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Green Digital Hub di Tito bloccato dalla Regione: il Comune denuncia immobilismo e chiede il rispetto degli impegni

20/05/2025

Il Comune di Tito esprime forte preoccupazione per lo stallo del progetto Green Digital Hub, nonostante la candidatura approvata e finanziata nell’ambito dell’avviso dell’Agenzia per la Coesione Territoriale. A distanza di anni, la Regione Basilicata non ha ancora avviato alcuna azione concreta, sollevando dubbi sulla realizzabilità dell’opera in contrasto con pareri tecnici e impegni già assunti. L’amministrazione comunale annuncia tramite una nota stampa - iniziative per tutelare il territorio e non perdere un’opportunità strategica per sviluppo e occupazione.

Di seguito la nota stampa dell'amministrazione comunale di TITO

A distanza di anni dalla candidatura proposta dal C.N.R. (appoggiata da numerosi patners pubblici e privati tra cui il Comune di Tito) – e successiva ammissione a finanziamento – all’avviso promosso dall’Agenzia per la Coesione Territoriale per la candidatura di idee progettuali finalizzate al finanziamento di interventi di riqualificazione e rifunzionalizzazione di siti per la creazione di ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno, ad oggi nulla è stato posto in essere – in termini di atti e attività – dal Governo Regionale.
A fronte dei numerosi solleciti e dei continui rinvii di un incontro richiesto più volte dal Comune di Tito, la Regione continua a rimanere vaga ed anzi a contraddire atti e procedure laddove - solo oggi - ritiene il progetto del Green Digital Hub presumibilmente non più realizzabile. Difatti, secondo la recente tesi della Regione Basilicata, il sito dove andrebbe realizzato (ricadendo su di un’area inquinata) non sarebbe assoggettabile ad alcuna opera sino al termine delle attività di bonifica. Tale asserzione, tuttavia, contrasta non solo con quanto già posto in essere dal C.N.R. sul tema, ma contrasta altresì con il parere del Ministero dell’Ambiente che, anzi, a mezzo dell’ISPRA, ed in sede di Conferenza di Servizi, ha rilasciato nulla osta al progetto preliminare, ritenendo che i lavori del Lotto 1 non interferiscono con le attività di bonifica in corso mentre quelli del Lotto 2 tengono conto della presenza di impianti connessi con il sistema di bonifica in corso.
Lo stesso tenore letterale dell’avviso, del resto, ha ritenuto il ricadere dell’opera in un sito sottoposto a bonifica come una “premialità” del progetto.
Peraltro, la mancata presunta fattibilità dell’opera (il progetto è stato validato con utilizzo di risorse pubbliche), contrasta con gli impegni presi dalla stessa Regione Basilicata. Quest’ultima, difatti, dapprima con preciso accordo del 22.04.2022 stipulato con il C.N.R., e successivamente con conferenze stampa ed articoli di stampa, ha sempre “vantato” la realizzazione del progetto come un’attività essenziale alla riqualificazione di un sito strategico per la Regione Basilicata tutta.
In un momento in cui la chiusura di aziende importanti, in un momento caratterizzato dalla cassa integrazione di molti lavoratori dell’area, di manifestazioni dei numerosi precari/ricercatori dello stesso C.N.R., verso i quali non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno, l’Amministrazione Comunale di Tito (che peraltro resta l’unico Ente competente in materia urbanistica come da parere dello stesso RUP della Regione) non si sottrarrà dal porre in essere tutti gli atti e le azioni utili a consentire all’area Industriale di Tito di beneficiare di una grande opportunità in termini di rigenerazione ed occupazione e a scongiurare delocalizzazioni che assumerebbero caratteristiche di un vero e proprio “scippo” per il nostro territorio.



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