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La voce della Politica
| Centro Democratico Basilicata su riapertura Trinità a Potenza |
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15/09/2023 | “Nel corso della marcia di solidarietà promossa da Ulderico Pesce nel trentennale dell’uccisione di Elisa Claps avvenuta nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità a Potenza è stata sottolineata l’assenza delle istituzioni locali e della politica”. Questa l’analisi dei responsabili istituzionali del partito di Bruno Tabacci in Basilicata, vale a dire la Segretaria Regionale Sonia Topazio, il Segretario Provinciale di Potenza, Grazia Antonio Romano, il Coordinatore del Vulture-Melfese-Alto Basento, Francesco Cangi e il Segretario Cittadino di Tricarico, Francesco Menonna a margine dell’iniziativa a sostegno della famiglia Claps e contro la riapertura del luogo di culto in città. “Non è così-affermano all’unisono i componenti del partito-da tempo siamo vicini a Gildo, Filomena e Luciano Claps per capire e comprendere le ragioni di quanto accaduto il 12 settembre 1993. Abbiamo anzi partecipato alla marcia svoltasi martedì mattina. Siamo contrari alla riapertura della struttura religiosa e condanniamo senza appello alcuno la decisione del Vescovo di Potenza, Salvatore Ligorio di aprire la Trinità il 24 agosto quasi alla chetichella. Sarebbe stato bello fare del luogo dell’orrore un punto di aggregazione giovanile, una biblioteca, una struttura adatta ai giovani che frequentano il centro storico di Potenza intitolata alla povera Elisa ma nulla è stato fatto. Anziché intitolare una targa a don Mimì Sabia sarebbe stato opportuno da parte dell’episcopio potentino chiedere scusa dopo le tante omissioni, i tanti depistaggi e le bugie che hanno condizionato le ricerche e le analisi delle Forze dell’Ordine nei primi giorni dopo la scomparsa e durante le affannose e vane ricerche della povera Elisa. Dal Centro Democratico di Basilicata giunge tutta la solidarietà ai Claps e a quanti hanno vissuto e continuano a vivere questa vicenda dolorosa che ha portato ed è bene chiarirlo Potenza alla ribalta in chiave nazionale nell’accezione piena e negativa del termine”.
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