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Siccità, Basilicata nel livello di criticità 2. Anche San Chirico Nuovo dichiara lo stato di calamità naturale

10/07/2024



Anche il Comune di San Chirico Nuovo ha dichiarato lo stato di calamità naturale per la gravissima siccità, un’emergenza che tiene stretta nella morsa l’intera Regione e non accenna a placarsi: tanto che, attualmente, la Basilicata si trova in un livello di criticità 2 che è molto alto se consideriamo che il peggiore è quello 1. L’assenza di precipitazioni e le perdite delle reti idriche stanno lasciando a secco i rubinetti dei lucani, con gravi conseguenze anche per il settore agricolo e dell’allevamento. Gli invasi continuano a registrare livelli minimi, cui bisogna aggiungere anche una diminuzione dell’erogazione da parte del Consorzio di Bonifica. Di fatti a San Chirico Nuovo è stato deciso di deliberare lo stato di calamità proprio per “la perdurante siccità in cui versa l’intero territorio comunale”. A renderlo noto è stata la sindaca Rossella Baldassare, attraverso un post pubblicato sul suo profilo social. “Anche l'amministrazione comunale di San Chirico Nuovo - ha scritto la prima cittadina, appena eletta per il secondo mandato di fila - con la delibera di Giunta n. 56 del 4 luglio 2024, ha dichiarato lo stato di calamità naturale per la perdurante siccità in cui versa l'intero territorio comunale, chiedendo, altresì, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno e alla Regione Basilicata, ognuno per la sua competenza, la dichiarazione dello stato di calamità con l'applicazione della deroga al D.lgs 102/2004 per salvaguardare allevamenti e produzioni agricole, nonché indennizzi e sostegni economici alle aziende agricole che hanno subìto danni dalla siccità”. Ad inizio di questo mese di luglio, al termine di un tavolo tecnico cui, oltre alla Regione, erano seduti rappresentanti delle prefetture, della protezione civile, delle aziende sanitarie, di Acquedotto lucano e del consorzio di bonifica, Acque del Sud e l'Autorità di bacino - al cui osservatorio è stato chiesto di “valutare con ogni urgenza i dati forniti per la dichiarazione di severità idrica” - è stato deciso che la stessa Regione Basilicata inviasse al Dipartimento nazionale della protezione civile “una richiesta articolata e motivata” per “dichiarare lo stato di emergenza” causato dalla siccità e dalla limitata quantità di acqua nelle dighe lucane, con l'auspicio che “tale percorso sia breve”.


Lo scorso 19 giungo, le gravi difficoltà di approvvigionamento erano state confermate anche da Acquedotto Lucano. Nello stesso periodo anche Potenza ha affrontato gravi disagi per la mancanza di acqua in diverse zone della città. A dichiarare lo stato di emergenza hanno già provveduto i comuni di Pisticci, Policoro, Acerenza e, oggi, anche Scanzano Jonico. Abbiamo approfondito la questione con Rossella Baldassarre, sindaca di San Chirico Nuovo.



Anche a San Chirico Nuovo vi trovate in grossa difficoltà?


Assolutamente sì. Ieri pomeriggio abbiamo avuto un incontro con Egrib, il direttivo Anci ed il direttore di Acquedotto Lucano, Andretta. Quest’ultimo ci ha riferito di come le difficoltà siano effettivamente tante e siamo al livello di criticità 2, che è molto alto visto che il più grave è il livello 1. Per questo ci è stato chiesto di intervenire con un'ordinanza e noi lo avevamo fatto subito. La situazione della diga della Camastra è difficile: è vero che non funzionano le pompe, ma è altrettanto vero che non arriva acque dalle sorgenti e non dipende unicamente dalla dispersione, ma soprattutto dalla totale assenza di piogge. Noi sindaci dobbiamo attivarci contro gli sprechi.


Nell’ordinanza avevate disposto questo?


Sì, certo. Avevamo chiesto che l’acqua potabile venisse usata unicamente per scopi di sussistenza ed igienico sanitario e non per innaffiare giardini o per lavare le auto. Inoltre, abbiamo anche indicato dove attingere per piante o orti. Ma le difficoltà si evincono anche semplicemente guardando le acque sorgive che sgorgano dalle fontane disseminate per il paese.


Cosa chiedete a Regione ed esecutivo nazionale?


Dalla Regione ci aspettiamo innanzitutto che faccia la sua parte, facendosi portavoce del problema. La formazione della Giunta sicuramente è fondamentale per farci sentire a livello nazionale, ma anche noi sindaci dobbiamo collaborare. Dopodiché, sono certamente necessari dei massicci interventi lungo la rete idrica magari sfruttando le risorse previste dal Pnrr o da altri strumenti finanziari. Sappiamo bene come la dispersione abbia raggiunto circa il 60 per cento, per cui non basta più, per intenderci, la semplice riparazione del tubo rotto ma dobbiamo andare oltre. Nella fattispecie, lo schema Basento-Agri-Camastra, di cui fa parte San Chirico Nuovo assieme ad altri 70 comuni, è quello che sta soffrendo di più tanto che non raggiungiamo più la portata prevista di 40 milioni di metri cubi l’anno. Ci vuole anche resilienza da parte dei cittadini e siamo partiti in questa campagna di sensibilizzazione.


La formazione tardiva della Giunta regionale è un problema o c’è il tempo per reagire? Diciamo che è un problema che non nasce adesso. In questo momento c’è la siccità ma fra qualche mese arriveranno i nubifragi. La mancata programmazione non è certo di oggi, nè di ieri ma bisognava farla parecchi anni fa: stiamo rincorrendo le situazioni, quando invece avremmo dovuto programmare.


Avete già fatto una stima dei danni?


Ancora è presto, già sappiamo che la produzione più colpita, ovvero quella del grano, è crollata ma la mietitura è ancora in corso. Da noi ci sono aziende agricole a conduzione familiare in grande difficoltà che devono anche fronteggiare i cinghiali. Il settore, purtroppo, sta davvero soffrendo tanto.


 


Gianfranco Aurilio


Lasiritide.it




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