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Alleanza verdi sinistra: ennesimo comunicato “truffa” da parte di Bardi su vicenda Stellantis di Melfi

19/10/2022

Nelle ultime ore Bardi si rende protagonista dell’ennesima gaffe istituzionale interpretando a suo modo le parole, pronunciate dall'amministratore delegato Tavares al salone dell’auto di Parigi.

Bardi dice di aver apprezzato le parole dell'amministratore delegato Tavares in merito alla “alta la prospettiva di sviluppo dell’azienda”. E di aver apprezzato ancora di più “ le parole di Tavares sulla non strategia della UE sull’automotive, che sta creando “confusione” e soprattutto danneggia il mercato europeo rispetto a quello cinese e americano, come avevo denunciato a giugno scorso, dopo il voto dell’europarlamento sullo stop ai motori a benzina e diesel dal 2035, che di fatto regala il mercato europeo ai cinesi”.

Si conferma invece ancora una volta lo sbilanciamento del gruppo Stellatis verso la Francia.
Dice testualmente Tavares:«Il nostro impegno per raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio nel 2038, prima di tutti i nostri concorrenti, va a beneficio della Francia, dove siamo e continueremo a essere il leader commerciale e industriale con 12 modelli elettrici Stellantis prodotti con orgoglio e passione dai nostri dipendenti nei nostri 12 stabilimenti di montaggio e produzione di componenti».

Difatti, come ribadiamo da tempo, Stellantis aveva già deciso di cavalcare la rivoluzione elettrica. E come diciamo da tempo il problema è lo sbilanciamento verso la Francia, infatti i principali componenti elettrici (motori elettrici, cambi e-Dct e batterie) saranno prodotti in sette siti in Francia utilizzando tecnologie francesi.


Piuttosto che chiedere un improbabile “moratoria” del passaggio all’elettrico, leggendo ancora una volta erroneamente tale richiesta nelle parole di Tavares mai pronunciata nè immaginata da quest’ultimo, Bardi si faccia carico di difendere le ragioni vere della Basilicata, la specificità dell’area industriale di Melfi e dei livelli occupazionali.
Un ridimensionamento già in corso che rischia di diventare una bomba sociale se sommata all’alta inflazione ed all'impoverimento in termini reali dei risparmi dei lavoratori.

Al contrario delle parole “truffa” di Bardi, le parole dell'amministratore di Stellantis andavano a criticare le nuove norme “Euro 7” che riguardano i motori endotermici, non chiedendo di rallentare la transizione all’elettrico ma piuttosto di rivedere gli step intermedi soprattutto in riferimento all’Euro 7, proprio in vista dell’elettrificazione totale. Una richiesta, quest’ultima, di buon senso e che di fatto apre spiragli e ulteriori prospettive soprattutto all’indotto di San Nicola di Melfi.
Inoltre, lo stesso Tavares, giustamente, chiede di porre in essere politiche in grado di riequilibrare la concorrenza cinese che, sulle auto, così come su tanti altri prodotti, è una concorrenza sleale e soprattutto asimmetrica, vista la difficoltà delle imprese europee di entrare nel mercato cinese.
La mobilità elettrica in Europa sta rallentando, dopo un primo boom di vendite. E questa situazione può diventare un enorme vantaggio per le industrie cinesi.
Sono questi i timori condivisi dall' amministratore delegato quando chiede alla Ue di rafforzare il settore automotive continentale per proteggersi dalla concorrenza di Pechino.
Tavares chiede più “reciprocità” perché il mercato europeo ora è molto più aperto alla Cina di quanto il mercato cinese lo sia alla Ue: in altre parole, occorre fissare delle regole alle importazioni in modo da ristabilire parità di condizioni e tutelare i marchi europei.

Il vero problema continua a rimanere l’impoverimento dimensionale e quindi occupazionale dello stabilimento di Melfi e del suo indotto legato all’incapacità di Bardi e del suo centro-destra di battersi per una sua difesa. Quell’incapacità di comprendere la necessità di un attivismo politico legato alla difesa di un modello produttivo che, nel passato, intorno ai lavoratori ha costruito i grandi traguardi di produttività rispetto invece ad un nuovo modello in cui la produttività si recupera tagliando le spese, finanche quelle della pulizia e della qualità, rendendo l’ambiente di lavoro talmente ostile da trasformare l’incentivo all’esodo in una fuga verso la dignità.

Sarebbe necessario avere la lucidità, il coraggio e la forza di immaginare una riconversione della zona industriale di San Nicola di Melfi con interventi capaci di accogliere nuovi soggetti imprenditoriali, ma anche e soprattutto di favorire la riconversione produttiva di quelli esistenti, anche nella direzione della produzione di componentistica utile alla costruzione di autovetture elettriche e di altri mezzi di trasporto a propulsione alternativa, oltre che di chiedere maggiori volumi produttivi.

Tutte caratteristiche che questo centro-destra non ha mai avuto ed a maggior ragione oggi alla luce dell’ennesima crisi.

Continuiamo a chiedere un atto di responsabilità da parte di Bardi. SI dimetta per la salvezza della Basilicata.



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