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La voce della Politica
| Una domanda alla Procura della Repubblica di Potenza |
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28/06/2021 | Come è noto, il 7 maggio 2020, al termine dell’azione di disobbedienza civile tenuta fuori alla sede Rai di Potenza, fui denunciato per violazione dell’art. 18 TULPS. A maggio scorso, non avendo ancora ricevuto notizie dalla Procura e nutrendo la speranza di poter discutere in un’aula di giustizia l’azione compiuta, ho chiesto al mio ex avvocato Francesco Di Paola di inoltrare alla Procura della Repubblica di Potenza una richiesta ai sensi dell’335 c.p.p.
Con mia grande sorpresa, quando ho rappresentato all’avvocato Di Paola che intendevo rivolgermi alla Procura per chiedere alla stessa perché, dopo oltre 50 giorni, non abbia ancora inteso rispondere alla richiesta inoltrata ai sensi del 335 c.p.p., l’avvocato Di Paola mi ha testualmente scritto: “Di me non devi dire nulla senza la mia autorizzazione. Sia Chiaro”.
Gentile avvocato, ma di quale autorizzazione parla? Cosa dovrebbe autorizzare? Mi spieghi? Io il suo legalese e a limite i suoi timori faccio fatica a comprenderli.
Nel momento in cui mi accingo a chiedere alla Procura ragione di un silenzio che si protrae da oltre 50 giorni, a me sembra abbastanza ovvio che devo necessariamente far riferimento a chi ha inoltrato la richiesta a mio nome. Qual è il problema, illustre avvocato?
Ciò detto e archiviata questa storia triste e sconcertante, lasciate che adesso faccia la domanda che intendevo rivolgere alla Procura di Potenza: Egregi signori della Procura della Repubblica di Potenza, che fine ha fatto la denuncia che mi è stata comminata in data 7 maggio 2020? Per parte mia vi chiedo di processarmi, ma vi chiedo anche di onorare un articolo del Codice di Procedura Penale.
Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani (in sciopero della fame dalle ore 23.59 del 6 giugno).
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