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La voce della Politica
| CD di Basilicata su nuova organizzazione e situazione politica |
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16/11/2016 | La nuova fase costituente di Centro Democratico in Basilicata, non poteva non partire in un momento cosi delicato e vitale per il futuro della nostra Regione.
Ci sono questioni che necessariamente devono essere il fulcro di occasioni di dibattito e di approfondimento che il pensiero unico dell’ex partito regione, non è più in grado di canalizzare da solo verso un ragionamento che faccia necessariamente sintesi delle criticità istituzionali ed amministrative.
Partendo da queste considerazioni, si è insediato il nuovo Coordinamento Regionale di Centro Democratico (Antonio Autilio, Massimo Macchia, Luigi Scaglione e Pasquale Stella Brienza) che darà seguito alle indicazioni del Presidente Nazionale Bruno Tabacci ed al Vice Segretario Nazionale Vicario, Angelo Sanza, di attivare le rappresentanze locali attraverso la costituzione dei Comitati di Zona e la continuità delle attività politiche a livello provinciale affidate per il potentino a Massimo Macchia e per il Materano a Pasquale Stella Brienza. Mentre per i due Comitati Cittadini si procederà rapidamente alla individuazione dei componenti i rispettivi Comitati.
Nel solco della ridefinizione di una intesa dell’area di Centrosinistra, le prossime scadenze elettorali sono il banco di prova di una necessaria verifica della tenuta di una coalizione che in quanto tale garantisca la pari dignità tra le forze che compongono una coalizione e che contestualmente immagini una legge elettorale a livello nazionale e regionale che proietti questo schema al fine di dare solidità alle azioni di Governo che vengono messe in campo.
Appare altresì limitante delle potenzialità di un governo regionale forte ed autorevole, anche la presenza ed il relativo sostegno di battitori liberi che immaginano di essere alternativi pur lavorando dentro un consesso di governo.
Un forte stimolo, a detta di Centro Democratico, potrà venire dalla ricostituzione di un’area moderata e di Centro che rivedendosi nei principi di un piano di programma e di governo rinnovato sappia diventare elemento di coagulo e non di contrapposizione strumentale e capace altresì di limitare le tentazioni di chi gioca al rialzo per calcoli personali. E in questa prospettiva locale e nazionale lavoreremo nelle prossime settimane.
Le politiche sociali, quelle di difesa del sistema sanitario regionale con le sue specificità tipiche dei distretti locali e la conferma dei punti specialistici, l’abbattimento della spesa improduttiva che favorisca gli investimenti e non la spesa corrente come opportunamente è stato sostenuto nelle ultime intese Regione-Governo, la riorganizzazione di una struttura che guidi la Programmazione e gestisca il Bilancio regionale secondo lo schema di una nuova dinamica di sviluppo condiviso e partecipato e non più solo locale sono solo alcuni dei punti cardine del progetto di rilancio delle politiche regionali. E poi una necessaria e maggiore condivisione con i partner della coalizione dall’inizio della legislatura, proprio su queste materie, non sarebbe stata una ennesima occasione persa.
Ben oltre lo scontro fratricida sul referendum e sulle questioni di bottega che non possono inficiare lo sforzo amministrativo da rilanciare.
In questo contesto, continua Centro Democratico di Basilicata, la crisi delle due città capoluogo appare irreversibile.
Ne prendano atto tutti gli interlocutori. E se mentre a Matera l’area di Centro-sinistra ha fatto una scelta coerente tenendo ben differenziato il suo ruolo da quello della confusa maggioranza di governo, a Potenza continua lo stillicidio di un Governo confuso ed arraffazzonato, frutto di mediazioni tra i vertici di quella sinistra Pd che oggi dileggia i suoi avversari a livello nazionale e che a Potenza fa quello che a Roma contesta e quell’area di mezzo che rischia di essere spazzata via a causa della improvvisazione su provvedimenti e momenti di gestione.
A Matera si rischia di perdere la grande occasione di una rinata voglia di protagonismo culturale, sociale ed economico di cui deve giovarsi tutta la Regione.
A Potenza, si rischia l’implosione per il caos nel settore traffico, trasporti, lavori pubblici, raccolta differenziata e non ultimo (visto che finalmente anche le componenti delle commissioni pari opportunità lo hanno rilevato) per i numeri dei suoi componenti e delle rappresentanze di genere.
Si naviga a vista, senza una idea concettuale di comunità politica dove non basta una festa di Capodanno in piazza a ridare vita e vitalità al sogno di rinascita dei centri urbani lucani.
Ora è il momento della svolta e l’area di Centro non può restare inerme.
Il Coordinamento Regionale
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