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Stellantis e mobile imbottito, dibattito in Consiglio

10/01/2026

La crisi industriale del settore automotive, con particolare riferimento a Stellantis e all'indotto e quella del distretto del mobile imbottito, al centro dei lavori del Consiglio regionale, riunitosi oggi in seduta straordinaria, su richiesta dai consiglieri di minoranza Araneo (M5S), Bochicchio (AVS-PSI-LBP), Chiorazzo (BCC), Cifarelli (PD), Lacorazza (PD), Marrese (BP), Verri (M5S) e Vizziello (BCC). La seduta è stata aperta dal Vicepresidente del Consiglio Chiorazzo e poi presieduta da Marcello Pittella e in chiusura ancora da Chiorazzo.

Dopo la relazione dell’assessore alle Attività Produttive, Lavoro e Formazione, Francesco Cupparo, sulla crisi dei due comparti che ha affermato: “non sono separate, ma due manifestazioni di una stessa fragilità strutturale del sistema manifatturiero regionale, legata ai cambiamenti tecnologici, ai costi energetici, alla concorrenza internazionale e alla riorganizzazione delle catene produttive”, si è aperto un dibattito al termine del quale sono state annunciate due risoluzioni che saranno illustrate e messe ai voti durante la prossima seduta consiliare, prevista per martedì 13 gennaio.

Il dibattito ha visto gli interventi di: Bochicchio, Vizziello, Picerno, Chiorazzo, Araneo, Cifarelli, Pittella, Verri, Leone, Marrese, Polese, Aliandro, Morea, Fanelli, Lacorazza e Napoli.

Negli interventi dei consiglieri della minoranza (Bochicchio, Vizziello, Chiorazzo, Araneo, Cifarelli, Verri, Marrese e Lacorazza) è emersa una posizione unitaria che fotografa una crisi industriale profonda e diffusa in Basilicata, dall’automotive, con Stellantis e l’indotto al polo del mobile imbottito di Matera. Sono state evidenziate le pesanti ricadute occupazionali e sociali. Tutti gli interventi hanno denunciato il crollo della produzione, il primato negativo di Melfi, la perdita di migliaia di posti di lavoro e l’uso degli ammortizzatori sociali come unica risposta, giudicata insufficiente e meramente emergenziale. Criticata l’assenza di una strategia regionale organica e di una vera politica industriale, a fronte di promesse nazionali non tradotte in risultati concreti e di una Regione spesso assente anche fisicamente dai presìdi dei lavoratori. L’opposizione ha chiesto di superare l’assistenzialismo e di puntare su reindustrializzazione, attrazione di nuovi investimenti, riduzione del costo dell’energia e del lavoro, semplificazione burocratica, infrastrutture, ricerca e innovazione. Centrale la richiesta di vincolare le grandi imprese, a partire da Stellantis, alle proprie responsabilità occupazionali e di rilanciare il distretto del mobile imbottito anche in chiave interregionale. Forte anche il richiamo all’unità tra politica, sindacati e imprese e alla costruzione di un “patto per la Basilicata” da portare con determinazione sugli imminenti tavoli romani. Il 2026 viene indicato come un banco di prova decisivo: “Ora servono scelte concrete per difendere lavoro, coesione sociale e futuro della region”.

La maggioranza (Picerno, Pittella, Leone, Polese, Aliandro, Morea, Fanelli, Napoli) ha delineato una lettura comune della crisi industriale come fenomeno di lungo periodo, inserito in una trasformazione europea e globale che investe automotive, manifattura ed energia, e che non può essere affrontato con risposte strutturali. È stata rivendicata l’azione della Regione, attraverso il lavoro dell’assessore Cupparo e del presidente Bardi, sul piano del dialogo istituzionale, della partecipazione ai tavoli nazionali, del sostegno ai lavoratori con ammortizzatori sociali e dell’attivazione di strumenti come incentivi, contratti di sviluppo, formazione e riduzione dei costi energetici. La crisi di Stellantis e dell’indotto è stata descritta come strutturale, con una direzione industriale definita, che impone di rendere competitivo soprattutto il sistema delle imprese locali e di vincolare gli aiuti pubblici a obiettivi misurabili in termini di investimenti e occupazione. Da tutti il richiamo a una vera politica industriale regionale, fondata su diagnosi realistiche, nuove filiere, innovazione, infrastrutture ed energia competitiva, e su una governance rinnovata per il distretto del mobile imbottito, capace di valorizzare design, ricerca e brand territoriale. Dalla maggioranza hanno anche sottolineato la necessità di superare le contrapposizioni ideologiche e le polemiche sulle responsabilità storiche, puntando invece su unità politica e sociale, collaborazione con il Governo nazionale e accordi anche interregionali. Il centrodestra ha rimarcato la necessità di rafforzare la collaborazione e promuovere un tavolo nazionale con l’obiettivo di tutelare i lavoratori, consolidare le filiere produttive e valorizzare la Basilicata come regione cerniera del Mezzogiorno”.

Alla fine, dopo la replica dell’assessore Cupparo, lo stesso ha incontrato i sindacati e i lavoratori dei due comparti in crisi.

Hanno assistito ai lavori i sindaci dei comuni di Rapolla, Biagio Cristofaro e di Melfi, Giuseppe Maglione, i Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della Basilicata, Fernando Mega, Vincenzo Cavallo e Vincenzo Tortorelli, il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa Melfi, Monsignor Ciro Fanelli, e alcuni lavoratori dei settori interessati.



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