HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Cozzi: Troppi suicidi. Il silenzio che rispetta e il silenzio che nasconde

20/09/2019



C'è un drago silenzioso e rapace che ci sta divorando poco alla volta.
Si insinua nascosto nel punto più oscuro e intimo delle nostre esistenze e lì inizia a logorarci attimo dopo attimo, a convincerci sull'inutilità delle cose che facciamo, delle tante battaglie, degli innumerevoli sacrifici. Ci leva il gusto della fatica, la bellezza delle sfide. Ci toglie la voglia delle relazioni, la sete dei sentimenti e la fame di profondità. Ci rende fragili, deboli, vulnerabili.
Ha gioco facile questo drago, entra in un attimo nelle storie di tanti passando per lo spiraglio giusto. E di questi tempi, purtroppo lo spiraglio è un portone sempre più spalancato: il lavoro che non c'è e quello che si perde, giovani senza orizzonti e adulti privati del presente. L'eroina che è tornata a colmare il vuoto di tanti, la cocaina che surroga alla mancanza di energia e il gioco d'azzardo delle tante, troppe e troppo tollerate macchinette mangiasoldi che sempre più fanno da arredo a tanti bar e locali pubblici mettendosi in bella evidenza come la possibile soluzione a tanti problemi.
Negli ultimi due mesi a Potenza quattro persone si sono tolte la vita.
Giovani e meno giovani divorati e sbranati da quel drago invisibile e impietoso ma prima ancora da orizzonti inesistenti, da un futuro che non c'è più, da una società che non offre spiragli di dignità e sopravvivenza, da una cultura appiattita e senza più anima che sta rendendo tutti più fragili, tutti più deboli, tutti più nudi e tutti sempre più l'uno contro l'altro.
Io non so quali erano i nomi delle vittime di questo drago assassino, non conosco i loro volti, non so nulla delle loro storie e dei vuoti che si portavano dentro. Non so neanche quanti altri in Basilicata negli ultimi mesi, e probabilmente fino a ieri, hanno deciso di arrendersi dinanzi a tempi così difficili e quanti hanno deciso di non mendicare più la propria dignità.
So solo del giusto pudore che non sbatte queste notizie sui giornali volendo difendere fino in fondo la dignità di queste vittime, e so, però, che a questo silenzio questa nostra società non può rispondere con altrettanto silenzio: perché se il primo è giustamente rispettoso, il secondo rischia di essere complice del drago.
C'è da fermarsi, c'è da chiedersi perché, c'è da guardarsi dentro, c'è da capire dove si vuole andare: la Chiesa, le Istituzioni, la politica, le agenzie educative, chiunque abbia delle responsabilità.
E c'è, forse, da chiedere perdono. 


don Marcello Cozzi
Presidente Ce.St.Ri.M.



ALTRE NEWS

CRONACA

28/08/2026 - Sapri, sequestrato un cantiere nautico: violazioni ambientali e titolare denunciato
28/08/2026 - Matera, Polizia di Stato arresta 48enne per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di droga
28/08/2026 - Aliano, due maestre sospese per presunti maltrattamenti ai bambini
28/08/2026 - Farmaci, dal 1° settembre in Basilicata quota di 2,50 euro per ricetta

SPORT

27/08/2026 - Futsal: la Virtus Valsinni al via della prossima C1
27/08/2026 - Marconia di Pisticci ricorda Giovanni Colombo con una piazza e una gimkana
27/08/2026 - Elettra Marconia, doppio colpo per l’Eccellenza Lucana
27/08/2026 - Rinascita Lagonegro: preso il centrale Francesco Giacomini

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo