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La produzione cinematografica in Basilicata prima e dopo il coronavirus. Intervista a Franco Campagna

20/05/2020



La produzione cinematografica è di fatto diventata, negli ultimi anni, una realtà economico-produttiva di assoluto risalto in Basilicata. L’attenzione dell’industria cinematografica per la nostra regione ha infatti senz’altro aumentato i suoi profitti interni. Ma a cosa si deve il merito di un tale rinvigorimento della produzione cinematografica in Basilicata? Certamente parte del riconoscimento va attributo alla professionalità e alla competenza di alcuni esperti del settore come Franco Campagna, talentuoso location manager originario di Montalbano Jonico.
Franco Campagna si laurea in Scienze della Comunicazione presso La Sapienza di Roma ed è proprio a Roma che inizia la sua attività nell’industria cinematografica. Dopo i primi anni di lavoro nella capitale e nonostante il suo riconoscimento a livello nazionale ed internazionale, il forte legame con la sua terra e la volontà di mettere la sua professionalità a servizio del suo territorio, spingono il Dottor Campagna a rientrare nella sua terra d’origine e ad affermarsi come importante punto di riferimento per la Basilicata, nel mondo del cinema.
Ho avuto il piacere di porre alcune domande a Franco Campagna il quale, nell’intervista che segue, ci offre un quadro della situazione dell’industria cinematografica in Basilicata.


Negli ultimi anni l'industria cinematografica ha visto la sua massima fioritura in Basilicata. Quali sono stati secondo lei in questi ultimi anni, gli aspetti che hanno contribuito alla crescita sul territorio lucano di tale produzione?
Ci sono stati una serie di eventi concomitanti che hanno reso possibile questa attrattiva,la più influente negli ultimi anni è stata sicuramente la proclamazione di Matera Capitale della Cultura Europea 2019, amplificandone la visibilità a livello mondiale. Un altro fattore fondamentale per lo sviluppo cinematografico Lucano è dato delle diverse produzioni internazionali e non, che hanno scelto Matera e la Basilicata tutta come location, da King David di Bruce Beresford con Richard Gere, The Passiondi Mel Gibson, Ben Hur, Wonder Woman, Mary Magdalen di Garth Davis con Mara Rooney e Joaquin PPhoeni, fino a007 No Time to Die, ma anche storiche produzioni italiane come La Lupa, Il Vangelo secondo Matteo, Il Demonio ecc..fino ad arrivare a film italiani più o meno recenti come l’immancabile Basilicatacosttocost, Veloci come il vento di Matteo Rovere con Stefano Accorsi, Noi e la Giulia, Moschettieri del Re di Giovanni Veronesi, e infine anche le diverse fiction italiane girate sull’intero territorio regionale come ad esempio Sorelle, e Imma Tataranni. Credo, inoltre,abbiano avuto un ruolo molto importante anche una serie di misure politiche messe in atto quali ad esempio l'istituzione della Lucana Film Commission, dando alle produzioni dei punti di riferimento istituzionali su cui poter contare attraverso agevolazioni che vanno da finanziamenti all'individuazione di professionalità competenti sul territorio, riuscendo così a creare opportunità di lavoro.
E quali sono i punti di forza e di attrattiva della Basilicata rispetto all'interesse delle produzioni cinematografiche italiane ed estere?
La Basilicata si è sempre caratterizzata per essere un territorio inesplorato, ed il più delle volte sottovalutato, sia paesaggisticamente che a livello di opportunità. Solo negli ultimi anni, le diverse sfaccettature Lucane hanno prevalso sui cliquè che la legavano solo a limitati settori, mostrando al mondo intero l’unicità architettonica dei Sassi di Matera e di altri borghi come Castelmezzano Pietrapertosa, Craco e quella paesaggistica incarnata dai Parchi Nazionali e Regionali, da quello dei Calanchi al Pollino, Sirino, Gallipoli Cognato, Vulture fino al Vulturino. Senza dimenticare l’affaccio sui due mari, i fiumi i laghi e le dighe. Insomma, le attrazioni sono tante per tutte le esigenze, ma oltre a questo, quello che ha permesso alle produzioni cinematografiche di arrivare in Basilicata sono stati i finanziamenti e benefit di vario genere gestiti dalla Lucana Film Commission, destinati alle produzioni che investono sul territorio Lucano, dando la possibilità di risparmiare sui costi primari come ad esempio vitto e alloggio per l’intera troupe.
Il Covid-19 ha imposto la sospensione di tutti i set in atto ed in partenza. Le chiedo, Dottor Campagna, se causa corona virus, sono state bloccate produzioni televisive o cinematografiche in Basilicata e se ci sarà secondo lei una ripresa delle stesse.
Personalmente, prima dell’emergenza Covid-19, ero impegnato a Roma su un set internazionale molto importante ed avremmo dovuto girare tra Venezia e Roma. Purtroppo dopo i primi decreti regionali di blocco delle attività siamo stati costretti a interrompere le riprese. Le “voci di corridoio”bisbigliavano di diverse produzioni anche internazionali molto importanti che si stavano apprestando a preparare le riprese in Basilicata. Ad oggi posso solo confermare di due miei progetti importanti in cantiere per la Basilicata ma che al momento sono stati rinviati a data da destinarsi. Spero che la situazione “coronavirus”migliori globalmente in tempi celeri permettendo una ripartenza con tutte le dovute precauzioni. Sicuramente, affiche ci sia una ripresa, è fondamentale definire un protocollo d’intesa tra le compagnie assicurative e le produzioni poiché ancora non esiste compagnia in grado di coprire eventuali quarantene da Covid-19 qualora si verificasse che uno o più componenti della troupe risultassero positivi al virus. Probabilmente aumenterà il tax credit favorendo la copertura per i costi aggiuntivi dovuti ai protocolli di sicurezza, ipotizzando un incidenza pari al 20 o 30% del budget del film. Quindi i problemi da risolvere sono i seguenti: conferma e approvazione del protocollo di sicurezza, soluzione alla copertura assicurativa da parte di compagnie assicurative o di broker eaumentodelle somme da destinare per l’approvvigionamento dei sistemi di prevenzione del Covid-19, probabilmente tramite tax credit.
Come ogni settore industriale e commerciale, anche il cinema post Covid 19, subirà variazioni normative e pratiche. Ci sono già previsioni, anche regionali, su tempi e misure di ripresa delle produzioni cinematografiche ?
Credo che al momento non si possa parlare di tempi precisi per la ripresa effettiva delle attività cinematografiche, ma sicuramente ci sono tavoli di discussione aperti con le associazioni di categoria che hanno già annunciato la strategia di prevenzione del COVID-19 per gli operatori cinematografici, prevedendo l’igienizzazione quotidiana del set, la misurazione della temperatura corporea ed ossigenazione del sangue a tutti gli operatori presenti sul set, autodichiarazione per accertarsi che l’operatore non abbia sintomi o non sia venuto a contatto con persone contagiate negli ultimi 15 gg., tutte le attrezzature dovranno essere igienizzate dai fornitori esterni, assicurare l’areazione continua dei locali, utilizzare “cestini” pranzo sigillati e preparati nel totale rispetto delle norme igienico sanitarie, da consumare alla debita distanza di sicurezza. E per i membri della troupe che sono a contatto ravvicinato con altre persone (macchina da presa, trucco e styling) vanno adottate le mascherine ffp2 oltre ad occhiali, cuffie, camici e guanti.Agenzia e clienti saranno ridotti al minimo sul set (un direttore creativo e un cliente) tutti gli altri potranno vi-sionare le riprese da remoto. L’orario massimo tra call e wrap è fissato in un massimo di 10 / 12 ore, e poi ovviamente, mascherina obbligatoria per tutti. Come si può ben immaginare, lavorare in queste condizioni sui set in cui le attività sono tutte molto rapide e vi è stretto contatto tra gli operatori, diventa molto complesso e macchinoso. Speriamo di farcela.
Carlo Verdone ha recentemente dichiarato sul cinema " dopo la pandemia, film pieni di leggerezza". Come sarà dal suo punto di vista, anche tecnico, il cinema che verrà?
Dopo la tempesta viene sempre la quiete. Immagino che dopo un periodo così buio ed angosciante, ci sia il bisogno comune non solo di leggerezza, ma soprattutto di serenità. Invertire la tendenza verso la “sostenibilità trasversale”, misurando in maniera più consapevole le risorse economiche ed umane, tutelando la salute delle persone oltre l’ambiente. Credo che questa sia la strada da intraprendere in tutti i settori affinchèsi continui a vivere e lavorare senza eccessi e nel rispetto del mondo che ci ospita.

Roberta La Guardia



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