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La voce della Politica

Studenti in mobilitazione nel nome di Lorenzo Parellii

28/01/2022

La Rete degli Studenti Medi si mobilita in tutto il paese a una settimana dalla morte di Lorenzo
Parelli, a seguito di un incidente avvenuto nella fabbrica dove svolgeva uno stage del programma di
alternanza scuola-lavoro.
Ma i morti sul lavoro non sono mai incidenti. Sono il risultato di un sistema basato su irregolarità e
illegalità che uccide in media tre lavoratori al giorno. L'alternanza scuola-lavoro che ha ucciso
Lorenzo ha rappresentato il suo ingresso in un mondo fatto di precariato, sfruttamento e assenza di
tutele. È impensabile che la scuola abbia accettato la pratica di trasferire i propri ragazzi, spesso
anche minorenni, dalle aule alle industrie, che versano in questi stati di rischio da decenni.
Che uno studente appena maggiorenne sia l’ennesima vittima del sistema che non educa e non
tutela non è un caso che può passare in sordina e soprattutto non può essere ritenuto un incidente.
Bisogna respingere l’idea di un sistema educativo aziendale, soprattutto in un paese in cui i luoghi di
lavoro sono luoghi di morte, sfruttamento e rischio.
Da sempre la Rete degli Studenti Medi si è battuta contro la riforma renziana che ha reso obbligatori
i percorsi di formazione, e ci si batterà ancora per evitare che questo sistema si estenda anche alle
scuole secondarie di primo grado e nel biennio delle scuole superiori. Avviare i ragazzi al lavoro è
sinonimo di abituarli allo sfruttamento, alla dequalificazione, al pericolo e anche al rischio di morire.
Il caso di Lorenzo sarebbe stato molto meno doloroso se l’Italia avesse saputo che questo è un caso
isolato, che non ci saranno altri morti.
Bisogna lottare affinché un giorno le industrie e i cantieri siano caratterizzati da sicurezza e rispetto
della dignità dell’operaio e che l’avviamento al lavoro non sia un’esperienza traumatica da vivere al
posto della vita scolastica. Per questo la Rete degli Studenti Medi si mobilita anche in Basilicata
durante il presidio nella città di Potenza accanto ai sindacati studenteschi e dei lavoratori e davanti
le scuole di Venosa. A Potenza una delegazione ha ottenuto un confronto con il prefetto per
chiedere che le aziende siano costantemente controllate dall’amministrazione, perché non si cada
nell’illegalità e perché la scuola sia a misura di studente e non venga considerata distribuzione di
manodopera.



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