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Il cardiochirurgo lucano Giuseppe Lauria protagonista di un intervento eseguito per la prima volta al mondo

26/02/2026



Presso il Centre Hospitalier Régional Universitaire de Nancy (CHRU di Nancy) è stato realizzato, per la prima volta al mondo, un intervento innovativo basato sulla sincronizzazione di due defibrillatori impiantabili, aprendo nuove prospettive nel trattamento dei pazienti ad alto rischio di morte cardiaca improvvisa. La notizia ha attirato l’attenzione dei media internazionali, portando alla ribalta anche la Basilicata. Tra i protagonisti di questo importante risultato figura il dott. Giuseppe Lauria, cardiochirurgo originario di Sarconi (Potenza), oggi professionista affermato in Francia e riconosciuto per l’elevato profilo scientifico e clinico. Il paziente, un uomo di 71 anni, era portatore di un dispositivo intracardiaco bicamerale con funzione combinata di pacemaker e defibrillatore (ICD). La componente dedicata alla defibrillazione risultava malfunzionante, esponendolo a un elevato rischio aritmico. La sostituzione tradizionale del sistema avrebbe comportato rischi significativi, legati alla presenza di elettrocateteri già impiantati e a un quadro clinico complesso. Di fronte a questa criticità, l’équipe multidisciplinare del CHRU di Nancy ha sviluppato una soluzione mai sperimentata prima: mantenere il dispositivo intracardiaco esistente per la funzione di stimolazione, associare un defibrillatore extravascolare e configurare i due sistemi affinché operassero in modo sincronizzato e coordinato. Questa strategia ha consentito di evitare l’estrazione ad alto rischio del sistema originario, riducendo l’invasività della procedura e garantendo una protezione efficace contro le aritmie ventricolari maligne. L’intervento è stato realizzato grazie alla collaborazione tra specialisti di diverse discipline: Mathieu Echivard, elettrofisiologo; Luc Freysz, cardiologo e, per l’appunto, il cardiochirurgo Giuseppe Lauria. L’approccio integrato tra elettrofisiologia, cardiologia clinica e cardiochirurgia ha permesso di individuare una soluzione personalizzata, trasformando una criticità tecnica in un’opportunità terapeutica concreta. Questo risultato testimonia come l’investimento in ricerca clinica, innovazione tecnologica e lavoro multidisciplinare possa tradursi in risposte efficaci per i pazienti più fragili, rafforzando il dialogo tra eccellenze internazionali e competenze professionali con radici italiane.


Classe 1983, 42 anni, il dott. Lauria lavora in Francia in uno dei centri di medicina di massima eccellenza.


“Mi sono laureato all’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, dove ho poi frequentato per cinque anni la specializzazione in cardiochirurgia. Successivamente ho lavorato a Brescia e poi a Parigi, un’esperienza che ha segnato una svolta nella mia carriera. Da lì mi sono trasferito a Nancy, dove mi è stato chiesto di restare e sono stato rapidamente titolarizzato. In Francia i cardiochirurghi titolari sono selezionati tramite concorso nazionale ed entrare stabilmente nel sistema è stato per me un grande traguardo professionale. Da sette anni lavoro presso il Policlinico Universitario di Nancy, un centro all’avanguardia che ci ha permesso di eseguire interventi di elevata complessità come quest’ultimo, risultato il primo al mondo”.


Nonostante la carriera internazionale, il legame con la propria terra resta forte: “Amo profondamente la mia terra e, per motivi affettivi, torno spesso nella mia regione e nella mia cittadina natale, Sarconi. Purtroppo non posso fare a meno di notare un certo immobilismo a livello istituzionale, con la sensazione che poco si muova. Le idee e i giovani con potenziale non mancano ma devono essere messi nelle condizioni di agire e ricevere un supporto concreto”. E sull’intervento che lo ha visto protagonista aggiunge:


“La soddisfazione più grande? Dare un’alternativa alle famiglie che soffrono e offrire una possibilità concreta quando sembrava non essercene più”. Un traguardo che segna una nuova pagina nella storia della cardiologia interventistica e che rappresenta motivo di orgoglio per la Basilicata, terra che continua a esprimere professionisti capaci di distinguersi a livello internazionale e di diventare esempio per le nuove generazioni.


 


Carlino La Grotta




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