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Azienda ospedaliera San Carlo Potenza: blocco attività intramoenia

18/04/2019

"Dal primo giugno scatterà il blocco dell'attività intramoenia all'Azienda ospedaliera regionale 'San Carlo' di Potenza per le branche che risulteranno aver sforato i tempi massimi di attesa". Lo ha disposto il Direttore generale dottor Massimo Barresi a seguito delle criticità emerse e che ancora permangono nonostante l'adozione di continue azioni di governo.
Disposizioni urgenti in materia di abbattimento delle liste di attesa che arrivano a 100 giorni dal suo insediamento, in linea con il nuovo "Piano nazionale per il governo delle liste di attesa (PNGLA) 2019-2021 varato dal Ministero della Salute e in attesa che la Regione adotti il proprio Piano.

Lo stop non sarà immediato ma dopo un mese di verifiche, "qualora i valori si attestino, ancora al di sopra del limite massimo prestabilito si procederà a bloccare, con decorrenza dal 1 giugno e fatta salva l'erogazione delle prestazioni già prenotate, l'esercizio della libera professione intramuraria per le branche che risulteranno aver sforato i tempi massimi di attività".

L'attività di intramoenia "sarà ripristinata allorquando i tempi di attesa registrati rientreranno nei parametri previsti da norma (30 giorni per le prime visite, 60 giorni per le prestazioni strumentali), per essere eventualmente nuovamente bloccata, successivamente, ogni qualvolta si ripresenti la medesima criticità".

Stante la responsabilità dei Direttori generali delle aziende del Servizio sanitario nazionale di dover garantire il rispetto dei tempi di attesa per le medesime prestazioni a tutela della salute pubblica e in considerazione del protocollo d'intesa sottoscritto lo scorso 19 marzo 2019 con i Direttori generali degli altri enti del Servizio sanitario regionale, il Dg Barresi ha inteso avviare un'azione di monitoraggio volta a verificare lo stato dell'arte aziendale al fine di rilevare le attuali criticità e, conseguentemente, individuare le soluzioni più idonee ed efficaci per porre il necessario rimedio alle stesse.

Le risultanze del monitoraggio hanno evidenziato la presenza di numerose criticità: sono una decina le aree con liste di attesa più lunghe nonostante le classi di priorità, quali l'ortopedia, la cardiologia, la neurochirurgia, l'oculistica, la diagnostica per immagini. Il contenimento dei tempi di attesa produrrà effetti positivi anche sulla mobilità passiva in quanto per tali discipline si registra la maggiore fuga verso strutture sanitarie fuori regione.

Pertanto, "tenuto conto che, ormai, è consolidata la pubblica convinzione che il ricorso all'intramoenia è sempre più spesso una conseguenza obbligata per il cittadino che si vede costretto ad affrontare lunghe liste d'attesa per accedere alle prestazioni sanitarie, in netto contrasto con quanto previsto dalle norme che a suo tempo avevano introdotto nel panorama legislativo tale istituto, diventa prioritario, inderogabile e indifferibile assicurare che, nella valutazione dei parametri di riferimento relativi a volumi, qualità ed esiti delle cure, venga rispettato il progressivo allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell'ambito delle attività istituzionali ai tempi medi di quelle libera professione intramuraria come previsto dalla legge 3 agosto 2007 numero 120".

Nel mese di maggio, Direzione sanitaria e Direttori dei Dipartimenti effettueranno le verifiche, affinché, "in base alle criticità emerse dai dati di monitoraggio, si possano individuare le cause e, conseguentemente, adottare le misure correttive occorrenti per garantire il progressivo rientro dei tempi di attesa nei parametri stabiliti dalle direttive nazionali e regionali in materia".



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