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Trasporti, il disagio dei pendolari lucani. Il caso delle coincidenze a Policoro

23/09/2026



Il tema dei disservizi nel trasporto pubblico lucano torna al centro dell’attenzione. Nei giorni scorsi una docente pendolare sulla tratta Potenza-Melfi ha inviato un formale reclamo alla Direzione Regionale di Trenitalia, denunciando cancellazioni, ritardi e difficoltà organizzative a pochi giorni dalla riattivazione della linea, rimasta sospesa per oltre un anno. Nel suo caso, i problemi hanno avuto conseguenze dirette sulla possibilità di raggiungere in orario i due istituti scolastici nei quali presta servizio. Una vicenda che si inserisce in un quadro più ampio, nel quale a pesare non sono soltanto ritardi e cancellazioni, ma anche coincidenze difficili da rispettare e collegamenti che, per chi deve spostarsi per motivi di lavoro, studio o salute, diventano essenziali. È quanto racconta Maddalena, che segnala da tempo le difficoltà incontrate negli spostamenti da e verso Policoro. In un messaggio dello scorso 12 settembre, la viaggiatrice racconta di essere arrivata a Policoro alle 15.39 e di non aver più trovato la coincidenza prevista, lamentando anche il fatto che, a suo dire, alcuni mezzi partirebbero prima dell’orario indicato. «E come sempre vanno anche via prima dell'orario», scrive Maddalena, spiegando di essere arrivata a Policoro quando la corsa era già partita e di non averla più incontrata lungo il percorso. Una situazione che, secondo il suo racconto, non rappresenterebbe un episodio isolato. Il problema assume però un peso ancora maggiore quando il viaggio è legato a esigenze sanitarie. «E così succede con i farmaci», scrive la donna, sottolineando le difficoltà nel garantire la continuità delle proprie necessità di cura. Nel suo messaggio parla di «un mese senza farmaci salva vita», collegando direttamente le difficoltà di trasporto alla possibilità di procurarsi medicinali indispensabili. Ma le criticità, racconta Maddalena, iniziano già nelle prime ore del mattino. Per raggiungere Policoro è necessario prendere un autobus da Senise alle 5 del mattino, con arrivo previsto intorno alle 6. Da quel momento comincia una lunga attesa prima della coincidenza successiva. «La problematica è anche la mattina: prendere un bus da Senise alle 5 per arrivare a Policoro alle 6 e poi stare in un terminal al degrado e senza vigilanza», racconta la viaggiatrice.


Un’attesa che può durare circa 45 minuti, in particolare per chi deve aspettare l’arrivo del collegamento InterSaj. Una situazione che, secondo Maddalena, diventa particolarmente pesante durante i mesi invernali, quando l’attesa nelle prime ore del giorno avviene in condizioni che la donna considera poco rassicuranti. «In inverno fa paura per chi deve sostare lì tre quarti d’ora», racconta. A rendere ancora più complicata la situazione è la mancanza, per chi arriva da Senise e dai comuni dell’area, di collegamenti alternativi adeguati verso Bari. «Noi non abbiamo mezzi per raggiungere Bari», sottolinea Maddalena, spiegando che nel suo caso gli spostamenti sono legati anche a motivi di salute. Già il 29 maggio 2025 la donna aveva rivolto una richiesta alla compagnia di trasporto, chiedendo di modificare di almeno dieci minuti l’orario della corsa estiva delle 15.40 sulla tratta Policoro-Senise, che attraversa anche Valsinni e San Giorgio. L’obiettivo era consentire a chi arriva con un autobus InterSaj di poter effettuare la coincidenza. Una richiesta motivata non soltanto da esigenze personali.


Nel messaggio Maddalena evidenziava infatti come la modifica dell’orario avrebbe potuto aiutare anche «chi viaggia per studio o lavoro», ricordando inoltre che, per raggiungere Bari, le alternative disponibili sono limitate. Il racconto mette così in evidenza una serie di difficoltà che, sommate tra loro, possono trasformare un normale spostamento in un percorso fatto di partenze all’alba, attese, coincidenze da rincorrere e poche alternative in caso di imprevisto. Nel caso di chi deve raggiungere una struttura sanitaria o procurarsi farmaci, il problema assume una dimensione ancora più delicata. Un collegamento perso può significare dover rinviare un appuntamento, affrontare ulteriori chilometri in auto o chiedere aiuto a familiari e conoscenti.


La testimonianza di Maddalena aggiunge quindi un’altra dimensione al disagio dei pendolari lucani: non soltanto l’affidabilità degli orari, ma anche le condizioni dei luoghi di attesa e la possibilità concreta di muoversi nelle prime ore del giorno, soprattutto quando non esistono collegamenti alternativi.


Due testimonianze diverse, quella della docente pendolare sulla Potenza-Melfi e quella di Maddalena, che segnala le difficoltà nei collegamenti con Policoro, raccontano così lo stesso problema da prospettive differenti: per chi utilizza quotidianamente il trasporto pubblico, puntualità, coincidenze, sicurezza dei luoghi di attesa e disponibilità di collegamenti non sono dettagli, ma condizioni necessarie per poter lavorare, studiare e accedere ai servizi essenziali.


E per chi, come Maddalena, deve percorrere chilometri per motivi di salute, un sistema di trasporto poco coordinato può diventare una difficoltà che va ben oltre il semplice disagio di viaggio.


 


lasiritide.it




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