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La voce della Politica
| Ferrone: a 45 anni dal terremoto e recuperare il tempo perduto |
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24/11/2025 | “A 45 anni dal sisma non ci può essere più spazio per la retorica dell’anniversario.Troppi segnali ci indicano che è adesso il tempo di agire. Dopo sarà troppo tardi”. Così Carmine Ferrone, consigliere provinciale, intervenuto alla cerimonia di Balvano in rappresentanza della Provincia di Potenza. “Mi riferisco ai problemi di Balvano – ha detto - come di tutti gli altri paesi del “cratere”, del Marmo-Platano, che vivono al limite della sopravvivenza demografica. La resistenza delle nostre comunità ha raggiunto il punto limite. Lo spopolamento, la fuga di giovani in mancanza di prospettive di futuro, il diffuso disagio sociale richiedono risposte immediate. Innanzitutto per il lavoro. L’illusione che abbiamo coltivato subito dopo il terremoto dell’80 di una industrializzazione diffusa attraverso i nuovi poli industriali che sono stati alimentati dai finanziamenti straordinari – ha affermato Ferrone -è durata poco. Le aree industriali di Baragiano e degli altri nuclei dopo 45 anni sono ridotti a cimiteri di capannoni, strutture edilizie e lotti abbandonati. L’unica realtà che sta dando risultati significativi in termini di posti di lavoro e di alta produttività è la Ferrero. Ma non può bastare tanto più che i venti di crisi che spirano da San Nicola di Melfi con la nota situazione di profonda incertezza della Stellantis condivisa dalle aziende dell’indotto, con la vertenza Smart Paper ci riportano ad una situazione allarmante. I Municipi del Marmo-Platano vedono bussare tanti cassaintegrati che non ce la fanno più ad arrivare a fine mese come numerosi lavoratori che hanno accettato l’incentivo al licenziamento e si pentono di averlo fatto. E’ una bomba sociale che sta per esplodere. Per questo, ricordare il terremoto dell’80 – ha detto ancora Ferrone - deve tradursi in un impegno serrato a lavorare per dare prospettive di sviluppo e nuova occupazione. Qualcuno nel sindacato l’ha chiamata “nuova vertenza Basilicata” da porre all’attenzione del Governo. Non mi appassiona la terminologia quanto piuttosto gli obiettivi da raggiungere. Senza lavoro la resistenza delle nostre comunità, solo con le pensioni dei nostri anziani, per altro inadeguate a reggere il costo della vita, si sta fiaccando. In questa occasione tutti – enti locali, sindacati, forze imprenditoriali, partiti e società civile – dobbiamo convergere su un obiettivo unico: attrarre nuovi investimenti di piccole e medie imprese senza più rincorrere il mito della grande fabbrica. In buona parte nuclei industriali oggi inattivi devono sfidare ogni tempo, con responsabilità e serietà da parte delle istituzioni nazionali , regionali e provinciali affinché possano tornare in vita , accogliendo imprenditori che possono contare sulle nostre risorse umane altamente qualificate come esattamente la Ferrero oggi già svolge in perfetto connubio eco sostenibile e politiche aziendali altamente sensibili . Balvano, e tutti i nostri territori meritano di essere discusse anche tra le commissioni Europee affinché guardino il dopo degli anni '80 come la promessa mai totalmente realizzata per mancanza o di coraggio o di poca lungimiranza generale. Credo che non possa essere la ZES soprattutto adesso che è allargata a dismisura coinvolgendo buona parte del Paese a facilitare gli investitori. Ai nostri giovani possiamo rinnovare, a testa alta, l’invito a restare se saremo capaci di impiegare al meglio i finanziamenti che ci sono – dal Pnrr, ai fondi comunitari, ai programmi di spesa nazionali e regionali – senza sprecare nemmeno un euro. Può essere questo l’impegno significativo da assumere a 45 anni dal terremoto e recuperare il tempo perduto”. |
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