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La voce della Politica

Lettera aperta al direttore della Nuova del Sud.

12/09/2010


Di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani
Caro Mimmo,
provo a seguire il filo del tuo ragionamento e mi chiedo se siano i numeri a stabilire se una decisione sia sensata e presa nell’interesse della collettività. Negli anni ’20 e ’30 gli antifascisti non erano tantissimi e molti di coloro che si opponevano al regime venivano spediti al confino, alcuni di questi anche nella nostra terra. Ora, premesso che i Radicali, il sottoscritto ed Elisabetta Zamparutti hanno aderito e non organizzato la manifestazione, alla quale aderirei altre cento volte, consentimi di affermare che il tuo argomentare presenta più di qualche falla. Al di là del numero di coloro che hanno aderito alla marcia, c’è il merito delle questioni sollevate. E’ stato sensato consentire estrazioni petrolifere in prossimità di invasi, di corsi d’acqua, di parchi, in un territorio delicatissimo dal punto di vista idrogeologico? I monitoraggi nella Val D’Agri sono stati adeguati in questi anni? Sono queste le domande alle quali dobbiamo dare una risposta. Scendere in piazza in una mattinata uggiosa e feriale, sotto la pioggia, non è facile. Il numero dei favorevoli e dei contrari non da necessariamente ragione al sindaco di Marsicovetere e torto al solitario consigliere Mazziotta. Se così fosse si potrebbe affermare che le folle di piazza Venezia davano ragione a Benito Mussolini. Si discuta nel merito della decisione e non del numero di coloro che la sostengono. Se il Parlamento dovesse votare anche all’unanimità a favore della legge bavaglio, questo non farebbe di quella legge una buona legge, una decisione degna di uno stato che voglia definirsi democratico. Il voto favorevole del Consiglio comunale di Villa d’Agri e la mancata partecipazione dei cittadini della valle alla manifestazione di venerdì scorso non trasformano una decisione scellerata in una perla di saggezza. Così come la mancata attuazione del protocollo d’intenti tra Eni e Regione o l’assenza di seri studi epidemiologici non diventano un fatto positivo solo perché mai nessuno ha organizzato un’oceanica manifestazione di piazza. I cittadini della valle sono rassegnati e forse abituati a subire le decisioni imposte dall’alto, ma questo non cancella, non può cancellare, 12 anni di mancata attuazione degli accordi stipulati con l’Eni, il saccheggio della nostra terra, gli avvelenamenti, la presenza di pozzi in prossimità di dighe e sorgenti, in zone a rischio frana, i mancati monitoraggi e l’aumento esponenziale nell’area della Val D’Agri dell’incidenza delle malattie tumorali. Ally2 è un simbolo. Il pozzo vicino all’ospedale sta a simboleggiare il disprezzo che in tutti questi anni si è avuto nei confronti di una popolazione che, d’accordo o meno, sta pagando a caro prezzo l’incapacità di reagire adeguatamente. Non sempre le maggioranze, anche bulgare, hanno ragione e non sempre le minoranze hanno torto. Personalmente tornerei a marciare anche in compagnia del solo Ulderico. Guai se rinunciassimo ad esprimere anche un dissenso inespresso e che a volte, anche per paura, resta solo chiacchiericcio di bar e di piazza. In ogni caso, una sessantina di persone che marciano sotto la pioggia di un’uggiosa giornata feriale sono, a mio avviso, un fatto eccezionale, soprattutto se consideriamo gli interessi in ballo e la forza con la quale ci stiamo scontrando. Infine, vorrei ricordarti l’eccezionale convegno del 24 agosto, dove in una sala stracolma si è parlato di quella strage di legalità che, per dirla con Marco Pannella, ha sempre per corollario, nella storia, la strage di popoli. Caro Mimmo, non so tu, ma io nelle piazze, e quotidianamente, percepisco un dissenso montante, che troppo spesso non riesce ad esprimersi in reazione pubblica. Siamo quattro gatti ostaggio di enormi interessi. Il vero dramma è che siamo diventati il costo che qualcuno è disposto a pagare.



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