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La voce della Politica

''A Tempa Rossa hanno perso tutti, sindacati e politica''

30/10/2018

Mi dimetto da responsabile UGL per il sito di Tempa Rossa perché è inaccettabile che dopo tutti questi anni di accordi, convenzioni e protocolli tra istituzioni, parti sociali e Total il risultato sia la precarizzazione costante dei contratti e la colonizzazione di manodopera esterna, extraregionale e spesso straniera. Ricatti occupazionali diventati regola per emarginare ogni rivendicazione territoriale, per sedare ogni protesta, tutto con il benestare della politica e dei sindacati. Mentre l’UGL cresce in altre realtà italiane qui in Basilicata evita accuratamente ogni dissidio con i poteri forti, medesimo atteggiamento anche da parte delle varie forze politiche di centrodestra ad essa collegate. Finte opposizioni su tutti i livelli intanto Corleto Perticara al pari di Gorgoglione e Guardia Perticara, continua a spopolarsi, ad essere disinformate sui loro diritti lavorativi ed ambientali, ed i poveri sono stati contrapposti ai poveri, facendo diventare il petrolio un fattore di divisione sociale. L’unica alternativa per contare qualcosa nella propria terra sono i comitati civici locali, ove racchiudere esperienze e storie personali di chi non ha paura di denunciare, contenitori dal quale tenere lontane spie e doppiogiochisti. Tempa Rossa è servita alla politica per distribuire favori a pochi “eletti”, il ricorso esteso alle agenzie interinali ha deregolamentato pericolosamente il mercato del lavoro nel sito petrolifero sfavorendo pesantemente le comunità locali a facendo diventare l’affare petrolifero un business per pochi privati nonostante le risorse minerarie fossero statali. Un tradimento di massa, con la politica che pensa alla propria elezione ed i sindacati che non sanno neanche più dove stanno di casa i valori sindacali ed i diritti dei lavoratori. Occorre denunciare e discutere questi problemi, le collusioni e le finte opposizioni sono il segnale di una corruzione morale ormai dilagante ed insostenibile, e gli amministratori locali che lavorano nell’indotto petrolifero dovrebbero per lo meno essere censiti perché la comunità ha il diritto di sapere preventivamente quali sono le situazioni di potenziale incompatibilità o conflitto d’interesse di chi usa la politica per assicurarsi un contratto di lavoro durevole alla faccia delle pari opportunità. Gli accordi di quest’ultimo decennio in materia di assunzione nell’indotto petrolifero sono stati sistematica violati o disattesi, con il benestare di tutta la classe politica, di maggioranza e di opposizione, colpe senza responsabilità, errori senza colpevoli, pene senza condanna, occorre non permettere ai vari complici del disastro Tempa Rossa di non riciclarsi in comitati o liste civiche, ne vale la credibilità del territorio.


Rocco Magaldi, ex responsabile UGL per Tempa Rossa


nella foto grande presidio odierno dei lavoratori dell'indotto. i lavoratori chiedono un incontro urgente in prefettura.



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