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La voce della Politica

Rotonda: l’opposizione chiederà l’annullamento della votazione

15/06/2019

A Rotonda, al cine – teatro Selene e di fronte a tantissime persone, questa mattina è avvenuto l’insediamento del nuovo Consiglio Comunale, che si è rivelato tutt’altro che formale. I decreti di nomina della nuova Giunta sono stati rimandati alla settimana prossima, tuttavia, accanto alle votazioni rituali, non sono mancati momenti, anche piccati, di botta e risposta: ma sempre sulla base di toni educati.
“A breve presenteremo un’azione finalizzata all’annullamento della proclamazione degli eletti e il ritorno al voto, come atteso dai nostri elettori ”, ha annunciato il consigliere Domenico La Valle, candidato sconfitto per appena 30 voti. Il ricorso dovrebbe attenere il buon fine delle pratiche per le residenze, in funzione della formazione della lista aggiuntiva.

L’intervento del consigliere La Valle – “Per 5 anni – ha continuato La Valle – mi sono attivato per promuovere il rispetto delle regole, della trasparenza e delle pari opportunità, come bene comune per la cittadinanza e parte dello sviluppo di una comunità solidale e libera. Lavoro per il rispetto del diritto di uguaglianza dei cittadini di fronte alla pubblica amministrazione, e questo impegno ha visto crescere il nostro consenso di oltre 420 voti: a conferma che quanto portato avanti in questi anni d’opposizione è stato finalizzato al rispetto degli interessi della comunità. Ringrazio gli elettori del nostro gruppo, cui dico che siamo già attivi nella nostra azione di vigilanza e controllo. E proseguiremo nella nostra azione propulsiva e innovativa. Rinnovo gli auguri al sindaco ed ai consiglieri e mi auguro traggano spunto dalle nostre proposte, fino a quando sarà concluso l’iter di verifica del voto da parte degli organi giurisdizionali competenti”.

L’intervento del consigliere Caldarelli – Ma gli strascichi per quanto accaduto il giorno dello scrutinio non sono stati ancora superati. “Signor sindaco e signori consiglieri di maggioranza – ha esordito Caldarelli – vi rinnovo gli auguri per il risultato raggiunto: sicuramente da rivedere. Ma il vostro risultato, trattandosi di un’Amministrazione uscente, presentatasi alle elezioni con 12 candidati in lista contro 9, dovrebbe da voi essere percepito come una vera sconfitta. Ve lo dico perché abbiamo un paese diviso a metà e, nel governare, bisogna assolutamente tenerne conto”.
“Ho apprezzato chi in questi giorni mi sia stata chiesta collaborazione e da parte mia ci sarà, purché si agisca nell’interesse del paese che ormai da troppi anni versa in uno stato di fermo assoluto”. “Inoltre, ho apprezzato l’atteggiamento del sindaco e il suo continuo appellarsi alla popolazione per mantenere la calma e l’ordine pubblico. Credo fosse doveroso, anche se le dichiarazioni a riguardo ai tumulti post elezioni hanno mostrato tutt’altro. Spero prevalga il suo attuale atteggiamento di buon senso”. “Ma – aggiunge Caldarelli –, come garante della pubblica sicurezza, vorrei farle una domanda: dato che da tempo, e soprattutto ultimamente, accadono episodi volti a destabilizzare la tranquillità del paese e, ancor peggio, a limitare la libertà di pensiero e personale, perché non si è mai espresso in merito?”. “Inoltre poche sere fa – ha proseguito –, come lei sa benissimo, sono stato vittima, insieme ai clienti presenti nel mio locale pubblico, di ingiurie e comportamenti provocatori da parte di persone poche educate, e ripeto sa benissimo di cosa e chi sto parlando. I cittadini rotondesi devono essere trattati tutti allo stesso modo, la invito a riflettere sull’accaduto ed a prendere le dovute precauzioni prima che la situazione degeneri”.

L’intervento del consigliere Di Tomaso – Sul punto è ritornato anche il consigliere Di Tomaso, che ha ripreso il post pubblicato su Facebook poco dopo lo scoppio dei disordini, e rimosso dopo un paio di giorni, dal rieletto sindaco Rocco Bruno. “Sedere in questo Consiglio è un fatto che mi onora e che mi carica di una grande responsabilità. Daremo il nostro contributo con impegno, attenzione, trasparenza e dedizione come è giusto che ogni eletto faccia per rappresentare le istanze della comunità che va ad amministrare, con onestà e soprattutto senza interessi personali. Siamo distanti una manciata di voti, ovvero che metà dei cittadini elettori ha voluto sceglierci, mentre l’altra metà ha dovuto votarvi. Con noi hanno vinto i rotondesi”. “Qualcuno ci ha accusati di razzismo, io dico che i razzisti sono quelli che sfruttano le persone ai fini elettorali e altro. Prima di indossare la fascia – ha continuato riferendosi ancora a Bruno – avrebbe dovuto scusarsi. Quelle sue parole scritte sui social la sera del 27 maggio non sono state ancora digerite”. “Mi vergogno di essere Rotondese? Anche io perché Rotonda è diventato un paese ridicolo. Vergognatevi? A chi sono riferite queste parole ? Forse a quel signore che dall’auto bianca offendeva con gesti per niente eleganti e poco consoni alla politica? Donne e ragazzi insultati? Ma che film ha visto signor sindaco? E cosa voleva dire con l’ignoranza regna? Continuo a non capire, forse
perché eravamo in piazza a fare un colpo di stato? O perché la piazza era occupata da cittadini tranquilli e pacifici che festeggiavano il loro risultato? Mi dica lei chi ha istigato la piazza e di conseguenza ha scatenato tutto quello che è successo, forse è stato lo stesso signore di prima? Signor sindaco se non ha visto bene i filmati la invito a rivederli magari su questo bellissimo schermo, tutti insieme con la cittadinanza. I consiglieri di maggioranza in questi giorni hanno mandato messaggi di collaborazione, io sono il primo a voler collaborare ma dovete ragionare
e condannare anche voi gli episodi poco piacevoli. Sono fiducioso, insieme faremo un buon lavoro, da parte mia sempre orientato al rispetto delle leggi. In questo Consiglio, fino a quando resterà in carica, saremo opposizione vigile, critica, dura, ed intransigente quando occorrerà, e saremo costruttivi e propositivi per concorrere a migliorare questo paese che parte di voi ha drammaticamente trascurato negli ultimi anni”.

L’intervento della consigliera Fittipaldi – Dagli scranni dell’opposizione ha parlato anche la consigliera Ines Fittipaldi, in passato assessore per un periodo con sindaco Giovanni Pandolfi. “Alcuni di voi lo ricorderanno, questa è la mia seconda esperienza come consigliere comunale. E a questo proposito vorrei controbattere a quanto ha affermato il signor sindaco nel discorso conclusivo della campagna elettorale, il quale, nel ricordare a quanti lo avessero dimenticato la mia passata esperienza amministrativa, mi ha “rimproverata” di non aver portato a termine il mio mandato. Tralasciando il fatto che più che un discorso, il suo è sembrato un tentativo, tra l’altro non riuscito, di screditare i candidati della lista avversaria che, contrariamente a quanto da lui stesso affermato, hanno condotto lealmente, umilmente e responsabilmente la propria campagna elettorale e sorvolando sul fatto che ha profuso tanto impegno in questa direzione da dimenticarsi d’ illustrare il programma politico e amministrativo da lui proposto, mi sento in dovere di ricordare al signor sindaco le ragioni che hanno determinato quella mia decisione, ragioni che lei dovrebbe conoscere benissimo, dato che in quell’amministrazione ricopriva la carica di vicesindaco”.
“Ho rassegnato le dimissioni – puntualizza Fittipaldi – perché non condividevo il percorso, ma soprattutto, il modus operandi che la maggioranza stava portando avanti: il mio ruolo di assessore era limitato ad approvare atti scaturiti da decisioni già prese dagli altri assessori. Avevo intrapreso quell’avventura con entusiasmo e umiltà, sperando di poter dare un contributo concreto al paese. Ma, purtroppo, non c’era spazio per la discussione, né per le voci fuori dal coro e, soprattutto, non c’era la possibilità di incidere sulle decisioni già prese in partenza. Ero convinta, e lo sono ancor di più oggi, infatti, che l’attività amministrativa in generale non può che essere partecipata e democratica, orientata a costruire quadri strategici condivisi, regole certe, eque, uguali per tutti e che l’istituzione pubblica, per questo, ha un potere grande solo se riesce ad essere inclusiva e un “luogo” per pensare e decidere collettivamente. Ciò che ho fatto e ciò che ancora avrei potuto realizzare, di più e meglio, l’ho comunque rimesso al giudizio altrui. E, senza voler peccare di presunzione, la grande fiducia che i cittadini mi hanno accordato in queste elezioni, dimostra che la distanza presa da quell’amministrazione, dove lei, lo sottolineo nuovamente, era vice-sindaco, è stata non solo compresa, ma anche condivisa da tanti”.
“In ogni caso – conclude la consigliera – non sarò in alcun momento il consigliere solo di coloro che mi hanno votato e permesso oggi di essere qui in loro rappresentanza, ma avrò attenzione e rispetto per tutti, dedicando le mie energie all’interesse della comunità. Considero quindi un mio e un nostro dovere morale impegnarsi per favorire la ricerca di linee costruttive per il bene comune, cercando di assumere un ruolo di garanzia e imparzialità nei confronti di tutti i cittadini, in modo che in questo consesso comunale, finalmente i cittadini abbiano voce, anche tramite la nostra presenza, per far sentire le proprie esigenze e attese”.

La replica del sindaco – Il sindaco ha preso la parola al termine degli interventi dei 4 rappresentanti del gruppo di minoranza. “Il post – ha esordito Bruno – l’ho scritto durante un’intervista negli attimi immediatamente successivi, e molto concitati, a quello che era successo. Se parliamo di provocazione, credo valga per gli uni e per gli altri. Io, il sindaco, sono stato offeso da una signora insieme al merito, con gestacci, e ancora ricordo le loro facce. Non siamo caduti in provocazioni ma ce ne siamo andati per la nostra strada. Da che mondo è mondo, chiunque vinca, anche per un voto, in democrazia ha vinto le elezioni. In passato, qualcuno disse che dall’altro lato c’era quasi la maggioranza del paese: appunto, quasi. La storia questa volta si è ripetuta in maniera opposta. Io credo che da parte vostra forse sia stato anche irresponsabile essere lì, perché se fossimo scesi a piedi sarebbe potuto accadere chissà cosa. Queste sono cose che vanno valutate attentamente, in quanto in quegli attimi c’era ancora la tensione post elettorale e magari qualcuno non era così lucido da poter rispondere a pieno delle proprie azioni. Fatto sta, che noi siamo andati tranquillamente per la nostra strada e volevamo semplicemente proseguire. Accetto volentieri l’invito del consigliere Di Tomaso a mostrare il video a tutto il paese, in modo da vedere bene cosa sia accaduto. Qualcuno si è avvicinato alle macchine e forse non doveva farlo: ricordo che durante una partita tra Inter e Napoli, alcuni tifosi hanno cercato il contatto con delle macchine e uno ha perso la vita. Chiaro che questi sono atti vandalici ben differenti, però forse dobbiamo assumerci tutti delle responsabilità perché così la democrazia, e la libertà di poter festeggiare tranquillamente una vittoria, sono venute meno. Chi ha vinto può amministrare, che lo abbia fatto con un voto, dieci, cento o cinquecento di margine non fa differenza. Poi, non sarò io, voi o il Consiglio a valutare se ci siano state o meno aggressioni: ma lo faranno le autorità competenti. La mia è stata una reazione assolutamente di pancia, perché vedere donne, anche incinte, che piangevano; e l’autista della macchina con il labbro gonfio e il sangue che scendeva, avrebbe indotto chiunque a reagire nervosamente. Dopodiché, abbiamo atteso, e dopo esserci sincerati che il consigliere La Valle non avesse riportato conseguenze, abbiamo proseguito”.
“Chiedo al consigliere Di Tomaso – ha continuato il sindaco – di scrivermi la differenza tra chi ha voluto votare voi, e chi ha dovuto votare noi: sono affermazioni gravi e chiedo di spiegarlo per iscritto, perché, se parliamo di rispetto e legalità, allora dobbiamo soppesare bene le parole che vengono dette”. “Posso spiegarlo subito”, ha replicato poco dopo Di Tomaso ma il sindaco ha ribadito di volere spiegazioni in “forma scritta”.
“Da parte mia – ha detto ancora il sindaco – ho sempre cercato di portare la calma, se non ci riesco sempre è perché purtroppo non sono superman. Io mi comporto secondo quella che è la mia educazione e il mio modo di vivere. Noi ci abbiamo provato, e ci proviamo: possono succedere degli episodi sgradevoli che comunque ho condannato. Però, da parte nostra, almeno sui social, c’è il tentativo di portare un po’ di pace e serenità alla popolazione ma forse altri non lo stanno facendo. O comunque non lo fanno pubblicamente, ma hanno bisogno di chiudersi in un mondo virtuale per continuare ad insultarci. Per quanto riguarda il ricorso, lo potete fare: è stato fatto 5 anni e 10 anni fa, e lo valuteranno gli organi competenti. Certo, una cosa posso dirla, se ritenete illegittimo questo Consiglio, oggi non avreste dovuto venire. Se io avessi avuto lo stesso dubbio, oggi non avrei peso parte al Consiglio. Ma questa è una mia idea”.
In merito a quest’ultimo punto, la replica è arrivata dal consigliere La Valle dopo il giuramento del sindaco. “Astenendoci abbiamo dimostrato la nostra contrarietà a questo Consiglio”.

La questione di una presunta incompatibilità – Il gruppo di minoranza ha sollevato anche una questione su una presunta incompatibilità, respinta dall’Assise, nei confronti della consigliera Donatella Franzese che, secondo La Valle, “ha in comodato d’uso gratuito un locale di proprietà comunale in virtù di un’ordinanza del 2012”. “Si potrebbe pensare ad un attacco personale – ha continuato La Valle – ma invito ad una riflessione: chiunque si candidi deve farlo nell’interesse pubblico e deve valutare la par condicio civium, nel senso che ci deve essere imparzialità da un punto di vista amministrativo. L’ordinanza è in virtù del terremoto del 2012, ed era certamente contingibile e urgente, ma nel momento in cui la Regione Basilicata non ha ritenuto opportuno concedere i fitti alle attività commerciali, e solo agli abitanti residenti negli alloggi che oggi non sono stati nemmeno più riconfermati, allora ci troviamo in una situazione nella quale è stato favorito un cittadino e non in egual modo gli altri”.
“La questione è molto tecnica, sono sempre matasse non facili da dipanare ma, nel dubbio, ci si pronuncia in favore alla continuità della carica”, ha spiegato il segretario Vincenzo Mainieri (delucidazione, visti i tecnicismi, riportata da noi in estrema sintesi).
“Negli anni – è intervenuto il sindaco – più volte la consigliera Franzese ha chiesto di poter risolvere questa situazione. Purtroppo i lavori successivi al sisma sono stati lunghi e anche il Dipartimento di Protezione Civile ha prolungato le procedure. Di fatto, questa ordinanza è collegata ad un’altra di sgombero dell’immobile dove in precedenza si svolgeva l’attività, in quanto danneggiato dal sisma. Modificare l’ordinanza, e trasformarla in altro, credo sarebbe stato ancora più complicato. La stessa consigliera Franzese ha inoltrato una richiesta scritta affinché si potesse trasformare il rapporto in locazione ma, d’intesa con gli uffici, si è deciso di lasciare in vigore l’ordinanza fin quando non ne vengono meno i presupposti”.
“Visto che il segretario ha parlato di dubbio – ha concluso La Valle – , vuol dire che è stato giusto sollevare la questione. Comunque la consigliera ha dieci giorni di tempo per presentare le sue contro-deduzioni e motivare quanto sta avvenendo”.


Gianfranco Aurilio
lasiritide.it



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