglieri del centrosinistra sull’incendio 'Felandina' |
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7/08/2019 | “Sarebbe, oggi, quanto mai opportuno che, oltre alla festa in spiaggia prevista nei prossimi giorni, il ministro degli Interni mettesse in programma di fare un incontro istituzionale, magari proprio a Bernalda, con i prefetti e le rappresentanze regionali e istituzionali. Purtroppo, la nostra non vuole essere una battuta, ma una proposta seria e sensata per affrontare un tema delicatissimo, approfittando della presenza delle cariche dello Stato nella nostra terra.” Lo dichiarano in maniera congiunta i consiglieri del centrosinistra Braia, Cifarelli, Pittella, Polese e Trerotola.
“L'incendio di stamane presso il cosiddetto ‘ghetto della Felandina’ che ha procurato la morte di una giovane nigeriana - affermano i Consiglieri - riporta in evidenza il tema dei migranti, dell’accoglienza e della manodopera in agricoltura, quanto mai fondamentale per la sopravvivenza del comparto nei periodi di raccolta e lavorazione. A tal proposito presenteremo nei prossimi giorni una interrogazione”.
“Si dibatterà di come e se tutto poteva essere evitato e la magistratura probabilmente farà il suo corso – proseguono Braia, Cifarelli, Pittella, Polese e Trerotola. Una cosa è certa, dopo anni di lavoro per rendere la Basilicata una best practice delle politiche di accoglienza dei lavoratori stagionali, siamo in presenza oggi, purtroppo, di progetti che sono fermi. E questo nonostante siano finanziati e finalizzati proprio al superamento del sito abusivo la ‘Felandina’. Del progetto, presentato l’anno scorso, dalla Regione Basilicata con Puglia, Calabria, Campania e Sicilia denominato ‘PIU-SUPREME’ per l’eliminazione dei campi abusivi stagionali nel Sud e l’integrazione dei migranti, non si hanno da mesi notizie di alcun avanzamento. Il progetto infatti è stato approvato dal ministero del Lavoro il 3 marzo 2019, con una posta finanziaria di 770mila euro per gli interventi su Felandina e Bradano. Lo scorso 22 marzo, su iniziativa dell’allora prefetto Bellomo, in attesa del completamento del sito ‘Città della Pace’, fu presentato l’intervento alle parti sociali ed agli enti locali che condivisero la misura e si impegnarono a sostenerla”.
“Fuor da ogni strumentale polemica – precisano i consiglieri - è fondamentale comprendere dal Presidente della Giunta regionale quali iniziative sono state attuate da allora ad oggi per la messa in atto della misura. Probabilmente, la stessa misura avrebbe avviato perlomeno il processo di eliminazione, come era programmato, almeno fino ai primi mesi del 2019, di un ghetto divenuto oggi scenario di tragedia, creando quella alternativa di accoglienza descritta nell'intervento, in cui si prevedeva anche separare i lavoratori stagionali dai gruppi dediti ad attività di caporalato e, pertanto, illegali”.
“Tenuto conto, tra l’altro, dell’esigenza di riutilizzare l'area e i capannoni della Felandina per uso produttivo e per logistica - concludono i cinque consiglieri - è arrivato il tempo che, con gli importanti fondi residui giacenti presso il ministero dello Sviluppo, si chieda di proporre al medesimo organismo di Governo la costituzione di un tavolo nazionale, che deve vedere la partecipazione della Regione Basilicata e delle parti sociali, allo scopo di individuare percorsi e modalità necessari per addivenire a soluzioni rispettose della dignità della persona e dei lavoratori”.
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