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La voce della Politica
| Denuncia di studenti e di un genitore su episodi durante il Giorno della Memoria |
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28/01/2026 | In occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio 2026, due episodi verificatisi in città hanno suscitato forte preoccupazione tra organizzazioni studentesche, civiche e genitori. A denunciarli è OSA Potenza, in un comunicato sottoscritto anche da Potenza Basilicata Pride, PBP e Matera Rumore, inviato agli enti competenti e alle autorità locali.
“Ieri, 27 gennaio 2026, in occasione della Giornata della Memoria, si sono verificati due episodi che riteniamo di estrema gravità e che sentiamo il dovere e la necessità di raccontare”, si legge nel comunicato.
Il primo episodio si è verificato durante un incontro istituzionale organizzato dalla Prefettura presso il Teatro Stabile di Potenza, rivolto a studenti e cittadinanza. Secondo OSA Potenza:
“L’incontro si è configurato, dal nostro punto di vista, come una commemorazione puramente rituale e nozionistica, priva di una reale riflessione critica o di un’attualizzazione del significato storico della Giornata della Memoria… La maggior parte degli interventi, invece, è risultata priva di qualsiasi legame concreto e pratico con l’attualità.”
Durante la cerimonia, uno studente del liceo “W. Gropius”, indicato come L., ha manifestato pacificamente dissenso sventolando una kefiah. Il comunicato racconta:
“Per questo gesto non violento, L. è stato inizialmente indicato da qualcuno nel pubblico e successivamente allontanato dal palchetto nei corridoi da agenti della Digos e della Polizia con toni aggressivi e, come raccontato dallo stesso ragazzo, intimidatori… Alla sua legittima domanda — ‘Quale reato ho commesso?’ — gli è stato risposto che quel simbolo ‘non c’entrava nulla’ e che qualcuno avrebbe potuto sentirsi offeso… Azione questa che può avere significative ricadute sulla salute mentale e sulla stabilità del nostro collega di studi.”
Il secondo episodio ha avuto luogo presso il liceo classico “Q. Orazio Flacco”. Gli studenti avevano organizzato un presidio nel cortile della scuola, con esposizione di uno striscione e intervento al megafono per riflettere su genocidi odierni e crisi internazionali, tra cui la situazione in Palestina. Il comunicato di OSA Potenza precisa:
“Il presidio si è svolto pacificamente e si è concluso prima della fine della prima ora di lezione; successivamente, tuttə lə studentə sono regolarmente entratə in classe per seguire l’attività scolastica… Venuto a conoscenza dell’iniziativa, il preside ha identificato lə studentə coinvolte — alle quali ha poi rivolto toni severi e denigratori minacciando provvedimenti disciplinari… La contestazione è proseguita attraverso la convocazione diretta di singoli individui per ottenere informazioni.”
Uno degli studenti, R., e il rappresentante d’istituto, G., si sono assunti la responsabilità dell’iniziativa, ma secondo il comunicato:
“Il preside ha rifiutato di ricevere il rappresentante d’istituto, apostrofandolo con toni offensivi e di rimprovero… Rivolgendosi poi a R., ha chiesto con voce autoritaria: ‘Chi sei tu?’ intimandogli nuovamente di convocare tuttə lə altrə studentə che avevano partecipato all’iniziativa… A entrambi lə studentə è stato comunicato che il preside non avrebbe più voluto intrattenere alcun rapporto ‘preside–studente’ con loro.”
Su quest'ultima vicenda è intervenuto, tramite lettera inviata agli enti competenti (Ufficio Scolastico Regionale della Basilicata, Provveditorato agli Studi di Potenza e MIUR) e diffusa a mezzo stampa, Franco Latronico, genitore di due studenti coinvolti. Nella nota, Latronico denuncia:
“In data 27 gennaio 2026, sei studenti minorenni del Liceo ‘Q.O. Flacco’ sono stati oggetto di gravi minacce disciplinari e aggressioni verbali da parte del Dirigente Scolastico… Il suddetto ragazzo ha dunque informato dell’accaduto un rappresentante d’istituto, presente al momento di ricordo svoltosi prima dell’entrata a scuola, il quale lo ha accompagnato in presidenza… Ma alle parole pronunciate dal ragazzo il preside, ancora una volta senza alcun tentativo di mantenere un tono rispettoso e decoroso, ha risposto in maniera brusca e autoritaria, esortando a convocare immediatamente gli altri studenti coinvolti… Gli studenti hanno dunque appreso che per poter esprimere le proprie idee, anche fuori dalle mura scolastiche, devono verificare l’aderenza o meno a quelle del preside, e che la scuola è divenuta un possedimento del dirigente stesso.”
Latronico conclude evidenziando come il comportamento del Dirigente sia in palese contrasto con i principi di libertà di manifestazione del pensiero sanciti dall’Articolo 21 della Costituzione e con lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti, che impone alle istituzioni scolastiche il rispetto della personalità degli alunni e il mantenimento di un dialogo educativo e costruttivo.
OSA Potenza, insieme alle organizzazioni sottoscriventi, ribadisce:
“Ci interroghiamo sulla legittimità di questi procedimenti, sull’abuso di potere esercitato e sul clima repressivo che si continua a instaurare all’interno — e all’esterno — delle scuole… Ci chiediamo come sia possibile che, ancora nel 2026, le scuole e i luoghi di cultura e di confronto possano trasformarsi in spazi di controllo e intimidazione, in cui la libera manifestazione del pensiero non violenta viene trattata come un problema di ordine pubblico e ogni presa di posizione critica viene repressa o criminalizzata.”
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