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La voce della Politica

“Carta di Venosa” sollecita l’assunzione di impegni per il Sud

10/08/2022

Qualcosa si muove a Sud. La Rete Culturale Meridionalista della Carta di Venosa accoglie con favore e interesse il contenuto del Manifesto sulla comune costruzione di “un’agenda Sud per il 25 settembre” lanciato dai molti Sindaci del Meridione.

I primi undici punti proposti appartengono, infatti, al bagaglio culturale e sociale della Carta, costituendone larga parte dei valori che l’ispirano.

I punti rappresentano sicuramente alcune delle reali esigenze delle popolazioni interessate, le cui istanze cominciano a farsi strada anche nei soggetti territoriali che le amministrano. E di ciò va dato positivamente atto agli amministratori che hanno inteso sottoscrivere il documento.

Se un’osservazione può essere fatta è quella che il Sud necessita di un’agenda che vada ben oltre il 25 settembre e che impegni ogni amministratore a concretizzare fattivamente i principi e gli intendimenti enunciati nel Manifesto in occasione delle ormai prossime elezioni politiche.

Su tutti i punti, uno soprattutto (che tutti gli altri coinvolge e determina) desta oggi la maggior preoccupazione di Carta di Venosa e che, conseguentemente, costituisce la cartina di tornasole di un meridionalismo non puntualmente sbandierato nelle occasioni di ricerca del consenso elettorale ma praticato sul campo nel corso del mandato popolare ricevuto: la cosiddetta autonomia differenziata.

In altri termini, Carta di Venosa, nel plaudire alla presa di coscienza di tanti amministratori in ordine alla problematica, chiede loro espressamente una forte, netta e decisa presa di posizione all’interno dei partiti di riferimento di ciascuno, perché inseriscano nei loro programmi impegni concreti di rifiuto di un progetto che, così come è stato finora formulato, penalizza a dismisura i territori del Sud.

È un impegno individuale, preciso e solenne, quasi un giuramento d’onore, questo che chiediamo ai Sindaci interessati perché ai buoni propositi individuali facciano seguito le conseguenti azioni per metterli in pratica. Tale impegno, a fronte delle promesse ripetutamente disattese, deve essere considerato come uno spartiacque inderogabile ai fini della credibilità e dell’affidabilità, nonché della militanza, rispetto a qualsiasi forza politica che si proponga di ottenere il consenso elettorale dichiarandosi attenta e sensibile alla questione meridionale.

Le ragioni del Sud possono avere udienza nelle stanze del potere, laddove spesso prevalgono logiche perverse, solo se partono dal basso, dal territorio, dalle rappresentanze locali delle popolazioni interessate; e maggior udienza avranno se tali rappresentanze sapranno portarle all’interno dei loro partiti nazionali.

Carlo Levi scriveva: “per i contadini lo Stato è più lontano del cielo e più maligno, perché sta sempre dall'altra parte”. Ebbene, i Sindaci che hanno sottoscritto il Manifesto per “l’agenda Sud” hanno l’occasione irripetibile per dimostrare, nei fatti e non solo a parole, come la “disaffezione” (vera o presunta che sia) delle popolazioni meridionali nei confronti dello stato non ha più ragion d’essere. E che finalmente lo Stato sta dall’altra parte, dalla parte di tutti e non di alcuni; se ne approfitteranno Carta di Venosa sarà al loro fianco, sostenendoli, incoraggiandoli e supportandoli, anche al di fuori delle logiche di schieramento politico.

Ad ogni modo, la Rete Culturale di Carta Di Venosa – che, giova precisarlo, per prima, con le sue capillari iniziative territoriali ha dato l'input a varie deliberazioni contro le A.D. - resterà vigile, pronta a chieder pubblico conto degli impegni volontariamente assunti.




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