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La voce della Politica

''Governo lucano ancora non è aperto alla competenza delle donne''

2/04/2019

Illustre Governatore Generale Vito Bardi,
nel formulare a nome dell’A.N.D.E. Associazione Nazionale Donne Elettrici - Associazione Aderente di Potenza, operante da quarant’anni in Basilicata ed in Italia dal1946, gli auguri ed i rallegramenti, a Lei ed a tutto il Consiglio, per una proficua e brillante attività, sento l’esigenza di richiederLe, così come già avvenuto da altri livelli, la composizione di una Giunta rispettosa dell’equilibrio di genere.
Le donne lucane oggi nella nostra regione sono fortemente dotate di competenze utili per pianificare l’azione di processi innovativi strettamente connessi alle risorse ed ai bisogni della popolazione secondo le caratteristiche e le peculiarità dei territori regionali. È per questo che forte può essere il loro apporto per la costruzione di strumenti di programmazione e di legislazione per il territorio regionale, così da garantire, attraverso il lavoro della Giunta Regionale, miglioramenti alla popolazione sulla base di priorità e di azioni di Smart Governance (Partecipazione), Smart Mobility (Trasporto ICT), Smart Economy (Competitività) Smart People (Capitale Umano e Sociale), Smart Environment (Risorse Naturali), Smart Living (Qualità della vita strettamente connessa alle Politiche Sociali, alle Politiche di Genere, alle Politiche formative ed alle Pari Opportunità, non solo per le donne, ma per tutti) […] .
Il fatto è che le donne della Basilicata da anni offrono, dai vari mondi di appartenenza in cui operano, anche all’Amministrazione Regionale, elementi utili perché venga adottata e messa in pratica una visione di politica regionale ampia ed articolata, pienamente rispettosa delle diversità e fortemente inclusiva, che si pone quale base necessaria, perché si progettino e concretizzino percorsi di co-progettazione degni di una regione avanzata ed intelligente.
Pensavamo che livelli così alti di preparazione ed impegno delle donne lucane e della società in genere avessero cancellato gli “egoismi” degli uomini lucani, che ancora portano all’espressione del “voto secco maschile” ed al superamento dei limiti e degli “egoismi” femminili, per cui le donne non votano le donne.
Ci siamo sbagliate!
Infatti, le recenti Elezioni Regionali del 24 marzo 2019, per come osservato da vari livelli, ci dimostrano che i cittadini e le cittadine lucane non consentono ancora che le Istituzioni si aprano all’azione “politica/istituzionale” delle donne in gran parte inascoltate per il passato e che rimarranno tali anche in prossimo futuro.
Infatti, nonostante l’art. 6 dello Statuto Regionale della Basilicata, dal titolo “Parità di genere”, recita “[…] La Regione valorizza la rappresentanza dei due generi e promuove il diritto alle pari opportunità. […] La Regione rimuove ogni discriminazione che impedisce la parità delle donne e degli uomini nella vita sociale, culturale, politica, […]” e nonostante la Legge Elettorale regionale 2018, n.20, che ha offerto la possibilità della doppia preferenza per garantire democrazia paritaria nella vita istituzionale lucana, assicurando la rappresentanza dei due generi e la promozione dei diritti alla pari opportunità e che ha portato ad un gran numero di candidate nelle varie liste, ci troviamo con un esito elettorale, che esprime una sola donna in Consiglio Regionale, Donatella Merra alla quale l’ANDE formula i più vivi e sentiti auguri per un lavoro utile e proficuo, elezione, però, che non colma il deficit di democrazia paritaria di cui la nostra regione continuerà a portare un primato a dir poco imbarazzante, considerando non solo le precedenti legislature, ed in particolare la passata legislatura regionale. 3 sono donne, che rappresentano così il 30%.
Primato che ci riporta, anche se a livello di elezioni comunali, alla competizione amministrativa del 1946, quando sulla base del Decreto Legislativo Luogotenenziale n.74 del 10 marzo 1946 “Norme per l’elezione dei Deputati all’Assemblea Costituente”, il voto in provincia di Potenza portò in Consiglio Comunale a Potenza una sola donna Dora Grimaldi Rossi e a Matera, sempre nel Consiglio Comunale, anche lì, ad una sola donna Teresa Vezzoso [ Nota tratta dal Progetto di Ricerca ANDE di Basilicata “La Democrazia Paritaria: da un diritto all’esercizio del voto].
A distanza di 73 anni e dopo la X legislatura regionale, che ha presentato il negativo primato di un Consiglio Regionale tutto al maschile, ci ritroviamo ancora con una sola donna eletta in Consiglio regionale, un primato imbarazzante ed altrettanto negativo, che potrà esser attenuato solo con la concretizzazione di un’effettiva parità nella Giunta regionale, che potrebbe esser garantita con una congrua presenza di persone del sesso sottorappresentato, così da cercare di recuperare, anche se in maniera molto riduttiva, il protagonismo, dall’interno dell’Istituzione Regione, di una coscienza democratica espressione delle voci delle donne.
È urgente, pertanto, che una volta sancita la proclamazione degli eletti, venga definita una Giunta Regionale quanto più possibile paritaria.
Dopo questa prima fase è, però, necessario, che la Legge elettorale della Regione Basilicata, che pure impone la doppia preferenza di genere, debba essere integrata con articoli volti ad assicurare nella Giunta i principi in materia di parità di genere, così come avviene a livello dei Comuni, grazie alla Legge Delrio, n. 5 del 7 aprile 2014, volta a garantire la presenza di entrambi i generi nelle Istituzioni, ed in particolare del sesso sottorappresentato.
Per ora, comunque, è urgente costruire una Giunta paritaria, per poi procedere, ripeto, ad una riforma della stessa Legge Elettorale, richieste questa, che l’ANDE è sicura saranno applicate, con la volontà da parte del Governatore Vito Bardi, di assicurare l’integrazione della dimensione di genere, quale “strategia volta a realizzare l’uguaglianza di genere”.
Infatti, l’integrazione della dimensione di genere, e cioè del punto di vista delle donne, va assicurata in tutti gli interventi regionali, siano essi di preparazione, definizione, attuazione, controllo e valutazione delle politiche, dei provvedimenti normativi e dei programmi di spesa.
E per questo che tutta la macchina amministrativa regionale, rinnovata o meno, anche attraverso funzionari e dipendenti pubblici, dovrà, per come già fatto in passato, esser invitata a tenere conto degli aspetti e delle politiche di genere nelle attività e responsabilità quotidiane, per poter definire, pianificare, metter in atto, monitorare e valutare, secondo una dimensione di genere, tutte le fasi della politica di sviluppo e di attuazione, anche attraverso l’ausilio dell’accesso ad informazioni, alle banche dati, cioè a strumenti, metodi, buone pratiche, leggi, politiche, manuali, studi ed altro ancora, in tutto questo gli Organismi di Parità regionali, i Sindacati, il vivace Associazionismo femminile lucano potranno essere di indirizzo e di suggerimento.
Per come ho già detto, in altra occasione si tratta di una richiesta di Giunta paritaria, che, ancor prima di arrivare ad un ricorso al TAR, in attesa, peraltro, di una modifica ed integrazione della Legge Elettorale regionale, è un’azione positiva che va percorsa e dalla quale non si può prescindere, azione positiva che ha già trovato in miei precedenti atti di Consigliera Regionale di Parità (luglio 2007 - ottobre 2016) una attenta e continua azione di richiesta di modifica delle Giunte monogenere e/o non paritarie, azione questa anche condotta dall’Associazione ANDE in Basilicata, come in altre regioni italiane. Oggi la richiesta per una Giunta paritaria regionale rientra a pieno titolo non solo nell’ambito di quel diritto antidiscriminatorio, che va applicato di certo a tutti i livelli, ma anche sostenendo le donne e gli uomini in un impegno globale per la democrazia paritaria per quell’indispensabile cambiamento, tale da arrivare alla parità di genere. Fondamentale a tale proposito le azioni non solo dei partiti e delle Istituzioni, di chi ha responsabilità pubblica, ma anche della cultura, dell’Università, di tutte le cittadine ed i cittadini, che hanno diritto di voto, della Scuola e, a tale proposito, ricordo qualche indispensabile indicazione di una Road Map, già a suo tempo presentata, per la democrazia paritaria, che ricordava e vuole ricordare “[…] la necessità:
• che la Scuola, l’Università e le famiglie favoriscano, tra ragazzi e ragazze, relazioni nel pieno rispetto dell’inclusione, dell’integrazione, della coniugazione delle diversità per lo sviluppo di un pensiero critico rispettoso delle differenze;
• che, partendo dalla formazione delle/dei docenti, s’introduca l’educazione e la prospettiva di genere, così da promuovere il rispetto delle identità ed il superamento degli stereotipi sessisti anche in applicazione dei principi costituzionali di pari dignità e di non discriminazione di tanti articoli della nostra Costituzione;
• che si assicurino più donne nel governo degli Enti locali attraverso un’attività dei Partiti e delle Istituzioni, impegnati ad affermare il valore dell’eguaglianza ed un’attività non discriminatoria, così da favorire il riconoscimento della cittadinanza politica ed istituzionale delle donne.
• Che vengano coinvolti gli uomini ed i ragazzi in un impegno globale, per come richiesto dalla Campagna HeForShe, in quanto l’emancipazione delle donne si raggiunge valorizzando, tra gli attori principali, anche la controparte maschile”
È evidente, ripeto, che la legislazione e le Azioni Positive legate ai temi sopracitati, sono fondamentali per la vita di una Regione/Comunità e devono essere declinati in ottica di genere, così da affermare il valore dell’eguaglianza nella Giunta della Regione Basilicata, valore a cui senz’altro Lei come Governatore, darà il Suo significativo apporto, in maniera tale che anche ad altri livelli, con un significativo cambio di mentalità, si superino posizioni di svantaggio per le donne nelle Istituzioni.
A tale proposito, nel chiudere questo intervento, non posso non segnalare il deficit di democrazia paritaria, che si ritrova anche negli esiti delle recenti elezioni di rinnovo dei due Consigli Provinciali di Potenza e Matera. Infatti, il Consiglio Provinciale potentino è composto da 12 Consiglieri eletti di cui soltanto 3 sono donne e rappresentano circa il 25%, mentre il Consiglio Provinciale di Matera è composto da 10 Consiglieri dei quali sempre soltanto 3 sono donne e rappresentano il 30%. Quindi, anche in questi due Consigli provinciali, ‘pur presentandosi una situazione leggermente migliore, si evidenzia una grave mancanza dei principi di parità.
Insomma, c’è tanto da lavorare…

Maria Anna Fanelli
Consigliera Nazionale
Presidente A.N.D.E. Potenza



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