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Speranza: 'Piccolo segnale, ma siamo ancora nel pieno della bufera'

24/03/2020



“Auspichiamo di avere tempi brevi, ma il grosso delle misure previste fino al 3 aprile probabilmente verrà confermato. Stiamo vedendo un rallentamento ma i numeri indicano che siamo ancora nel pieno della bufera”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza durante la trasmissione di LA7 “Di Martedì”. I dati sui contagi degli ultimi giorni stanno evidenziando un rallentamento dell’ascesa della curva, ma il numero delle vittime resta purtroppo altissimo. “Credo che prima di esprimerci su questi dati sia necessario attendere 7 o 8 giorni, ma per continuare ad avere risultati dobbiamo continuare a rispettare queste restrizioni. Sappiamo che gli italiani stanno facendo enormi sacrifici, ma se guardiamo anche gli altri paesi, e adesso anche la Gran Bretagna, ci accorgiamo che hanno adottato le nostre stesse misure e questo significa che non c’è altra soluzione”. “Vediamo qualche piccolissimo segnale, ma non bisogna assolutamente abbassare la guardia. Ogni scelta fatta dal Governo è concordata con un Comitato Tecnico Scientifico, spero che queste misure diano i frutti che ci aspettiamo. Un primo cambiamento si intravede, ma bisogna continuare in questa direzione”. “Il virus – ha concluso il ministro – attacca persone di tutte le fasce di età e la differenza la fanno le condizioni iniziali, nessuno è immune e questo ormai è chiaro ai nostri studiosi. Ma una vita, giovane o anziana che sia, è sempre una vita e bisogna difenderla. Adesso, da 5 mila, siamo arrivati a 8300 posti letto in terapia intensiva, ma non basta il lavoro che si fa nelle strutture sanitarie ma abbiamo bisogno di fare più contenimento. I nostri scienziati stanno studiando tante ipotesi, compresi rientri alla normalità calibrati in base alle fasce d’età, ma queste valutazioni sono premature e riguardano una fase successiva, di uscita, in cui ancora non ci troviamo”.

Gianfranco Aurilio lasiritide.it



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