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Melfi, Araneo (M5S): 'preoccupazione per ospedale San Giovanni di Dio'

24/09/2021

Torniamo a esprimere preoccupazione per la situazione dell’ospedale San Giovanni di Dio di Melfi. Da tempo circolano voci allarmanti sulla possibile chiusura del reparto di neonatologia e sull’eventuale ridimensionamento del Pronto Soccorso.
Se queste voci fossero confermate, si tratterebbe dell’ennesimo grave danno inferto al nostro territorio. Un danno a cui ci opporremo con tutte le nostre forze.
Nel constatare con amarezza il fallimento delle politiche sanitarie adottate negli ultimi decenni, chiediamo alle istituzioni regionali massima attenzione su questo tema. Il punto nascite dell’ospedale di Melfi serve un bacino di circa centomila abitanti, dunque non possiamo privare l’intero territorio del Vulture-Melfese di questo servizio essenziale.
È necessario garantire gli standard di sicurezza previsti dal Ministero della Salute e creare le condizioni perché le partorienti di tutta l’area del Vulture e dell’Alto Bradano si affidino al nostro servizio sanitario.
Il reparto di neonatologia di Melfi è stato a lungo un fiore all’occhiello del nostro ospedale; tuttavia, come già accaduto in altri settori, le istituzioni politiche locali hanno lasciato che questo fiore seccasse. Così, ad oggi, la maggior parte delle partorienti sceglie di partorire altrove, fuori dai confini della Basilicata.
Siamo convinti del fatto che il reparto di neonatologia del nostro presidio ospedaliero vada messo in sicurezza e difeso, con l’obiettivo di tornare attrattivo e sicuro agli occhi delle mamme che vi affidano i propri figli.
Discorso analogo vale per il Pronto Soccorso (p.s.): non è accettabile l’idea di ridimensionare ulteriormente le unità presenti all’interno del p.s.
Ridurre il personale significherebbe indurre il nostro p.s. a una lenta agonia, fino allo spegnimento. Un p.s. di vitale importanza dal momento che serve un bacino di utenza molto ampio e che si trova in prossimità della zona industriale di San Nicola di Melfi dove lavorano circa undicimila operaie e operai.
Curarsi in questa terra non è più un diritto. L’accesso alle cure sta diventando sempre più un privilegio per i pochi che hanno la possibilità (o la necessità) di rivolgersi al privato oppure di spostarsi oltre confine.
Interrompiamo questa emorragia e difendiamo il nostro presidio ospedaliero.
Chiediamo risposte e chiarimenti all’assessore alla sanità Leone e a tutta la Giunta Regionale, affinché smentiscano il montare di queste preoccupanti voci.

M5S di Melfi
Alessia Araneo candidata sindaca



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