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Pasquale Larocca: diario di una vittoria

20/02/2020



Rovaniemi 300.
Sembrava una barzelletta quando ho visto l' elenco dei partenti con gli sci: uno svedese, due finlandesi, un austriaco e un inglese e poi io, l' italiano partito dal Sud e dal meraviglioso Parco del Pollino.
14 Febbraio: riunione pre-gara controllo materiali e briefing sul percorso.
15 Febbraio: ore 9:00, si parte e subito lo svedese davanti provo a tenerlo per qualche km a vista, ma poi decido che per me sarebbe un ritmo troppo elevato per resistere tutti i 300 km. Nei vari checkpoint che incontro mi fermo solo per riempire acqua calda e mangiare qualcosa (nocciole, fichi secchi) e, durante il movimento, qualche gel energetico. Alle ore 22, dopo circa 90 km, arrivo ad un checkpoint al chiuso dove mangio e decido di riposare qualche ora nella legnaia di fianco. Nel frattempo credo che lo svedese non si sia fermato, arrivano anche gli altri. Intanto Silvia e Tommaso mi aggiornano con messaggi sui distacchi.
16 Febbraio: ore 2:00, parto con l' intento di fermarmi all'ultimo Ck dove posso trovare acqua calda, oltre quello dovrò scioglie la neve con il fornelletto a combustibile. Ci arrivo intorno alle 14:00 (km145), sotto una fitta nevicata. Mi fermo mangio e sono preoccupato perché negli ultimi km ho male alla caviglia. Decido di ripartire facendo una grave errore, non immaginavo che quella bella nevicata a fiocchi si sarebbe trasformata prima in tormenta di neve e poi pioggia e vento. Cosi la sera dopo, intorno alle 22, sono completamente bagnato, in ipotermia e devo assolutamente fare qualcosa. Qui mi è scattato l' istinto di sopravvivenza. Mi sono trovato a sciare su un fiume che, inzuppandosi di acqua, aveva incominciato ad allagare e nel buio ho deciso di abbandonare la traccia per cercarmi un riparo. Nel frattempo arriva la notizia che lo svedese si è ritirato. Mi dirà poi l' organizzatore, che la tormenta aveva fatto ritirare la maggior parte dei concorrenti a piedi e con gli sci. Arrivo ad un gruppo di case e vedo una veranda vicino alla legnaia: decido di cambiarmi lì e devo farlo in fretta. Mi spoglio e mi infilo nel sacco a pelo. Intanto i proprietari, vedendo la luce, mi invitano ad entrare in casa: io ringrazio, ma gli dico che non posso ricevere assistenza.
Dopo circa 2 ore che batto i denti nel sacco a pelo inizio a vomitare, non sto per niente bene. Il freddo preso mi ha debilitato, anche una tosse mi preoccupa tanto.
17 Febbraio: Alle 5 di mattina, dopo che finalmente avevo trovato un po' di tepore, è ora di ripartire. Metto tutto il bagnato in una sacchetto e, per fortuna, avevo tutto il ricambio al seguito per fino le scarpe. E vero che portavo del peso in più, però in 4 o 5 giorni può succedere di tutto. La pioggia della notte ha inzuppato i dieci centimetri di neve e riesco ad essere tranquillo solo quando esco da un enorme fiume. Per fortuna ne esco asciutto e inizio a risalire un sentiero in cui non esiste più traccia e devo orientarmi con il gps, questo mi costringe a fermarmi ad ogni incrocio per capire la direzione. Insieme al fatto che devo battere la traccia, mi fa perdere un sacco di tempo e di energia a favore dell'inglese che inizia il recupero. L' idea è quella di arrivare al km 200, dove c'è una baita per poter dormire. Arrivo intorno alle 19 abbastanza stanco, accendo la stufa e mi infilo nel sacco a pelo. Intorno alle 23 arriva il ragazzo inglese.
18 Febbraio: sono indeciso se far partire prima il ragazzo e mandarlo a battere la traccia avanti, ma al 1:00 decido di partire e mi preparo la colazione e una buona scorta di acqua sciogliendo la neve. Scoprirò poi di aver chiuso male il contenitore della benzina e non avrò più carburante per prepararmi l’acqua. Procedo su un percorso senza traccia per tutto il giorno e il ragazzo inglese, incollato 10 km dopo di me, che non molla. Arrivo all'uscita di un lago e perdo la traccia: inizio a vagare e perdo almeno un'ora a favore del ragazzo, che si porta ora a 6 km. Avviso Silvia e Tommaso di farmi sapere quando si ferma a riposare, intanto vado avanti ad oltranza. Intorno alle 24 mi comunicano che è fermo e io ne approfitto per prendere ulteriore vantaggio. Davanti, sulla neve fresca, faccio più fatica di lui e poi devo continuamente guardare la traccia sbagliando più volte sentiero.
19 Febbraio: sono le 4 del mattino, sto sciando da 26 ore sono sfinito, mi accascio qualche momento per riposare e mi viene un colpo di sonno. Mi sveglio dopo 10 minuti in ipotermia, in un attimo apro il sacco a pelo e mi butto dentro in mezzo alla neve. Alle 7 di mattina, dopo due ore, riparto. Non ho più acqua, non posso cucinarmi niente e non mangio da 24 ore: ho sgranocchiato frutta secca e qualche gel. Mi restano da fare 30 km e ho sete e fame. Inizio a rovistare nella pulka e trovo una confezione di fichi secchi inizio a mangiarli e mi rendo conto che sono impregnati di benzina. Negli ultimi 30 km gestisco il vantaggio accumulato nella notte ma sono proprio allo stremo, disidratato e affamato, in più ho le articolazioni e i muscoli doloranti e una caviglia che mi fa urlare dal dolore ogni volta che lo sci va di lato. Arrivo al traguardo dopo 4 giorni e 6 stabilendo anche il primato che apparteneva ad un italiano fatto nel 2017. Attualmente siamo in 3 sciatori ad aver concluso questa gara, che si snoda su itinerari fantastici ma tecnicamente molto impegnativa con tante salite e dislivello, in più, con le condizioni meteo che variano, nei giorni non devi lasciare niente al caso. Mi rendo conto ancora una volta che in queste gare, oltre ad un' adeguata preparazione fisica, devi avere buone doti strategiche e di gestione delle energie e la testa dura che non molli mai. Non so come è stato il ragazzo inglese però vedevo che riposava molte ore in più e poi recuperava durante il giorno, se fossimo arrivati insieme sul finale con i dolori che avevo probabilmente non avrei vinto, proprio per questo ho cercato di sfinirlo sulla durata arrivando anche io al mio limite. Faccio i complimenti a questo ragazzo, così giovane e tenace, è stato un grande avversario e duro da battere.
Ringrazio l' organizzatore della rovaniemi Alex, la Sila3vette che mi ha iscritto i miei sponsor economici #alidaunia #zero5 #bioagriturismolagaravina partner #lbsport e #vertiginisport #ivytour #nordicskitrab #ciccimarranutrizione #pasticcerianapoletanaferrero #vicecontesrl #falconecaffe #paravideo, ringrazio la mia famiglia che mi sostiene, Silvia, gli amici reali e virtuali che con i loro messaggi mi stanno facendo emozionare.
Dedico questa Vittoria anche all'amico scomparso Antonio Derasis, non avendo mantenuto l'impegno di dedicargli la Sila Tre Vette. E, infine, la dedico a me per la testa dura che mi ritrovo e per non aver mai mollato.
Grazie a tutti


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Muro Lucano: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa dalle ore 17:00 di oggi alle ore 06:30 di domani mattina salvo imprevisti. MURO LUCANO: C/da Zaparone, C/da Bussi, C/da S. Luca e zone limitrofe

4/04/2020 Comunicazione sospensione idrica a San Severino

San Severino Lucano: a causa di un guasto improvviso l'erogazione idrica sarà sospesa dalle ore 10:00 di oggi fino al termine dei lavori. SAN SEVERINO LUCANO: centro abitato e fraz. Cropani

2/04/2020 Comunicazione di sospensione idrica

Marsico Nuovo: a causa di un guasto improvviso l'erogazione idrica sarà sospesa dalle ore 14:30 di oggi fino al termine dei lavori. MARSICO NUOVO: Via Portello e zone limitrofe

EDITORIALE

Restiamo umani se ci ricordiamo che dietro i numeri ci sono le storie
di Mariapaola Vergallito

Ho cercato tra i libri, in rete e tra gli appunti nei cassetti ma non ho trovato nulla. Non ho trovato parola alcuna che mi spieghi come si faccia.
Nessun manuale o libretto d’istruzioni, nessun vecchio quaderno sopravvissuto all’università, nessun libro divorato per l’esame di Stato.

Niente che mi insegni come si possa raccontare la storia di un ragazzo morto a 38 anni ucciso da un virus globale in una cittadina di una regione del sud Italia....-->continua





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