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PiTESAI-Cingolani: trivelle a km 0 senza riduzione delle bollette

14/02/2022

È stato approvato dal Mite del governo Draghi-Cingolani il piano delle aree potenzialmente idonee alla ricerca petrolifera, la moratoria sui permessi di ricerca del 2019 è finita. Ora i petrolieri potranno riprendere la propria attività con il vantaggio di aver tenuto bloccato i permessi inattivi (grazie alla moratoria) senza spese per circa tre anni e di poterli riattivare in questo momento di forte richiesta di mercato.

https://unmig.mise.gov.it/index.php/it/informazioni/notizie-e-faq/it/198-notizie-stampa/2036196-approvato-il-piano-per-la-transizione-energetica-sostenibile-delle-aree-idonee-pitesai

In questi tre anni per gli ecosistemi ,la tutela delle acque, dei mari ,divieto air gun, aumento delle royalites, riduzione delle accise sulle bollette e sui carburanti , cip 6 fossile (salvo iniziative cop 26),liberalizzazioni e privatizzazioni poco e nulla è cambiato in termini di leggi e regolamenti a favore dei consumatori e dell’ambiente da parte dei governi giallo/ verdi e giallo/rossi. L’ambiente è diventato valore costituzionale, ma lo stesso Pitesai redatto in questo modo e vista anche l ‘enormità delle aree potenzialmente idonee alle trivellazioni in terra e mare non depone a vantaggio della causa costituzionale e dei diritti delle comunità. Se non ci sono garanzie per la tutela dei consumatori efficaci ed efficienti nessuno potrà controllare il mercato neanche con l ‘aumento della poca produzione nazionale finché c'è una domanda.

Liberalizzare e privatizzare il settore energetico ha penalizzato i consumatori, errore che si sta facendo anche con le energie rinnovabili. Un parco eolico o solare di comunità è sicuro che abbassa la bolletta elettrica in ottica di democrazia dell’energia con un pannello fotovoltaico per famiglia o impresa.

Motivo per cui anche se trivelliamo in casa nostra non ci sarà alcuna riduzione della bolletta elettrica sui consumatori ma ulteriori utili (vedi royalites più basse del mondo) per le compagnie petrolifere di tutto il mondo sulle piccole quantità di gas che si andranno ad estrarre in Italia e che non risolveranno il problema energetico nel breve e lungo termine. Ci sarà un piccolo aumento di pil che sarà perso in percentuali decisamente maggiori dalle perdite su pil agroalimentare, turistico e di qualità delle vita delle popolazioni , senza considerare i danni agli ecosistemi, all’acqua ( che vale più del gas ) e alla salute umana (Basilicata docet )

La fiaba sulla riduzione delle bollette ribadiamo è tutta lucana e questo Pitesai farà altri danni economici ed ambientali alla Basilicata e al mar Jonio. Il risparmio sul trasporto di gas italiano è così irrisorio che se anche se fosse spalmato su tutte le bollette degli italiani secondo i ns calcoli sarebbe di qualche centesimo (e avverrebbe forse in dieci anni di estrazione), mentre metteremmo a rischio il nostro patrimonio idrico ed ecosistemi e biodiversità del più bel paese del mondo.



NO SCORIE -MED NO TRIV-COVA CONTRO





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